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lunedì 10 luglio 2017

Rosso Floyd - Michele Mari


Per un fan dei Pink Floyd, il massimo!

Un libro scritto da Michele Mari, con la sua scrittura ampollosa e meravigliosa, un po' supponente, erudita, odiosa e adorabile assieme, che ha come tema i Pink Floyd e più precisamente quel mistero incredibile che è stato il loro fondatore, Syd Barrett, rovinato dagli acidi e forse dal suo genio dopo un solo anno e mezzo di carriera, ma che ha informato di sè gli oltre 40 anni di quello che è uno dei più incredibili gruppi della musica rock. Praticamente per me questo libro è stato il paradiso, capace di fondere due passioni-di-aldo in maniera così forte da farmi sperare che non arrivasse mai la fine. Davvero bello, a patto che si conosca un po' di leggenda pinkfloydiana! Oppure l'occasione per conoscerli un po' di più. Letto in riva al mare, ascoltando la loro musica: un'esperienza quasi mistica!
Due grazie: a Marina per avermi fatto conoscere e amare Mari e a Andrea per avermi parlato di questo libro, spingendomi a leggerlo.
5 stelle, of course

giovedì 26 gennaio 2017

L'amore e la violenza dei Baustelle, ovvero di un disco che sto ascoltando a ciclo continuo

Ho finalmente ascoltato con attenzione tutto il nuovo disco dei Baustelle, che tanto dibattito ha scatenato in rete. Posso così inaugurare per voi (immagino il brivido lungo la schiena!) una piccola recensione di un disco anziché le consuete di libri. Botta di vita!

Iniziamo col dire che il disco è davvero molto bello, e tutto il chiacchierare che si fa in rete a proposito di questo nuovo lavoro è assolutamente giustificato. Poi capisco che a molti i Baustelle possano non piacere, ma il fatto stesso che si siano spesi fiumi di bit per discuterne, anche parlandone male è comunque indice del fatto che questo gruppo è sicuramente una realtà estremamente interessante per la musica italiana di oggi.

Procediamo quindi con una simpatica analisi del tutto personale e per la quale non ho alcuno strumento di giudizio valido, non capendo praticamente nulla di musica! Il tutto è stato stimolato da una discussione sul profilo Facebook del mio amico Pier (che invece è super titolato per parlare di musica).

L'Intro musicale Love è semplicemente stupenda: ti fa letteralmente godere sentirla, e ti addolora come finisce. Mentre pedalo in bicicletta verso il lavoro la mattina continuo a chiedermi chissà come sarebbe andata avanti. Et excrucior.
Anche Il Vangelo di Giovanni mi piace davvero molto, nella musica ma anche nelle parole sembra una canzone di Battiato, al quale loro stessi hanno esplicitamente detto di riferirsi. Bravi! Vedrete che questo concetto tornerà più avanti.
Amanda Lear è il pezzo che fa da primo singolo del disco. Ascoltandolo si capisce in che senso i nostri hanno definito questo disco scandalosamente pop, non riesci a non canticchiarla, ma se poi ti metti a pensare alle parole capisci che la via al pop dei Baustelle è davvero una via molto raffinata. Del resto la musica italiana di qualità è costellata di brani orecchiabili e che potremmo definire pop ma che si rivelano poi estremamente raffinati. Voglio dire, ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo ti si fissa nella testa in maniera mirabile, ma Rimmel non è certo popolare per ciò che riguarda l'ermeneutica del testo!
Betty è probabilmente il vero capolavoro di questo disco, fa il pari con Charlie fa fa surf a mio avviso (e non solo a mio avviso, sto scoprendo l'acqua calda, perché l'hanno detto più o meno tutti) ciò detto è davvero una bella canzone orecchiabile, divertente, necessariamente attaccata ai nostri tempi e offre la tipica visione degli adolescenti che abbiamo noi post trentenni. Inutile dire che non li capiamo e cerchiamo di piegare ogni nostra interpretazione a come siamo stati noi, fallendo miseramente nel tentativo.
I due pezzi successivi, Eurofestival e Basso e batteria, sono la caduta di stile dell'intero disco, ogni volta che arrivo a questo momento (sempre pedalando verso il lavoro o, anche meglio, mentre sto tornando a casa) salto a pie' pari entrambi. In particolare Eurofestival non mi piace per niente, la trovo banale e musicalmente deludente. In Basso e batteria c'è qualche barlume in più, soprattutto nel testo, ma il bilancio complessivo per me è negativo. Scusami Rachele, scusami Francesco!
Per fortuna a seguire c'è La musica sinfonica, il secondo (spoiler! Ce n'è un terzo!) momento Battiato dell'album. Un pezzo davvero piacevole, tutto cantato da Rachele su un tono pressoché impossibile per il vostro cantante pedalante (dovreste vedere gli sguardi che mi rivolgono mentre canto a squarciagola in falsetto "è musica sinfonica, in discoteca" sfrecciando in circonvalla).
Anche Lepidoptera mi convince, con quel sound molto anni 60, e la frase "una falena di luce...drogata" e i coretti in sottofondo.
La vita funziona alla grande per il testo (pensare che la vita è una sciocchezza aiuta a vivere è un verso davvero convincente e nichilista, bravi!). Però in alcuni tratti non mi piace come è cantata, con alcune parole inutilmente strascinate (un esempio su tutti fiumi di spermatozo-o-o-oi che mi irrita profondamente). Peccato.
Continental stomp fa da intermezzo musicale prima del terzo e forse più godurioso in assoluto momento Battiato de L'amore e la violenza, cui si raccorda con grande classe. Testo bellissimo, musica ipnotica, ritornello da orgasmo. Bello, bravi, bis!
Ragazzina, il pezzo che chiude il disco, è molto intimista e molto Baustelle. Io sono un fan (credo si sia capito), quindi mi piace assai!
In definitiva il disco è davvero molto bello. E' a livello di Fantasma? Non lo so. In alcuni picchi sì, ma il disco precedente aveva un'unità tematica e sonora che lo rendeva per me più affascinante (alla fine sono cresciuto coi Pink Floyd e la fissazione del disco-opera-rock). Però le vette che raggiunge L'amore e la violenza sono davvero notevolissime, denotano forse maggiore maturità. E si inseriscono alla perfezione nel filone della musica italiana che sa essere pop ma al contempo intellettualmente molto potente. Che sia questo che non è piaciuto ai detrattori? Che si canticchia, ma magari si parla anche di temi importanti e profondi? Beh, allora tenetevi Rovazzi.

Se non avete ancora sentito il disco, lo trovate agilmente su Spotify:

lunedì 5 maggio 2014

Due dischi che mi stanno piacendo assai

In questo periodo sono usciti (e sto ascoltando furiosamente) due dischi particolarmente interessanti (a mio modestissimo avviso): il nuovo Museica di Caparezza e la versione 2.0 di Curre curre guaglio' della 99Posse.
I due dischi sono piuttosto diversi, anche se scommetto di non essere l'unico che li sta alternando nell'iPhone (o su Spotify).

Iniziamo dalla 99Posse. Il disco si intitola Curre curre guaglio' 2.0. Non un passo indietro ed è uscito in occasione del ventennale della versione originaria, disco che ha portato la 99 alla notorietà, vera e propria pietra miliare per il rap italiano e la musica movimentista della mia giovinezza. La 99 riempiva il Leoncavallo come nessun altro e questo disco ha davvero significato molto per me. Nota di colore o excursus in stile erodoteo: io e Anna (sorella) eravamo gli unici della cricca di amici che potevano tranquillamente confessare di essere stati al Leoncavallo sabato sera, in epoca in cui i genitori dei nostri amici, convinti dalle TV di regime - perdonate il criptomovimentismo - pensavano fosse un covo di drogati criminali pazzi assassini, e potevamo ostentare con orgoglio paesanotto il timbro che ti facevano all'entrata senza doverlo cancellare di gran furia alle 4 di notte (se ci penso adesso che facevo le 4 di notte senza battere ciglio, mi addormento sulla sedia). Massimo rispetto - a 20 anni di distanza - per i nostri genitori, e una nota di colore: mamma venne anche con noi al Leo una volta per sentire un concerto di Miriam Makeba - che poi non ebbe luogo, ma questa è un'altra storia.
Insomma, per tornare al disco, O' Zulu è sempre il solito: uno dei migliori rappatori nostrani, capace di inanellare versi su versi davvero con maestria invidiabile, il disco rivisita le tracce che componevano l'originale, impreziosendole con nuovi arrangiamenti più moderni e una teoria considerevole di ospiti (si va dai classici Clementino, Alborosie, il sopracitato Caparezza ad altri meno sospettabili come J.Ax, che lotta di brutto in Rappresaglia rap. Poi dopo è chiaro, è dai tempi di Guccini e dell'Avvelenata che c'è sempre qualcuno che insegna agli altri come bisogna comportarsi e cosa significa essere di sinistra vera o movimentista vero, e quindi ho letto ovviamente le solite cose. Non ci pensiamo, ed ascoltiamo con sommo gusto il disco, che vale la pena.
QUI lo si ascolta su Spotify;
QUI lo si acquista su iTunes

Passiamo ora a Museica, il nuovo lavoro di Caparezza. La prima volta che l'ho ascoltato, confesso, mi ha lasciato freddino. Tra l'altro, la cosa è curiosa, per lo stesso motivo per il quale adesso non riesco a smettere di ascoltarlo: mi sembrava strano, troppo lontano dal Caparezza cui ero abituato, troppo eterogeneo. Poi, invece, già dal secondo ascolto, proprio questa eterogeneità si è rivelata essere la ricchezza del disco. Voglio dire, Capa oggi ha un nome e un nome pesante sulla scena italiana. I tempi di Mikimix sono lontani anni luce, ere geologiche. Quasi tutti si cullerebbero in questa situazione (con cui il nostro già gigioneggiava in Habemus capa, quando cantava "che faccio mo' che come Petrolini mi dicono "Bravo!" pure quando taccio?") e sfrutterebbero la scia, facendo una serie di dischi "alla Caparezza". Invece il nostro cosa fa? Se ne esce con un disco davvero distante dalla produzione precedente, con richiami dotti al mondo dell'arte, che sicuramente affascina il nostro, e una serie di pezzi giustamente polemici e molto originali musicalmente. Tra l'altro, un disco lunghissimo, 19 pezzi per la bellezza di 70 minuti di musica, in cui spazia tra vari temi che vanno dal personale al limite dei ca**i suoi alla politica ("Caparezza non mi piace, perché è troppo politico" recita come un mantra "Troppo politico", come se il fatto di avere una coscienza sociale e non appiattirsi su posizione bradipesche come gran parte della produzione musicale italica fosse una colpa, o il fatto che politico, nell'accezione in cui lo intende Capa e quindi nel senso più nobile del termine fosse un termine deteriore).
Insomma, se ne avete voglia...
QUI lo si ascolta su Spotify
QUI lo si acquista su iTunes

PS: comunque Capa non fa una citazione a caso che sia una. Massimo rispetto a lui: è davvero evidentemente una persona curiosa e che non si accontenta. E questo ci piace parecchio.

giovedì 16 gennaio 2014

Il re muore - Egokid

Ragazzi, state pronti! Il 4 febbraio esce Troppa gente su questo pianeta, il nuovo disco degli Egokid! Dovete sapere che Pier, uno dei componenti di questo gruppo è nell'ordine:
- un collega di scuola Anna
- un nostro vicino di casa con cui condividiamo appassionate cene in cui io e lui beviamo sempre troppo (mentre i nostri partner sono più morigerati :))
ma soprattutto...
- un grandissimo fan di Uran!

Fatta questa doverosa premessa, gli Egokid sono veramente bravi e meritano di essere attentamente ascoltati. Per prepararvi degnamente all'uscita del disco, un paio di suggerimenti per voi: in primo luogo godetevi il video del nuovo singolo, che sarà contenuto nell'album e che hanno scritto assieme a Samuele Bersani. A me piace tantissimo, sia il video (con le foto dei Marvellini, geniali) sia la canzone che trovo musicalmente molto attuale. Ecco il video, uscito ieri su Wired.it:

E se poi volete approfondire, ascoltateli su Spotify o (meglio ancora) rendete felice Pier acquistando il loro precedente disco Ecce Homo su iTunes!




giovedì 14 febbraio 2013

Ah, no ma a me Sanremo non interessa, non lo guardo...

Quando dico candidamente che per me Sanremo è un appuntamento imprescindibile, e che me lo guardo tutto (commentandolo in diretta sui vari social e/o via whatsupp con mia sorella) mi guardano tutti con facce incredule e stupite. Ma come proprio tu, l'uomo che non possiede la tv, guardi Sanremo?? E mi dicono, come da titolo, "Ah, no ma a me Sanremo non interessa, non lo guardo..."
Poi, nel 90% dei casi (sondaggio SWAldo) quando inizi a parlarne (se trovi qualcuno che abbia il coraggio di confessare che anche lui/lei l'ha guardato) queste persone dimostrano, intervenendo costantemente nella discussione, di aver spudoratamente mentito. Lo hanno visto! Eccome! E hanno un'opinione su ttuti gli aspetti, dalle canzoni agli ospiti, dalla scenografia ai presentatori. "Ma noooo, ho fatto zapping e ne ho visto qualche minuto" (però commentano le mise di tutti i cantanti).
Quindi: è il momento del comining out, non vergognatevi amici! Sanremo è Sanremo, ammettetelo senza difficoltà! Vi ricordate Pippo Baudo che sventa il tentativo di suicidio? Vi ricordate il festival presentato dai 4 figli? Non dovete vergognarvi, ma esserne fieri.
Poi, ovviamente, ci sono persone a cui di Sanremo non frega davvero una beata mazza e non lo guardano veramente, né se ne interessano. E' giusto, ci mancherebbe. Ma di solito non sono loro (escludendo un risibile numero di talebani pronti a flagellare qualsiasi costume) a guardarti con disprezzo, quando dici di essere addicted. E allora! Fate pace con voi stessi ed iniziate a fischiettare "volareeee oh oh"!

giovedì 3 maggio 2012

Se son rose


Eccovi il nuovo, meraviglioso cortometraggio dell'amico Socio, aka Riccardo Banfi, con musiche originali di Marco Castelli.
I livello dei lavori che Socio realizza mi sembra sia davvero sempre più alto, e questo cortometraggio è intenso, divertente e commuovente. Bravo ragazzo!
Vi segnalo (non riuscivo a smettere di ridere) la strofa della canzone che recita "agitato e sbattuto come una caipirinha": puro genio!

Ah, e giusto perché si sappia...
RICONOSCIMENTI:
Vincitore del:
- Secondo Premio - 9° MonFilmFest (TO)
- Premio del Pubblico - 9° MonFilmFest (TO)
- Premio per la Miglior Interpretazione Maschile a Ettore Scarpa - 9° MonFilmFest (TO)
- Premio per la Miglior Scenografia a Carmela Di Tomaso - 9° MonFilmFest (TO)
- Premio per il Miglior Cortometraggio - 6° Corto Corto Mon Amour (PA)
- Premio per la Miglior Interpretazione Femminile a Emanuela Mascherini - 12° Piemonte Movie (TO)
- Menzione Speciale della Giuria - 13° Schermi Irregolari (FI)
- Menzione Speciale della Giuria - 9° CortiSonici (VA)

In concorso a:
- 1° Gold Elephant World | International Film & Musical Festival (CT)
- 3° BiF&st | Bari International Film Festival (BA)
- 7° Solofra Film Festival (AV)
- 8° Efebo Corto Film Festival (TP)

CREDITS:
soggetto | marco castelli
sceneggiatura | riccardo banfi marco castelli
regia | riccardo banfi
aiuto regia | renato chiocca
fotografia | nicola piovesan
suono | alberto santambrogio
scenografia | carmela di tomaso
montaggio | riccardo banfi
musiche originali | marco castelli
post-produzione video | nicola piovesan
post-produzione audio | maurizio pini
illustrazioni | lorenzo clerici
cast | ettore scarpa emanuela mascherini marco castelli
produzione | riccardo banfi marco castelli

NOTE DI PRODUZIONE:
Cortometraggio realizzato per il concorso 7 giorni per un film all’interno del 9° MonFilmFest.

martedì 20 marzo 2012

Battiato agli Arcimboldi

Cari i miei 25 lettori, dovete sapere che l'uomo qui di fianco, Franco Battiato, rappresenta uno dei pochissimi punti di incontro musicale tra me e Anna. Forse l'unico punto di incontro musicale tra il metallo pesante che contraddistingue la mia signora e l'impegnata cantautorialità apprezzata dal nostro Aldo.
Così o a casa si litiga (perché l'una propone Marilyn Manson e l'altro Guccini - che ascoltati in rapida successione danno un'ottima idea di cosa sia il contemporaneo!) o ci si incontra sul terreno comune del cantautore siciliano.
Questa lunga premessa per dirvi che, dopo più di otto anni che ci frequentiamo, come dice Anna, siamo riusciti finalmente ad andare a sentire un concerto del nostro. Fino ad ora, ci abbiamo provato molte volte, ma vuoi il fatto che i costi dei biglietti fossero sempre proibitivi, vuoi un impegno, vuoi un altro, non ci era mai riuscito di andare a sentirlo dal vivo.
Stavolta, nonostante il prezzo decisamente gravoso, abbiamo deciso di fare gli splendidi (dico solo: platea bassa) e andare al Teatro degli Arcimboldi a goderci una grande serata di musica.
Che dire? Praticamente si è rasentata la perfezione! Sul palco quartetto d'archi e un enorme pianoforte a coda più lui all'inizio, per i primi pezzi più intimi. Poi giungono anche i 4 musicisti leggeri nella formazione classica: chitarra, basso, tastiere e batteria per quelli più rock (e anche Battiato non può che cedere al suo lato rock, dal vivo).
In tanti concerti che ho avuto il piacere di ascoltare, non ho mai avuto una percezione di suono perfetto come in questa occasione: ogni dettaglio è curato e limato in maniera maniacale e si sente (se si eccettua una microscopica stonatura nelle primissime note della prima canzone: voce ancora fredda?), esperienza acusticamente meravigliosa e coinvolgente, da restare incantati ad ascoltare.
Lui si conferma uno degli esseri più antipatici della terra (durante un applauso troppo prolungato, ad esempio sbotta "ho capito, ho capito!", indossa delle cuffie enormi quasi a dire "non datemi fastidio col vostro vociare"), ma non si risparmia (praticamente esplora tutto il repertorio, suona quasi tre ore, concede tre bis!) e ti lascia stupito. Durante La cura, vi assicuro, avevo le lacrime agli occhi. Durante Tutto l'universo obbedisce all'amore ancora di più: è uno dei miei cavalli di battaglia mentre pedalo sulla mia e-bici verso il Poli, che mi causa occhiatacce dai passanti...insomma, serata meravigliosa! Se vi capita, investite in un suo concerto: ne vale davvero la pena!

venerdì 23 settembre 2011

Nonostante sia una vita che ascolto i Pink Floyd...

Nonostante sia da una vita (ma davvero da una vita!) che ascolto e adoro i Pink Floyd, non mi ero mai accorto di quanto sia pessimista la frase che chiude l'ultima canzone (Eclipse) di quello che forse è il loro capolavoro, l'album The dark side of the moon...


and everything under the sun is in tune
but the sun is eclipsed by the moon.

Pessimismo cosmico! Meraviglioso! A volte non vi sentite proprio cosi?? Tutto è a posto sotto il sole, tutto funziona, tutto è bellissimo. Peccato che il sole sia oscurato dalla luna...

giovedì 12 marzo 2009

Considerazioni sul Fleurs 2

Sto ascoltando l'ultimo disco di Battiato, Fleurs 2, che chiude un buco lasciato tra Fleurs e Fleurs 3 e che Battiato aveva detto che non avrebbe colmato (pecunia non olet?)
Che dire? Il disco è sinceramente brutto. Quasi inascoltabile. Le canzoni sono scelte male, non c'è il recupero di chicche dimenticate, e le poche canzoni molto note sono ricantate in una versione evitabile (su tutte Bridge over troubled water di Simon&Garfunkel, canzone molto classica nell'arrangiamento originario cui nulla aggiunge, e forse molto toglie, il nostro).
Però però però...ebbene si, c'è un però!
E questo però si chiama Tutto l'universo obbedisce all'amore.
Sgalambro da il meglio di sé nel testo, Battiato interpreta in maniera egregia, e si fa affiancare da Carmen Consoli, che è una perla straordinaria (a mio avviso) nel panorama canzonettistico italiano. Carmen dà profondità, sensualità e gusto ulteriore alla canzone. I suoi controcanti esaltano la voce di Battiato e gli archi del ritornello. Insomma, un capolavoro. Io non riesco a smettere di sentirla. Ho controllato (grazie alla funzione dell'iPod che conta gli ascolti!): negli ultimi 3 giorni ho passato i 50 ascolti. E l'altro ieri rientrando a casa stavo cantando a squarciagola in corso San Gottardo (la gente mi osservata con mooooolta perplessità, me ne sono accorto e sono violentemente arrossito). Insomma: consigliatissimo l'acquisto del singolo su iTunes...il disco è evitabile!