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venerdì 19 giugno 2026

[mai più senza] 13 a tavola! Il tredicesimo anno dei consigli di lettura di Aldo per l'estate!

Pensavate di salvarvi? e invece, assieme alla scadenza del 730 tornano - grazie come sempre alla sollecitazione di Antonella (grazie!) i famosi consigli di Aldo per le letture estive. Siamo all'appuntamento numero 13, ma non siamo superstiziosi, confidiamo che avremo anche il 14 l'anno prossimo e partiamo immediatamente! 

Ma prima, doverosamente, ecco l'elenco delle dodici puntate precedenti:

[2014] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2014/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2015] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2015/06/mai-piu-senza-torna-lappuntamento-con-i.html

[2016] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2016/07/mai-piu-senza-terzo-appuntamento-con-i.html

[2017] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2017/06/mai-piu-senza-quarto-appuntamento-con-i.html

[2018] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2018/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2019] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2019/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2020] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2020/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2021] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2021/06/mai-piu-senza-lottavo-anno-dei-consigli.html

[2022] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2022/06/mai-piu-senza-il-nono-anno-dei-consigli.html

[2023] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2023/06/mai-piu-senza-e-sono-10-un-decennio-di.html

[2024] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2024/06/mai-piu-senza-lundicesimo-leggasi-11.html

[2025] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2025/06/mai-piu-senza-e-siamo-al-dodicesimo.html


Archiviata la parte archeologica, veniamo ai libri di quest’anno, partendo da due libri di non-fiction: in generale tendo a preferire le storie inventate, ma questi due meritano. Luciano Floridi è il primo umanista che leggo che ha un rapporto razionale e sano con l'AI, tema che ha scatenato gli istinti più deteriori di filosofi e letterati. Nel suo La differenza fondamentale scrive in maniera molto chiara qual è l'errore di proiettare su un agente informatico/statistico il concetto di intelligenza, che per noi significa un campo semantico molto ampio e molto scorrelato da quella che è davvero, concretamente, l'AI. Mi piace moltissimo la sua proposta di sostituire il termine intelligenza con quello di agency, il libro si legge con grande gioia anche se non si è specialisti della filosofia per i primi 2/3, poi richiede qualche sforzo o preconoscenza in più, ma ne vale la pena. 

L'altro libro di non-fiction è Scongeliamo i cervelli, non i ghiacciai, di Matteo Motterlini. Tema "caldo", è il caso di dirlo, e approccio davvero eccellente. Il libro risponde in maniera credibile e scientificamente fondata a un dubbio che non si può non porsi: come è possibile che sappiamo benissimo che stiamo percorrendo una china tragica e in accelerazione esponenziale verso l'emergenza climatica, ma continuiamo a ignorare e sottostimare (massicciamente) il tema? E non solo se si hanno i capelli con ciuffo aranciato, ma anche nel quotidiano? Libro anche molto ben scritto, si lascia proprio leggere!
Passiamo poi a un libro che non ho letto per la prima volta quest'anno, ma che ho ri-letto in occasione triste, ovvero la morte del suo geniale autore. Si tratta de Il bar sotto al mare, il mio libro preferito (forse, assieme ad altri 3 o 4) di Stefano Benni. Per l'occasione abbiamo celebrato questo grandissimo autore leggendo alcuni brani ad alta voce in ufficio, è stato un momento molto bello e io ho scelto un paio di racconti da questo volume, e mentre li sceglievo me lo sono riletto tutto. Le storie si susseguono in maniera rutilante, si ride e si pensa. Per me questo libro è Stefano Benni. Grazie SB, ci mancherai!
Per uno dei book club cui partecipo ho letto Dio di illusioni di Donna Tartt, di cui avevo già letto Il Cardellino - che pure consiglio. Nonostante una traduzione criminale, il libro è davvero bello, lei scrive in maniera incredibile e anche la storia si dipana in maniera avvincente. Peccato che nessun editor abbia avuto il coraggio di dirle che con 200 pagine in meno saremmo davvero davanti a un capolavoro assoluto, così invece risulta un ottimo libro che aveva potenzialità maggiori. Alcuni personaggi riusciti, altri molto meno, bella l'atmosfera del campus, ma in definitiva un romanzo cui manca qualcosa.
Venivamo tutte dal mare di Julia Otsuka l'ho letto su suggerimento proprio di Antonella (quindi questo libro non posso ri-consigliartelo): è davvero molto particolare sia a livello stilistico, sia a livello di storia che viene narrata. Iniziamo da qui: non ne sapevo nulla, quindi come sempre in questi casi il fascino è duplice, perchè si tratta davvero di scoprire una situazione molto particolare e che non sospettavo fosse accaduta. Sotto il profilo stilistico, l'autrice ama utilizzare anafore per riprendere concetti medesimi da più lati: a livello teorico pensavo mi infastidisse e invece si rivela estremamente efficace per fare breccia con un concetto. 
Sempre per parlare di rapporto tra forma e contenuto, non c'è nulla come uno dei libri dell'anno, che ho faticato a non mettere nella top-3, vincitore del Booker Prize e libro di cui hanno parlato tutti: Nella carne di David Szalay. Per me si tratta di un’indagine sullo scarto tra il vivere gli eventi e la capacità di abitarli attraverso il linguaggio. Il protagonista, István, attraversa decenni di storia restando però in un’"opacità riflessiva": la sua esistenza rimane aderente alla carne (come da titolo), senza mai elevarsi a coscienza narrante o condivisa. Lo stile sobrio e neutro dell'autore rispecchia perfettamente l'interiorità muta di un uomo che non problematizza la realtà, limitandosi a un "per me ok", la sua battuta più caratteristica. Mai come in questo caso il rapporto stilnovistico tra significante e significato emerge in tutto il suo potere, con la lingua che si adegua al narrato e al vissuto di István. Ne ho scritto diffusamente su Orione, qui: https://www.fondazionesinapsi.it/orione/vivere-senza-dirsi-nella-carne-di-david-szalay/
Ed eccoci al podio! Al terzo posto, uno dei miei autori-feticcio, Michele Mari con il suo bellissimo (e candidato al Premio Strega) I convitati di pietra. Premetto che - come noto - sono un fan della prima ora di Michele Mari. Lo trovo unico in Italia per la sua capacità di scrivere libri sempre diversi pur attraversati da alcuni temi costanti, per la sua scrittura al contempo erudita e godibilissima, per la sua capacità di farti sentire ignorante perché non cogli tutte le citazioni che fa ma anche intelligentissimo e colto perché ne cogli alcune. In questo caso l'idea di partenza è assolutamente geniale, i personaggi caratterizzati meravigliosamente (con le punte straordinarie di Brodo e Semprini), il racconto scorre meravigliosamente. Da leggere, ringraziando commossi il fatto che Michele Mari esista e scriva per noi. 
Al secondo posto, una delle scoperte di quest'anno, di cui sto leggendo anche il libro più recente, ovvero Dario Ferrari. La ricreazione è finita è davvero un gioiello, capace (e alla mia età è sempre più difficile) di farmi ridere di gusto pur non essendo un libro da spanciarsi. Un po' perché invecchio, un po' perché so più cose di prima, ma è sempre più raro leggere un libro che sappia davvero divertirti. Questo romanzo (corposo, ma che scorre in maniera notevole) mi ha sorpreso: offre spunti di riflessione - e non pochi - anche in senso metaletterario, parla di letteratura facendo ottima letteratura. Ma parla anche di un mondo, quello universitario, che conosco molto bene, perché ci sono immerso (da studente, poi assegnista, poi dipendete dell'università e professore a contratto) da circa 30 anni. E lo fa bene, facendoti sorridere mentre pensi, con una scrittura molto solida e piacevole. Il protagonista è un personaggio di quelli che ti ricordi, così come gli altri personaggi, anche quelli un po' stereotipati. E anche il successivo libro, che ancora devo finire e quindi commenteremo il prossimo anno sembra confermare il talento di Ferrari.
And the winner is... Lea Ypi e il suo Libera, altro libro letto assieme al Book Club Polimi. Un libro che ha fatto scattare l'allarme capolavoro: è scritto benissimo (complimenti di cuore anche alla traduttrice) e narra con gli occhi di un'adolescente, Lea, quindi gli occhi dell'autrice, la transizione dal socialismo albanese al libero mercato. Per chi ha la mia età, la scena dell'arrivo della Vlora al porto di Bari, con la gente letteralmente assiepata sui ponti della nave è qualcosa di indimenticabile, che di fatto diede il via alla "caccia al migrante" cui ancora assistiamo e pose le basi dell'agenda politica in tal senso. Il punto più doloroso, a mio avviso, è il clamoroso voltafaccia dell'occidente, che finché si trattava dei fuggitivi isolati ha celebrato come eroi i fuoriusciti dal regime, ma quando poi si è trattato di essere d'aiuto alla transizione, ha lasciato che l'Albania scivolasse nella guerra civile. Quando parla del 1997, anno della guerra civile è particolarmente intenso: non è straziante, ma l'occhio si fa lucido. Così come sul finale. Anche su questo libro ho scritto più diffusamente su Orione: https://www.fondazionesinapsi.it/orione/libera-diventare-grandi-alla-fine-della-storia/

E con questo abbiamo terminato: passate una felicissima estate, cara Antonella e cari i miei altri 24 lettori, e se vi imbattete in libri che volete consigliarmi, sarò qui ad attenderli! 

venerdì 10 aprile 2026

La ricreazione è finita - Dario Ferrari

Capita sempre più raramente che io rida di gusto leggendo un libro

Un po' perché invecchio, un po' perché so più cose di prima, un po' fai fatica a ridere di cose non raffinate, ma è sempre più raro leggere un libro che sappia davvero divertirti. Questo romanzo (corposo, ma che scorre in maniera notevole) mi ha sorpreso: offre spunti di riflessione - e non pochi - anche in senso metaletterario, parla di letteratura facendo ottima letteratura. Ma parla anche di un mondo, quello universitario, che conosco molto bene, perché ci sono immerso (da studente, poi assegnista, poi dipendete dell'università e professore a contratto) da circa 30 anni. E lo fa bene, facendoti sorridere mentre pensi, con una scrittura molto solida e piacevole. Il protagonista è davvero notevole, così come gli altri personaggi, anche quelli un po' stereotipati. Bravo, Dario Ferrari, davvero bravo!

4,5 stelle

Nella carne - Davide Szalay

Uno dei libri dell'anno

Questo libro è per me un’indagine sullo scarto tra il vivere gli eventi e la capacità di abitarli attraverso il linguaggio. Il protagonista, István, attraversa decenni di storia restando però in un’"opacità riflessiva": la sua esistenza rimane aderente alla carne (come da titolo), senza mai elevarsi a coscienza narrante o condivisa. Lo stile sobrio e neutro dell'autore rispecchia perfettamente l'interiorità muta di un uomo che non problematizza la realtà, limitandosi a un "per me ok", la sua battuta più caratteristica. Le parole non mancano perché vietate, ma perché percepite come inutili, delineando un modello di maschile che confonde la resistenza con la profondità, un modello che viene messo a nudo e che offre materiale di pensiero proprio perché evidentemente meritevole di problematizzazione. Questa assenza di narrazione interiore impedisce evidentemente la vera conoscenza di sé e dell'altro, trasformando le relazioni in legami puramente funzionali - cosa che peraltro al protagonista sembra andare più che bene. Il romanzo diventa così un "controcanto per litote" sulla potenza del linguaggio: Szalay non celebra la parola, ma mette in scena il vuoto lasciato dalla sua assenza. Ovviamente però senza il racconto di sé non c'è guarigione né reale incontro, solo una successione di sopravvivenze, che è quella che vediamo nel libro. In definitiva, resta da domandarsi: quanta parte della nostra vita resta inespressa e, dunque, non pienamente vissuta?

4,5 stelle per me

domenica 15 giugno 2025

[mai più senza] e siamo al dodicesimo anno dei consigli di lettura di Aldo per l'estate!

Eravate preoccupati, cari i miei 25 lettori? Pensavate che Antonella si fosse scordata di questo fondamentale appuntamento? E invece, eccoci qui, se non sapete cosa leggere quest'estate tornano i consigli di lettura di Aldo per l'estate, come sempre sollecitato da Antonella... un po' di tutto, per tutti i gusti! 

 Ma prima, doverosamente, ecco l'elenco delle undici puntate precedenti:

[2014] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2014/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2015] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2015/06/mai-piu-senza-torna-lappuntamento-con-i.html

[2016] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2016/07/mai-piu-senza-terzo-appuntamento-con-i.html

[2017] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2017/06/mai-piu-senza-quarto-appuntamento-con-i.html

[2018] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2018/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2019] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2019/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2020] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2020/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2021] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2021/06/mai-piu-senza-lottavo-anno-dei-consigli.html

[2022] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2022/06/mai-piu-senza-il-nono-anno-dei-consigli.html

[2023] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2023/06/mai-piu-senza-e-sono-10-un-decennio-di.html

[2024https://aldotorrebruno.blogspot.com/2024/06/mai-piu-senza-lundicesimo-leggasi-11.html


Pronti? Via!
Il primo libro di cui voglio parlarvi è Sulla pietra, il ritorno di Fred Vargas e del suo commissario Adamsberg. Eravamo abituati al ritmo di un libro all'anno della nostra Fred, e invece stavolta ci ha fatto penare, ma ne è valsa la pena - anche se non si tratta di un allarme capolavoro, ma di un ottimo libro, soprattutto se si ama il commissario più stralunato di Francia. Manca la spalla preziosissima di Danglard, ma il libro vale la lettura. 

Dopo la fiction, un libro che mi ha aperto gli occhi su un tema sempre più rilevante, il saggio di demografia del Rettore di Bocconi, Billari, dal titolo Domani è oggi. Un saggio su temi che stanno diventando caldissimi, visto l'imminente inverno demografico, che mi ha fatto scoprire il concetto delle navi demografiche e che non fa dormire sonni tranquilli, visto che uno degli aspetti che Billari sottolinea è che i tempi della demografia sono di fatto inconciliabili con quelli della politica, cosa che - visti i chiari di luna italiani e internazionali - fa tremare i polsi. Va letto, non ci sono storie.

Se si ama una certa fantascienza molto particolare è un'ottima idea dedicare un paio di giorni a Picnic sul ciglio della strada, dei fratelli Arkadi e Boris Strugatski. Fantascienza della miglior categoria, in cui le cose si campiscono senza che sia necessario scendere nei dettagli, in cui la curiosità evita il pedissequo che poi, col passare degli anni, diventa ridicolo e agé. Fantascienza che invecchia bene e si legge anche meglio! 

Ho colmato una personale lacuna dedicandomi a Quel che resta del giorno di Ishiguro. Qui siamo in pieno allarme capolavoro, ma non lo scopro certo io, il Kazuo mi ha vinto il Nobel... I sentimenti appena delineati, il concetto di quieta grandezza riassunto dalla parola dignità. Il rapporto tra le generazioni. Un'epoca che muore, senza che i protagonisti siano in grado di capirlo e di capire ciò che viene dopo. Un mondo in disfacimento, quella decadenza che ricorda certe poesie dannunziane (Nella belletta, per esempio). Insomma, un libro che deve essere letto!

Così come deve essere letto Attaccare la terra e il sole, di Mathieu Belezi. Si tratta di un libro tosto, intenso, che racconta della colonizzazione francese dell'Algeria e lo fa affastellando, con un ritmo che non lascia respiro al lettore, i due punti di vista contrastanti dei coloni, povera gente mandata allo sbaraglio nel tentativo di coltivare la terra e dei soldati, chiamati alla conquista, mostrati durante le scorrerie impietose. Da un lato si prova pietà per i coloni, dall'altra orrore per i soldati e per i loro capi, osceni nella ferocia. Il tutto raccontato con una prosa strana, assillante, con una punteggiatura praticamente inesistente quasi che il segno di interpunzione, per sua natura chiamato a mettere ordine e farci respirare, sia inadeguata per una narrazione di questo tipo, che deve invece essere incessante, sovrapposta, senza respiro. Il libro è breve e di lettura velocissima, ma al contempo un pugno nello stomaco.

Ha sempre fatto caldo, di Giulio Betti, fa il paio con il libro di Billari per angosciarci sul nostro futuro a tinte fosche: il climatologo smonta infatti le bufale sul clima, spiega la differenza tra clima e meteo, mostra dati inequivocabili, ma al contempo spiega che non possiamo arrenderci e aspettare che il peggio arrivi, perché questo è il peggiore atteggiamento, immediatamente dopo quello negazionista. Impariamo con lui le due parole chiave per il futuro: mitigazione e adattamento. Il libro è piacevole e si legge rapidamente, imparando parecchio e preoccupandosi il giusto.

Sulla disperazione d'amore, di Stefano Bonaga, è un libello più o meno filosofico su una sensazione che tutti, prima o poi abbiamo provato, e di cui se riandiamo anche solo col pensiero, sentiamo ancora i segni nell'anima e sulla pelle. Il libro è poco più di un pamphlet ed è molto divertente, ma al contempo molto lucido e a suo modo profondo: cosa accade quando si soffre per amore? Le riflessioni sulla profondità di tale sofferenza, che tutti noi abbiamo incontrato più volte nella vita (è inevitabile) sono anche riflessioni sullo spirito tragico che risiede in ognuno di noi, non sono mai banali e sono estremamente divertenti.

Quando abbiamo smesso di capire il mondo, di Benjamin Labatout è una fiction basata su fatti veri, secondo libro che leggo di questo autore e che conferma la sua bravura. Una citazione: “Secondo i deterministi, per poter conoscere il passato più remoto e predire il futuro più lontano era sufficiente scoprire le leggi che governavano la materia. Se tutto ciò che accadeva era la conseguenza diretta di uno stato precedente, bastava guardare al presente e mettere in marcia le equazioni per giungere a una conoscenza simile a quella divina. Una visione che diventava una chimera alla luce della scoperta di Heisenberg: a essere al di là della nostra comprensione non era il futuro. E nemmeno il passato. Era il presente. Neppure lo stato di una misera particella poteva essere afferrato in pieno. Si sarebbero potuti scandagliare in lungo e in largo i fondamenti, ma qualcosa di confuso, indeterminato e incerto sarebbe rimasto sempre, come se la realtà ci lasciasse vedere il mondo chiaramente solo con un occhio per volta, e mai con tutti e due.”

Le cose crollano, di Chinua Achebe è un libro davvero interessante e ben scritto, che ho letto per merito del club del libro del Politecnico di cui faccio parte. Il punto di vista di questo libro è davvero raro da trovare, anche nella letteratura di genere: è difficile infatti trovare racconti in cui la cultura dei luoghi colonizzati non venga messa in discussione in maniera un po' partenalistica dal colonizzatore. Qui la cultura degli igbo, le loro credenze, i loro modi di agire (spesso per noi almeno nominalmente disturbanti) non è neppure spiegata, esiste come normale sottofondo della storia. Non viene proposta una sorta di visione antropologica, non c'è commento, ci sono solo dati di fatto. E lo scontro tra la cultura igbo e i colonizzatori è raccontato da un punto di vista inconsueto e notevole.

Amo Sandrone Dazieri, secondo me è il miglior autore di noir italiano, capace di sceneggiare le sue trame in maniera unica. Dopo la trilogia del padre, tornano sulla scena Dante e Colomba nel bellissimo Uccidi i ricchi, Trama perfetta, personaggi indimenticabili, capacità di non stereotipare anche due come Dante e Colomba, con le loro stranezze. A volte quando un autore trasforma i suoi personaggi in personaggi seriali, cade nei cliché e noi lettori cadiamo nell’inevitabile affetto. Sandrone Dazieri, no. Le trame non si ripetono e sono sempre magistrali. In questo libro la storia si svolge in un mondo di super ricchi, quindi un mondo decisamente distante dalle corde dell’autore, il quale però dimostra la sua bravura nel muovercisi a suo perfetto agio. Insomma, un libro che non si legge, si divora.

Ed eccoci alla top 3! Al terzo posto un Jonathan Coe in grande spolvero con La prova della mia innocenza, un autore che amo da sempre. Da un lato mi chiedo se i capolavori della giovinezza (La casa del sonno, La famiglia Winshaw) siano nella mia testa capolavori assoluti perché li ho letti quando avevo poco più di 20 anni e come tutte le cose che abbiamo fatto a quelle età risplendono di quella luce meravigliosa o se invece avevano un afflato - dovuto forse anche alla giovane età dell'autore - che poi la vita ha inevitabilmente affievolito. Dall'altro invece mi chiedo se il fatto che questo libro mi sia piaciuto così tanto possa dipendere dall'affetto che provo verso Coe. Poi però mi dico che tutte queste riflessioni lasciano il tempo che trovano: vale la sensazione di piacere che ho provato leggendo questo libro, così vario, così ben scritto, così coinvolgente, così meritevole della nostra attenzione. E allora bando alle domande oziose, godiamoci il piacere di un narratore straordinario e di una storia interessante e avvincente, con un sottofondo di disillusione e cupezza politica e un piccolo sguardo di speranza nel futuro.

Al secondo posto c'è un autore che ho scoperto di recente e che sto amando moltissimo, pur sapendo che va assunto in dosi massicce, ma per brevi periodi: Paolo Nori. Chiudo la porta e urlo è finalista allo Strega e teoricamente parla di Lello Baldini, poeta romagnolo. Ma in realtà, come tutti i libri di Nori, parla di Nori che parla di Lello Baldini, parla della nonna Carmela (che si chiamava Carmela), parla di Togliatti, parla di russi e Russia, parla di coglionaggine. Una sola citazione, folgorante:

«“Ma com’è stato?”, “Nel sonno, l’ha trovato Enzo ieri mattina, a letto, suo fratello”, “Orca però, ma in fondo gli è andata bene, è la morte piú bella, passi di là che non te n’accorgi”, “Ah, ma lo sapeva anche lui, pare che per addormentarsi si sia mangiato trenta pastiglie di Tavor”.»

And the winner is... La vegetariana della premio nobel Han Kang. Un libro sconvolgente, un libro sconcertante, un libro che va letto per forza anche se necessita di coraggio. L'inizio è uno dei più folgoranti che io abbia letto recentemente ("Prima che mia moglie diventasse vegetariana, l’avevo sempre considerata del tutto insignificante."), poi il libro esprime tutta la sua forza, dirompente. Si tratta di tre capitoli, ognuno dei quali è un punto di vista sulla protagonista, che è poi la donna che decide di diventare vegetariana che da il titolo al libro. Protagonista che conosciamo solo attraverso il modo in cui altre tre persone la interpretano e mai attraverso ciò che pensa e vede lei in prima persona. Già questo è un indice significativo della considerazione in cui viene collocata. Il libro ha molti piani di lettura, non tutti semplici, non tutti immediatamente accessibili, ha momenti di grande lirismo, soprattutto nel secondo capitolo, ha una forza notevole e non sempre piacevole. Va letto, assolutamente. Su questo libro ho anche scritto un articolo per la rivista Orione, uscirà a breve e si potrà trovare qui, assieme agli altri che ho scritto negli anni per loro: https://www.fondazionesinapsi.it/autore/aldo-torrebruno/ 


Buona estate e buone letture a tutte e tutti, che sia un'estate di libridine!!!

  



mercoledì 30 ottobre 2024

Attaccare la terra e il sole - Mathieu Belezi

 Libro fortissimo e altrettanto intenso



Il libro parla della colonizzazione francese dell'Algeria e lo fa affastellando, con un ritmo che non lascia respiro al lettore, i due punti di vista contrastanti dei coloni, povera gente mandata allo sbaraglio nel tentativo di coltivare la terra e dei soldati, chiamati alla conquista, mostrati durante le scorrerie impietose. Da un lato si prova pietà per i coloni, dall'altra orrore per i soldati e per i loro capi, osceni nella ferocia. Il tutto raccontato con una prosa strana, assillante, con una punteggiatura praticamente inesistente quasi che il segno di interpunzione, per sua natura chiamato a mettere ordine e farci respirare, sia inadeguata per una narrazione di questo tipo, che deve invece essere incessante, sovrapposta, senza respiro. Il libro è breve e di lettura velocissima, ma al contempo un pugno nello stomaco. Merita la lettura!

4,5 stelle

domenica 16 giugno 2024

[mai più senza] l'undicesimo (leggasi 11) anno di consigli di Aldo per le letture estive!

E così abbiamo passato con successo la decina, anzi, la diecina come dice il mio storico capo Paolo, ma siccome non siamo dieciliaristi (dieci e non più dieci!), eccoci qui, ancora una volta a celebrare questo fantastico rito, che segna ufficialmente l'ingresso dell'Universo nell'estate!

E così, per l'undicesima volta, sempre su richiesta dell'amica Antonella, eccomi a vincere la mia naturale ritrosia e il mio carattere schivo - soprattutto quando si tratta di pontificare - e a proporvi la mia lista delle letture per l'estate 2024. Ma prima, doverosamente, ecco l'elenco delle dieci puntate precedenti:

[2014] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2014/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2015] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2015/06/mai-piu-senza-torna-lappuntamento-con-i.html

[2016] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2016/07/mai-piu-senza-terzo-appuntamento-con-i.html

[2017] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2017/06/mai-piu-senza-quarto-appuntamento-con-i.html

[2018] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2018/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2019] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2019/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2020] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2020/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2021] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2021/06/mai-piu-senza-lottavo-anno-dei-consigli.html

[2022] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2022/06/mai-piu-senza-il-nono-anno-dei-consigli.html

[2023] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2023/06/mai-piu-senza-e-sono-10-un-decennio-di.html


Ed eccoci allora pronti a partire!

Iniziamo con un libro difficile, un libro tosto, un libro che ho letto quando l'autrice era ancora tra noi, ma da lì a poco ci avrebbe lasciato: si tratta di Tre ciotole di Michela Murgia. A me MM manca, non solo per la sua presenza politica, ma soprattutto perché Michela Murgia era una scrittrice davvero brava e quello che mi secca più di ogni altra cosa è che non potremo più leggere niente di suo. Il che mi ricorda che il principale problema che ho con la (mia) morte è che sono terrorizzato di andarmene avendo ancora una lista di libri da leggere assolutamente bella piena...al netto di tutto ciò il libro è molto delicato: si piange e si ride al contempo, l’autrice padroneggia sia la lingua sia le micro storie che racconta, scavando dentro di se e dentro il lettore. Una che scrive cose come: "Non sapere dove andare è una buona premessa per arrivare dappertutto." come fa a non mancarmi?

Sempre per la serie libri non molto allegri, ma potenti, il secondo volume che vi consiglio è il Il treno dei bambini, di Viola Ardone. Autrice che non conoscevo e che ho conosciuto con grande gioia. Il libro narra una storia vera e che a me era totalmente ignota, ovvero quando nell'immediato dopoguerra in una Napoli in situazione disastrosa causa miseria, povertà e malattie, il Partito comunista si adoperò per pianificare e mettere in moto un’iniziativa atta ad aiutare le famiglie in difficoltà, ovvero l'invio tramite treni, di alcuni ragazzi verso l'Emilia Romagna, dove famiglie di comunisti emiliani accolgono questi bambini offrendo loro un'occasione di crescita in ambiente più sano e consono. La storia è anche in questo caso molto tosta, e la scrittura dell'autrice solida, asciutta, così come la storia (vera) che viene raccontata. 

Per concludere il trittico della depressione, impossibile non citare l'ultima fatica di un autore a cui sono estremamente legato, di cui ho letto praticamente tutto: sto parlando di Houellebecq e del suo Annientare. Si tratta di un libro generazionale, ma per una volta relativo proprio alla mia generazione. Un altro libro faticoso, ma al contempo che ho letteralmente divorato, leggendo il considerevole mattone in pochi giorni. L'autore di solito ha la capacità di irritarmi e provocarmi come pochi altri, ma al contempo è impossibile negare che goda di una solidità di scrittura come pochi al mondo. Insomma, sa scrivere e lo sa fare davvero bene. In questa ultima fatica si è in un certo senso addolcito, risulta meno provocatorio, più attento, meno violento negli atteggiamenti, pur conservando alcune sue ossessioni (il sesso, ovviamente, al primo posto). Ma soprattutto il suo nichilismo, già presente in nuce sin da Le particelle elementari, è qui espresso al suo massimo, è davvero impietoso e senza speranza. Di nessun tipo: la vita, sembra dirci, non ha davvero nessun senso e anche la redenzione, quando arriva, è tardiva, oppure troppo breve, in ogni caso amorale e destinata a finire in polvere. Non proprio una lettura che mette di buon umore, insomma, anzi, rischia di annientare, come da titolo. Però sicuramente carica di realtà e, come detto, scritta magnificamente: il dubbio se leggerlo o meno si risolve sempre, per me, grazie alla qualità straordinaria della scrittura di questo autore. Del resto, verso la fine, scrive: "Certi momenti accadono o non accadono, e la vita delle persone ne viene cambiata e a volte distrutta, e noi cosa possiamo dirne? Cosa possiamo farci? Niente, ovviamente."


Passiamo adesso a qualcosa di più divertente: Sanguina ancora di Paolo Nori è un libro stranissimo, una specie di biografia di Dovstoevskij che però è anche un romanzo, che però contiene anche tanta autobiografia dell'autore. L'effetto netto è che già dopo i primi due capitoli mi è venuta una gran voglia di rileggere il grande Fedor...l'autore scrive in una maniera tutta sua, molto gradevole, infarcita di storielle e fatterelli, ma in ogni caso ho imparato molto su un autore di cui sapevo molto poco - pur avendo letto praticamente tutto ciò che ha scritto. Alla fine del libro il desiderio di sanguinare ancora è più forte che mai!

Un libro che ho trovato davvero interessante è Banda Hood, di Wu Mong 4, uno dei componenti del collettivo di scrittura. Come sempre i Wu Ming, anche da soli, come in questo caso, sanno costruire storie che appoggiano in maniera affidabile e robusta sulla ricerca storica: qui viene narrata, più o meno al netto della leggenda, la vita di Robin Hood e della sua banda, che ha poi generato la leggenda di Sherwood. Il libro intreccia la storia personale del gruppo di fanciulli che diventerà la Banda Hood con quella delle crociate, con un periodo in cui non si poteva essere sicuri che ci si sarebbe svegliati quando si andava a dormire, permettendoci di riflettere sull'ingiustizia, sul medioevo, sul sistema feudale e sulle miserie umane. Si legge tutto d'un fiato e lascia molto soddisfatti!

L'ultimo libro, che cin introduce nella top 3 (ma si colloca appena sotto!) è un finalista del premio Campiello: Il fuoco che ti porti dentro, di Antonio Franchini. L'inizio del libro è folgorante: una invettiva spietata contro la madre dell'autore, la promessa di un libro che sembra voler fare fuoco e fiamme... ma poi le promesse sono mantenute solo in parte. A un certo punto il libro inizia a trascinarsi, ed è un peccato, perché dove l'autore si scatena riesce invece a farci ridere in maniera sonora, grazie alla sua analisi spietata della madre e delle logiche che governano la sua intera famiglia. Il rapporto tra nord e sud, tra Napoli e Milano, è tratteggiato con maestria, e aggiunge un elemento campanilistico alla storia, che si legge comunque molto volentieri. Un brano che non posso non citare, visto che parla di lettura: "Divorati nella notte da giovani come il corpo di un’amante, da vecchi i libri ci servono soprattutto a questo, a chiudere gli occhi."


Ed eccoci alla top 3 dell'anno: sul gradino più basso del podio troviamo (grazie Andrea!) La breve favolosa vita di Oscar Wao, di Junot Diaz. Un libro non recente, che però io ho scoperto quest'anno, che non sarà un capolavoro con la C maiuscola, ma resta comunque un libro divertente, scattante, paradossale, inevitabilmente politico. Una vera tragicommedia spalmata tra Repubblica Dominicana e USA, con personaggi davvero indimenticabili. Si ride, moltissimo, si pensa e si finisce con l'essere anche un po' tristi. Quando un libro lo divori letteralmente, c'è poco altro da aggiungere!

Al secondo posto troviamo Maniac, di Benjamin Labatut. Libro incredibile, che parla della vita di von Neumann e non solo...parla della follia umana, parla di quello che è capitato alla fine della seconda guerra mondiale, parla di impossibilità di fermare il progresso, di tutte queste cose contemporaneamente. A livello formale si tratta di un racconto lungo seguito da uno breve, apparentemente scollegati, scorrelati, insensati. E invece quando si arriva alla fine, si capisce dove stia il collegamento. Si esclama "eureka". Si è felici di averlo letto. Tra l'altro, in epoca di sviluppo vertiginoso dell'AI, andare alle sue radici è un'esperienza di lettura - e quindi di pensiero - che va fatta, che fa bene fare.


...and the winner is: il libro dell'anno è Il canto del profeta di Paul Lynch. Doloroso, molto doloroso, ma davvero vicino all’idea di capolavoro. Iniziamo con la scrittura, da un lato è quasi un flusso di coscienza, asciutto, coi dialoghi strettamente integrati nella narrazione, dall’altro però ha una ricercatezza, una scelta di ogni singolo termine, un’eleganza notevolissima. Peccato non essere in grado di leggerlo in lingua originale, ma bisogna fare i complimenti al traduttore per il lavoro che ha fatto. Poi c’è la storia: una distopia che di primo acchito può apparire fuori da ogni possibilità logica, ma se poi ci pensi bene non è così lontana da ciò che sta accadendo in questi ultimi anni. La democratica Repubblica d’Irlanda, nel cuore dell’Europa, che cade nella tentazione di un governo autoritario e antidemocratico? La fragilità delle istituzioni e dei meccanismi di protezione che dovrebbero evitare tale deriva? La possibilità di una guerra civile in Europa? La disumanizzazione che può portare con sé? C’è tutto, e ho trovato affascinante anche la totale mancanza di dettagli sulla svolta autoritaria, è un fatto che sta di sottofondo alla storia, concentrata su una famiglia normale, coi suoi problemi quotidiani. Il finale stringe molto forte il cuore, il libro in generale è assolutamente da leggere.


Ed eccoci così, per un altro anno, alla fine. Spero che Antonella sia soddisfatta dai miei suggerimenti e trovi pane per i suoi denti nelle letture che propongo...e non solo lei, ma anche tutti gli altri lettori che hanno avuto la pazienza di arrivare fino a qui! Stay hungry, stay reader!!!


venerdì 10 maggio 2024

Il canto del profeta - Paul Lynch

 Libro dell’anno!


Per me questo è il libro dell’anno (almeno fino a ora): doloroso, molto doloroso, ma davvero vicino all’idea di capolavoro. Iniziamo con la scrittura, da un lato è quasi un flusso di coscienza, asciutto, coi dialoghi strettamente integrati nella narrazione, dall’altro però ha una ricercatezza, una scelta di ogni singolo termine, un’eleganza notevolissima. Peccato non leggerlo in lingua originale, ma bisogna fare i complimenti al traduttore per il lavoro che ha fatto. Poi c’è la storia: una distopia che di primo acchito può apparire fuori da ogni possibilità logica, ma se poi ci pensi bene non è così lontana da ciò che sta accadendo in questi ultimi anni. La democratica Repubblica d’Irlanda, nel cuore dell’Europa che cade nella tentazione di un governo autoritario e antidemocratico? La fragilità delle istituzioni e dei meccanismi di protezione che dovrebbero evitare tale deriva? La possibilità di una guerra civile in Europa? La disumanizzazione che può portare con sé? C’è tutto, e ho trovato affascinante anche la totale mancanza di dettagli sulla svolta autoritaria, è un fatto che sta di sottofondo alla storia, concentrata su una famiglia normale, coi suoi problemi quotidiani. Il finale stringe molto forte il cuore, il libro in generale è assolutamente da leggere. Grazie Luigi per avermelo suggerito!

5 stelle senza se e senza ma: capita raramente alla mia età, purtroppo, che un libro mi costringa a non dormire per finirlo!

sabato 24 febbraio 2024

Annientare - Michel Houellebecq

Il libro più doloroso di MH

Houellebecq è un autore che frequento da lunghissimo tempo, credo di aver letto praticamente tutto ciò che ha scritto. Ha sempre avuto una capacità di irritarmi e provocarmi come pochi altri, ma al contempo è impossibile negare che sia un autore con una solidità di scrittura come pochi al mondo. Insomma, sa scrivere e lo sa fare davvero bene. In questa ultima fatica si è in un certo senso addolcito, risulta meno provocatorio, più attento, meno violento negli atteggiamenti, pur conservando alcune sue ossessioni (il sesso, ovviamente, al primo posto). Ma soprattutto il suo nichilismo, già presente in nuce sin da Le particelle elementari, è qui espresso al suo massimo, è davvero impietoso e senza speranza. Di nessun tipo: la vita, sembra dirci, non ha davvero nessun senso e anche la redenzione, quando arriva, è tardiva, oppure troppo breve, in ogni caso amorale e destinata a finire in polvere. Non proprio una lettura che mette di buon umore, insomma, anzi, che rischia di annientare, come da titolo. Però sicuramente carica di realtà e, come detto, scritta magnificamente.

4,5 stelle 

giovedì 25 gennaio 2024

Nello Sciame - Byung-chul Han

Difficile dire cosa mi piaccia così tanto di Byung-chul Han, teoricamente siamo agli opposti in maniera radicale, lui è totalmente apocalittico e io decisamente integrato, lui è ipercritico sulle tecnologie e io entusiasta. Però, da un lato forse è proprio questo compensarci che mi colpisce, dall'altro, più probabilmente, la lucidità e la spietatezza del suo nichilismo e della sua visione del nuovo liberismo, in cui la dialettica servo-padrone passa da eteroimposta ad autoimposta. Insomma, fatto sta che alla fine ogni suo testo mi aiuta a riflettere e mi colpisce in profondità e in maniera non banale, restituendomi all'amore per la filosofia. Non fa eccezione questa raccolta di saggi, spietati e bellissimi!

4,5 stelle

martedì 24 ottobre 2023

Il cervello istruzioni per l'uso - John Medina

Un libro affascinante


Il libro si apre con una considerazione molto interessante, che riassumo molto in breve: se si volesse progettare un ambiente più distante possibile da come funziona il cervello, un ambiente che faccia apposta a metterlo in difficoltà e gli renda difficile essere produttivo, si progetterebbe un'aula scolastica o un ufficio standard come li conosciamo e frequentiamo giorno dopo giorno.

Poi l'autore propone 12 "regole" di funzionamento, una più interessante dell'altra, che evidenziano quanto poco sappiamo di quello che è racchiuso nella nostra scatola cranica e di come funziona. Libro affascinante, scritto bene, molto solido.

4,5 stelle per me!

sabato 24 giugno 2023

[mai più senza] e sono 10! un decennio di consigli di Aldo per le letture estive!

Ve lo ricordate il tormentone dell'estate 2014? Adesso ve lo dico, così inizierete a canticchiarlo e mi odierete: Bailando di Enrique Iglesias. Ma anche Maracanà di Emis Killa andava forte, complici gli sfortunati mondiali brasiliani svoltisi quell'estate, in cui siamo riusciti a farci buttare fuori con ignominia da Costa Rica e Uruguay. Beh, quell'anno - per la prima volta nella storia della letteratura e dell'Internet - la mia amica Antonella ebbe la scellerata idea di chiedermi qualche suggerimento per le letture estive, conoscendo la mia voracità di lettore e confidando che, nonostante la mia proverbiale riservatezza, io avessi la faccia tosta di condividere qualche minirecensione...

Ed eccoci in un lampo al decimo anno di consigli di Aldo per le letture estive! Oramai è diventato un topos letterario, non c'è estate senza il mai-più-senza!!!

Se qualcuno volesse ripercorrere la storia, qui ci sono tutte le puntate precedenti:

[2014] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2014/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2015] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2015/06/mai-piu-senza-torna-lappuntamento-con-i.html

[2016] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2016/07/mai-piu-senza-terzo-appuntamento-con-i.html

[2017] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2017/06/mai-piu-senza-quarto-appuntamento-con-i.html

[2018] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2018/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2019] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2019/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2020] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2020/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2021] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2021/06/mai-piu-senza-lottavo-anno-dei-consigli.html

[2022] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2022/06/mai-piu-senza-il-nono-anno-dei-consigli.html


Fatto questo doveroso e autocelebrativo preambolo, possiamo senza dubbio partire con i consigli per l'estate 2023, che si preannuncia bella calda sotto tutti i fronti. Come al solito si tratta di libri sperimentati in prima lettura nell'anno precedente, che mi hanno lasciato un segno.

Iniziamo con un po' di non-fiction, e nello specifico con un po' di filosofia. Questo è stato l'anno della mia personale (ri)scoperta della filosofia, in cui mi è tornata la passione che ha alimentato i miei anni di studio. Due sono gli autori che ho praticato con vigore, uno più alla portata di tutti e uno più complesso - ma ne vale comune la pena.
Il primo è un filosofo morale americano: Michael J. Sandel, la cui opera a mio avviso più affascinante è Quello che i soldi non possono comprare. Ne ho scritto in maniera diffusa su Orione (https://www.fondazionesinapsi.it/orione/quello-che-i-soldi-non-possono-comprare/), qui basti dire che l'autore fa ciò che la filosofia contemporanea dovrebbe fare: essere impietosa e sincera nelle analisi. A proposito di scarse consolazioni, l'altro autore che ho letto compulsivamente è Byung-Chul Han, filosofo corean-tedesco. Il mio suggerimento va per La società della stanchezza, caratterizzato da scrittura fluida, pensiero originale e capacità di argomentazione serrata. Nichilista, perché spietato nell'analisi e senza speranze nei rimedi. Disegna esattamente la nostra condizione di uomini postmoderni, in particolare nei riguardi del lavoro. Buonumore a pacchi!

Dopo queste note di speranza, passiamo alla fiction...
Un grande e gradito ritorno con Ufo 78 e il collettivo di scrittori Wu Ming. Libro coraggioso e come sempre costruito su basi estremamente solide, capacità narrativa fuori dal comune, scrittura piacevole, capacità di costruire una storia accattivante. Nonostante il titolo, non è fantascienza, ma un libro che si divora e che parla di noi.
Ho letto però anche fantascienza e per di più fantascienza cinese! Complice un viaggio a Xi'an e il desiderio di conoscere un autore molto amato laggiù, ho affrontato la trilogia Il problema dei tre corpi di Liu Cixin. Si tratta di fantascienza molto scientifica, con legami stretti con la scienza. Un'idea su tutte: la società aliena che per prevenire lo sviluppo futuro dell'umanità trova un modo per rendere impredicibile la fisica, mandando così in palla i pilastri dell'intera scienza (osservabile, misurabile, ripetibile). Idea geniale, consiglio sicuramente il primo libro a tutti, la trilogia a chi si appassionerà, non a caso Cixin viene definito l'Asimov cinese.
Sempre guardando al paese del dragone, ma passando al crime, su consiglio di una persona importante, ho letto il primo romanzo della serie dell'ispettore Chen Cao, si tratta di La misteriosa morte della compagna Guan, di Qiu Xiaolong. L'ispettore Chen è un personaggio particolarissimo, poeta, giovane stella nascente del partito comunista, pervicace pensatore e scapolo d'oro. Libro molto affascinante, anche nell'offrirci una chiave di lettura alla complessità della Shanghai tentacolare di oggi.

Il male che gli uomini fanno è il nuovo libro di Sandrone Dazieri, uno dei miei autori-feticcio. Alla mia età quando un libro mi fa dormire poche ore per notte, senza che io crolli spalmando la faccia sul kindle, qualcosa vuole dire...e così è andata! Dazieri è davvero capace come nessun altro noirista italiano di costruire trame, ti sa tenere sempre sul filo, ti sa affascinare, non lesina sui colpi di scena, ma al contempo si avverte lo sforzo per restare sempre nell'ambito del verosimile, anche quando le storie si fanno assurde e complicate. Sempre in tema di autori di cui leggerei anche la lista della spesa non possiamo non parlare di La vita intima, di Niccolò Ammaniti: una storia che sembra non avere alcun interesse... e forse è davvero così. Poi però Ammaniti la rende interessante, con le descrizioni, i dettagli, la scrittura fluida e che ti aggancia alla pagina. La trama non ha la potenza emotiva di Vengo e ti porto via o di Come Dio comanda, ma ciononostante non sono riuscito a fermarmi nella lettura, e ho sacrificato due mezze nottate sull'altare di questo libro. 

Una curiosità letteraria che ho letto grazie alla mia partecipazione al club del libro del Politecnico (che è il posto dove lavoro, idea simpatica!) è La foglia di fico di Antonio Pascale. Si tratta di un libro che utilizza un simpatico espediente: ogni racconto parte da una pianta, che diviene una scusa per raccontare una delle storie, comunque intrecciate, che compongono questo libro, che l’autore stesso definisce “auto-fiction” nella postfazione. Ogni pianta corrisponde a un carattere, a un modo di essere, diventa metafora quanto mai viva dei tipi umani che l’autore descrive. La scrittura è piacevole e scorrevole, con alcuni racconti più riusciti (cito ad esempio quello d’apertura sul cactus, ottimo inizio!) e altri un po’ più faticosi. 

E siamo alla top 3 dell'anno... partiamo con un libro incredibilmente poetico e potente, Suite francese di Irène Némirovsky, regalatomi da una delle nostre rappresentanti degli studenti (grazie Manu!) con cui ci siamo scambiati consigli di lettura. Si tratta di un libro di quieta grandezza, è veramente una suite, un libro che nella sua placidità ci offre la spaventosa dimensione della Francia invasa dai tedeschi e della necessità che la vita ha di proseguire e di fare capolino anche nelle situazioni più disperate. Pensare alla vicenda umana dell’autrice rende ancora più dolorosa la lettura del secondo e ultimo libro della suite (ne erano stati progettati 5, ma solo due sono conclusi): il senso di trovarsi nemici ma profondamente umani e simili restituisce l’orrore della guerra e la sovrastruttura che costruisce sulle persone. Un libro da gustare, lentamente di un’autrice che non conoscevo e che mi ha colpito nel profondo.

Abbiamo poi Trust, consiglio del mio sempre affidabilissimo amico Luigi, un libro di rara potenza e bellezza. Si tratta di un romanzo in quattro parti, una arrotolata dentro l'altra, tra salti temporali, cambi di stile, scatole cinesi. Sullo sfondo il mercato, la crisi del '29, l'America tra le due guerre e la condizione femminile. Il libro non si legge, lo si divora, e questo per me è sempre un segnale importante. Ricorda 1 2 3 4 di Paul Auster, ma è più agile e meno supponente.

And the winner is... un libro datato, ma che non avevo ancora letto. Certo, non scopro io Kazuo Ishiguro, ma era ora che io leggessi Non lasciarmi, anche sulla scorta della fascinazione che mi ha dato Klara e il sole (che trovate nel mai-più-senza dello scorso anno). Questo è un libro che mi ha colpito profondamente, mi ha commosso, mi ha inquietato. L’ho letto rimanendo catturato dall’idillio un po’ misterioso dell’inizio e scoprendo sempre un pezzo di più, assieme ai protagonisti, restando attonito mentre procedevo. Ho immaginato le vite di Kath e Tommy e degli altri donatori, ho immaginato le loro sensazioni mentre vivono le loro vite, mentre si accorgono di essere “povere creature”, accettando un destino che a noi pare inaccettabile. Alla fine ovviamente gli occhi mi si sono riempiti di lacrime: è un libro veramente bello, scritto in maniera mirabile, profondo e disturbante, come sempre quando il futuro distopico che viene descritto in un racconto si discosta di pochissimo dalla realtà che conosciamo. Questa vicinanza che però è al contempo separazione mi da sempre una sensazione perturbante, anzi, come direbbe Freud una sensazione di Unheimlich, di inquietante estraneità.

Spero di aver fatto il mio dovere e che Antonella sia contenta dei miei suggerimenti...così come gli altri miei 24 lettore. Buone letture a tutti e buona estate!!!