Quando dico candidamente che per me Sanremo è un appuntamento imprescindibile, e che me lo guardo tutto (commentandolo in diretta sui vari social e/o via whatsupp con mia sorella) mi guardano tutti con facce incredule e stupite. Ma come proprio tu, l'uomo che non possiede la tv, guardi Sanremo?? E mi dicono, come da titolo, "Ah, no ma a me Sanremo non interessa, non lo guardo..."
Poi, nel 90% dei casi (sondaggio SWAldo) quando inizi a parlarne (se trovi qualcuno che abbia il coraggio di confessare che anche lui/lei l'ha guardato) queste persone dimostrano, intervenendo costantemente nella discussione, di aver spudoratamente mentito. Lo hanno visto! Eccome! E hanno un'opinione su ttuti gli aspetti, dalle canzoni agli ospiti, dalla scenografia ai presentatori. "Ma noooo, ho fatto zapping e ne ho visto qualche minuto" (però commentano le mise di tutti i cantanti).
Quindi: è il momento del comining out, non vergognatevi amici! Sanremo è Sanremo, ammettetelo senza difficoltà! Vi ricordate Pippo Baudo che sventa il tentativo di suicidio? Vi ricordate il festival presentato dai 4 figli? Non dovete vergognarvi, ma esserne fieri.
Poi, ovviamente, ci sono persone a cui di Sanremo non frega davvero una beata mazza e non lo guardano veramente, né se ne interessano. E' giusto, ci mancherebbe. Ma di solito non sono loro (escludendo un risibile numero di talebani pronti a flagellare qualsiasi costume) a guardarti con disprezzo, quando dici di essere addicted. E allora! Fate pace con voi stessi ed iniziate a fischiettare "volareeee oh oh"!
Riflessioni totalmente estemporanee, casuali e variegate su tutto ciò che mi passa per la testa
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giovedì 14 febbraio 2013
sabato 22 dicembre 2012
Le doppie frecce a Milano
Un fenomeno piuttosto curioso che contraddistingue quella specie (purtroppo tutt'altro che rara) che è l'automobilista milanese è quello delle doppie frecce. Si manifesta nel seguente modo: dato un automobilista A che sta percorrendo una strada B su cui sia vuoi vietato esplicitamente, vuoi palesemente pericoloso o impossibile (per esempio perché la strada B è la circonvallazione stretta alle 18 di sera, magari poco prima delle feste di Natale) compiere la manovra C, ebbene la manovra C diviene perfettamente lecita ed eticamente giustificabile qualora si azionino le doppie frecce.
Le doppie frecce a Milano, sono il sogno di Berlusconi: puoi fare qualsiasi cosa purché tu le accenda, dalle inversioni a U su strade a senso unico, fino alle stragi di massa. Se qualcuno osa guardarti perplesso, o peggio, in un momento rissa-man, urlarti dietro, basta fare la faccia innocentina e dire "eh, ma avevo messo le doppie frecce!"
Se il fenomeno è interessante da osservare già nell'automobilista "normal", diventa leggenda in quello "ab-normal", rappresentato a Milano dal tassista, un essere mitologico mezzo uomo e mezzo Toyota Prius, che pensa di essere riuscito ad ergersi, grazie alla sua superiore statura morale, al di là del bene e del codice della strada. Vedere un tassista applicare a sé stesso l'impunità derivata dall'uso delle doppie frecce è come confrontare Messi con me: un confronto che oltraggia il senso del pudore.
Le doppie frecce a Milano, sono il sogno di Berlusconi: puoi fare qualsiasi cosa purché tu le accenda, dalle inversioni a U su strade a senso unico, fino alle stragi di massa. Se qualcuno osa guardarti perplesso, o peggio, in un momento rissa-man, urlarti dietro, basta fare la faccia innocentina e dire "eh, ma avevo messo le doppie frecce!"
Se il fenomeno è interessante da osservare già nell'automobilista "normal", diventa leggenda in quello "ab-normal", rappresentato a Milano dal tassista, un essere mitologico mezzo uomo e mezzo Toyota Prius, che pensa di essere riuscito ad ergersi, grazie alla sua superiore statura morale, al di là del bene e del codice della strada. Vedere un tassista applicare a sé stesso l'impunità derivata dall'uso delle doppie frecce è come confrontare Messi con me: un confronto che oltraggia il senso del pudore.
mercoledì 5 dicembre 2012
Like a Rainbow
Non può mancare da odi-et-amo...
SHE'S A RAINBOW
(Jagger/Richards)
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She's like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She's like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
Have you seen her dressed in blue
See the sky in front of you
And her face is like a sail
Speck of white so fair and pale
Have you seen the lady fairer
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She's like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
Have you seen her all in gold
Like a queen in days of old
She shoots colors all around
Like a sunset going down
Have you seen the lady fairer
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She's like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
She's like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
SHE'S A RAINBOW
(Jagger/Richards)
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She's like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She's like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
Have you seen her dressed in blue
See the sky in front of you
And her face is like a sail
Speck of white so fair and pale
Have you seen the lady fairer
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She's like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
Have you seen her all in gold
Like a queen in days of old
She shoots colors all around
Like a sunset going down
Have you seen the lady fairer
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She's like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
She's like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
sabato 1 dicembre 2012
Il mercato di sabato (ode al pollo)
Da quando abito a Milano, non posso resistere alla sacra gita al mercato di via Tabacchi al sabato. Si tratta di un rituale semplice ma decisivo per la mia serenità di perfetta massaia e per la sopravvivenza di casa TorrEpis di tutta la settimana (e che evita di dover andare al supermercato!)
In primo luogo bisogna avere un carrellino con le ruote - altrimenti non c'è possibilità di essere rispettato dalle sciure, le vere regine del mercato (di cui mia nonna Santina - non sciura, ma siora in quanto padovana - è esemplare pregiatissimo e superesperta, in grado di mercanteggiare sul prezzo di qualsiasi cosa). Poi, andando, è obbligatoria la sosta preparatoria al bar per il Campari soda e la lettura della Gazzetta, con commento delle notizie sportive col barista e gli avventori. E finalmente si entra al mercato.
La furba massaia sa che c'è la coda per il pollo arrosto, e subito prende il bigliettino "ora serviamo il numero X", controlla a che numero si è arrivati e a seconda del tempo stimato (che va calcolato con massima precisione, non si può rischiare di essere a prendere le arance mentre scatta il tuo numero, perché l'ultima volta che uno è arrivato con il biglietto di tre numeri prima è stato linciato sul posto, e infilato nello stesso per cuocere il pollo e immediatamente grigliato) si getta sulla spesa.
Ovviamente le bancarelle sono ormai selezionatissime, ma non si può non fare un rapido check dei prezzi delle altre ed eventualmente fare incursioni mirate sperimentali su bancarelle nuove o ancora non testate.
Con la coda dell'occhio si controlla il numerino del pollo, e quando scatta il momento precisi come un orologio svizzero si deve essere lì, caldi come faraone in amore. Mezzo pollo tagliato a metà, patate e qualche schifezza aggiuntiva (bocconcini tex-mex, chele di granchio, alette piccanti...) Avete presente i bambini cui piace la ripetizione? Ecco, io e Andrea, l'uomo del pollo (che avrà più o meno la mia età, forse un 3-4 anni in meno) non possiamo resistere, ogni settimana che passa, a non scambiarci la battuta sulle patate (ve la risparmio, tanto è facile immaginarla...) A questo punto la comica finale: borsa della spesa inverosimilmente carica da trainare sulle rotelle, e in mano il sacchetto del pollo col suo profumo celestiale che ti spinge a casa alla velocità della luce. E il pollo del mercato, ragazzi...non è neppure parente di quello stitico che vendono al supermercato! Poesia pura in ali e cosce!!
In primo luogo bisogna avere un carrellino con le ruote - altrimenti non c'è possibilità di essere rispettato dalle sciure, le vere regine del mercato (di cui mia nonna Santina - non sciura, ma siora in quanto padovana - è esemplare pregiatissimo e superesperta, in grado di mercanteggiare sul prezzo di qualsiasi cosa). Poi, andando, è obbligatoria la sosta preparatoria al bar per il Campari soda e la lettura della Gazzetta, con commento delle notizie sportive col barista e gli avventori. E finalmente si entra al mercato.
La furba massaia sa che c'è la coda per il pollo arrosto, e subito prende il bigliettino "ora serviamo il numero X", controlla a che numero si è arrivati e a seconda del tempo stimato (che va calcolato con massima precisione, non si può rischiare di essere a prendere le arance mentre scatta il tuo numero, perché l'ultima volta che uno è arrivato con il biglietto di tre numeri prima è stato linciato sul posto, e infilato nello stesso per cuocere il pollo e immediatamente grigliato) si getta sulla spesa.
Ovviamente le bancarelle sono ormai selezionatissime, ma non si può non fare un rapido check dei prezzi delle altre ed eventualmente fare incursioni mirate sperimentali su bancarelle nuove o ancora non testate.
Con la coda dell'occhio si controlla il numerino del pollo, e quando scatta il momento precisi come un orologio svizzero si deve essere lì, caldi come faraone in amore. Mezzo pollo tagliato a metà, patate e qualche schifezza aggiuntiva (bocconcini tex-mex, chele di granchio, alette piccanti...) Avete presente i bambini cui piace la ripetizione? Ecco, io e Andrea, l'uomo del pollo (che avrà più o meno la mia età, forse un 3-4 anni in meno) non possiamo resistere, ogni settimana che passa, a non scambiarci la battuta sulle patate (ve la risparmio, tanto è facile immaginarla...) A questo punto la comica finale: borsa della spesa inverosimilmente carica da trainare sulle rotelle, e in mano il sacchetto del pollo col suo profumo celestiale che ti spinge a casa alla velocità della luce. E il pollo del mercato, ragazzi...non è neppure parente di quello stitico che vendono al supermercato! Poesia pura in ali e cosce!!
martedì 27 novembre 2012
La fine di un buon libro
Uno dei fenomeni più affascinanti che sperimento spesso su me stesso è quel sentimento che provi quando finisci di leggere un buon libro.
Difficilissimo da spiegare a parole: è una sorta di dolce malinconia, perché da un lato sei contento di aver scoperto come andava a finire la storia che ti attanagliava, dall'altro però ti spiace lasciare i personaggi che ti hanno accompagnato nell'ultimo periodo (può essere una notte come un mese, se il libro mi ha affascinato capisco davvero, sulla mia pelle, la differenza tra tempo e durata).
Ecco quella sensazione, che è capace di durare in me anche per un giorno intero, mi affascina. Poi, piano piano, lascia spazio alla vertigine di dover decidere cosa leggere dopo...
Difficilissimo da spiegare a parole: è una sorta di dolce malinconia, perché da un lato sei contento di aver scoperto come andava a finire la storia che ti attanagliava, dall'altro però ti spiace lasciare i personaggi che ti hanno accompagnato nell'ultimo periodo (può essere una notte come un mese, se il libro mi ha affascinato capisco davvero, sulla mia pelle, la differenza tra tempo e durata).
Ecco quella sensazione, che è capace di durare in me anche per un giorno intero, mi affascina. Poi, piano piano, lascia spazio alla vertigine di dover decidere cosa leggere dopo...
lunedì 26 novembre 2012
Sul tram
Quando piove, e quindi non è d'uopo andare a lavoro in bici, mi piace prendere il tram ed una volta salito, se ho la fortuna sui trovare posto a sedere (il che mi rende allegro per l'intera giornata) inizio a leggere il mio Kindle, come se il tragitto sul tram non dovesse finire per le prossime ore, immergendomi completamente nella storia, mentre la città scorre fuori dai finestrini. Meraviglioso! Inutile dire che quando arrivi, tutta la positività svanisce...
Sempre sul tram mi diverte moltissimo osservare le persone un po' agé che, in barba all'età veneranda, si sono fatti il telefono touch e non riescono ad usarlo. E lì vedi disperati che ci mettono mezz'ora a mandare un messaggio, e sono molto teneri, sembrano rimpiangere il loro vecchio nokia 3210 che non aveva le foto, ma a mandare un messaggi ci mettevano un minuto scarso
Sempre sul tram mi diverte moltissimo osservare le persone un po' agé che, in barba all'età veneranda, si sono fatti il telefono touch e non riescono ad usarlo. E lì vedi disperati che ci mettono mezz'ora a mandare un messaggio, e sono molto teneri, sembrano rimpiangere il loro vecchio nokia 3210 che non aveva le foto, ma a mandare un messaggi ci mettevano un minuto scarso
Odi et amo
Ho letto un libro "simpatico", altrimenti conosciuto come "un tipo", che ho recensito qui: http://i.anobii.com/edf640. Tale libro ha avuto il grande (ed unico) pregio di farmi venire voglia di intraprendere un nuovo progetto sul blog.
Di che si tratta? Da oggi inizierò a postare sul blog, in rigoroso ordine sparso (o meglio in ordine di apparizione, come nei film!) le situazioni, i fenomeni, gli accadimenti, le persone che mi fanno impazzire, in senso positivo o in senso negativo. Utilizzerò l'etichetta odi-et-amo per caratterizzare questi post, e l'etichetta positività per identificare quelli che mi piacciono assai e negatività per quelli che mi dispiacciono altrettanto. Grazie all'aggregazione per etichette, sarà possibile seguire l'evoluzione del progetto in tempo reale all'indirizzo: http://aldotorrebruno.blogspot.it/search/label/odi-et-amo
Buon divertimento! E vediamo se (e quanto) avrò la costanza di andare avanti...
Di che si tratta? Da oggi inizierò a postare sul blog, in rigoroso ordine sparso (o meglio in ordine di apparizione, come nei film!) le situazioni, i fenomeni, gli accadimenti, le persone che mi fanno impazzire, in senso positivo o in senso negativo. Utilizzerò l'etichetta odi-et-amo per caratterizzare questi post, e l'etichetta positività per identificare quelli che mi piacciono assai e negatività per quelli che mi dispiacciono altrettanto. Grazie all'aggregazione per etichette, sarà possibile seguire l'evoluzione del progetto in tempo reale all'indirizzo: http://aldotorrebruno.blogspot.it/search/label/odi-et-amo
Buon divertimento! E vediamo se (e quanto) avrò la costanza di andare avanti...
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