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sabato 5 febbraio 2011

Tempo?! 109 battute al minuto

Ho due lavori, un progetto culturale impegnativo, una seconda laurea di cui venerdì (venerdì, cazzo! tra 6 giorni!) ho i primi due esami, e dopo 10 giorni ne ho altri due, una decina di libri da leggere che mi guardano tristi perché si sentono abbandonati, un intero numero di wired arretrato, che mi osserva perplesso, persino i grandi classici disney di questo mese sono ancora nel cellophane, un cane che giustamente vuole uscire e tediarmi, voglio viaggiare per il mondo e vedere cose, non voglio morire lavorativamente nel posto dove sono, voglio fare il giro del mondo in moto, giocare a calcio tutte le sere, andare al cinema, a teatro, alla scala, dormire per delle ore, coccolare anna e farmi coccolare, imparare a ballare, vedere l'italia liberata dal nano, portare mio nipote leo a vedere il milan, fare il bagno in tutti i mari e gli oceani del mondo, imparare da mamma a fare le seppie ripiene, leggere i post lunghissimi che si trovano nei blog di letteratura, giocare a san siro di fianco a nesta, diventare sommelier, provare tutti i ristoranti etnici di milano e desiderare di visitare il paese corrispondente, rivedere vecchi amici e bere una birra con ognuno di loro, vedere nuovi amici, organizzare delle cene, ripristinare il b-movie, organizzare iniziative meravigliose per microbo, aiutare tutti quelli che possono aver bisogno di me, chiedere che qualcuno mi spieghi tutto quello che non so, essere sempre connesso, staccare completamente... insomma sono schizofrenico, soffro di overload informativo, o ho solo bisogno di giornate più lunghe?

domenica 8 marzo 2009

Boris Gudonov - La fura dels baus

Venerdì sera siamo andati al Teatro Smeraldo a vedere questo nuovo incredibile spettacolo della Fura dels baus. Avevo aspettative altissime (e questo è pericoloso). Beh, rispettate in pieno, anzi, meglio di ciò che mi aspettassi. Forse uno degli spettacoli teatrali più belli che io abbia mai visto. La tensione, la paura, erano concrete nella sala, si sentivano, si percepivano, come una presenza fisica. Pazzesco.
Per chi non lo sapesse lo spettacolo mette in scena (o meglio in sala...perché il palcoscenico coincide con la sala teatrale) ciò che è accaduto al teatro di Mosca quando i terroristi ceceni hanno preso in ostaggio il pubblico e per tre giorni sono stati asserragliati, fino all'ingresso delle teste di cuoio russe (che hanno fatto una strage di terroristi e ostaggi). Lo spettacolo non pretende di spiegare, né di dare una didascalica descrizione degli eventi. Cerca di mettere gli attoniti spettatori davanti alle sensazioni che gli ostaggi devono aver provato. Ti fa vivere la tensione. Insomma, imperdibile.
Le scenografie integrano molti media, con una saggezza esemplare. La tecnologia non è mai decorativa o fine a sé sgtessa, ma crea gli ambienti. Gli attori si muovono in sincrono con la scenografia virtuale, ricreata a computer e videoproiettata, con chicche (per esempio l'ambiente che ruota, mentre i personaggi si muovono all'interno del palazzo) tecnico-attorali di primissimo livello. Bello, bello, bello!