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sabato 3 settembre 2022

Non lasciarmi - Kazuo Ishiguro

Bellissimo, inquietante, commuovente

Un libro che mi ha colpito profondamente, mi ha commosso, mi ha inquietato. L’ho letto rimanendo catturato dall’idillio un po’ misterioso dell’inizio e scoprendo sempre un pezzo di più, assieme ai protagonisti, restando attonito mentre procedevo. Ho immaginato le vite di Kath e Tommy e degli altri donatori, ho immaginato le loro sensazioni mentre vivono le loro vite, mentre si accorgono di essere “povere creature”, accettando un destino che a noi pare inaccettabile. Alla fine ovviamente gli occhi mi si sono riempiti di lacrime: è un libro veramente bello, scritto in maniera mirabile, profondo e disturbante, come sempre quando il futuro distopico che viene descritto in un racconto si discosta di pochissimo dalla realtà che conosciamo. Questa vicinanza che però è al contempo separazione mi da sempre una sensazione perturbante, anzi, come direbbe Freud una sensazione di Unheimlich, di inquietante estraneità. Succede sempre quando leggo questi romanzi in cui le situazioni sono molto simili a quelle che conosciamo ma c’è uno scostamento minimo, di qualche dettaglio, che rende tutto disturbante. Mi era capitato anche - per fare un esempio - con 1Q84 di Murakami.

Certo non sono io a scoprire Kazuo Ishiguro, premio Nobel per la letteratura…ma la mia personale scoperta di questo autore, iniziata con Klara e il sole prosegue regalandomi soddisfazioni.

5 stelle per me

domenica 19 aprile 2020

Aldocook - 44 - Leocook presenta: Pane con lievito madre



Leonardo presenta: pane con lievito madre

Tempo occorrente per la preparazione: 20 minuti circa, lievitazione: 4+2 ore; cottura: 30 minuti 
Livello: medio (occorre una certa manualità)

Ingredienti per 1 pagnotta
200 gr. lievito madre
200 gr. farina (poi aggiunta un po’)
180 ml acqua tiepida
olio, sale, qb

Da alcuni anni mi cimento col lievito madre, ma molto di recente il mio primo adorato nipote Leonardo ha imparato a scuola a coltivare la madre e a panificare. E ha stracciato tutta la famiglia! Gli viene un pane bellissimo e tutto buchi. Per questo gli ho chiesto di svelarci i suoi segreti di panificatore in erba. Ecco il suo video!
Un ringraziamento speciale al maestro Pietro, papà del lievito madre di Leo!
GRANDE LEO!! Notare i meravigliosi camei dei fratelli!

mercoledì 7 marzo 2012

Aldocook - 17 - Pizzelle o ferratelle abruzzesi (Anna&Leocook)



 Pizzelle o ferratelle abruzzesi che dir si voglia
Tempo occorrente per la preparazione 15-20 minuti, cottura: 1-2 ogni pizzella.
Livello: medio.
Ingredienti per 4 persone: 1/2 kg di farina 00, 4 uova, 4 cucchiai di olio evo, 4 cucchiai di zucchero, marmellata o nutella per farcirle.
Anna&Leocook nuovamente ospiti per questa puntata davvero speciale dedicata ad una ricetta della tradizione abruzzese per un dolce poco dolce che è personalmente il mio dolce preferito in assoluto. Da notare tre aspetti fondamentali:
1 - 4 uova di pizzette sarebbero definite dalla nonna Wanda le pazzie de la pupa. La nonna quando le faceva iniziava a divertirsi dalle 20 uova in su.
2 - l'aiuto di qualcuno che cuocia le pizzette è fondamentale. Il nonno Lamberto (marito della nonna Wanda) era un vero maestro in questo. E cuocere 20 uova di pizzetta avrebbe distrutto la pazienza di chiunque!
3 - ovviamente senza il ferro apposito, non si possono fare. Lo si compra ai mercati in Abruzzo. E non fidatevi dei ferri elettrici, tengono poco e le pizzette vengono troppo alte, e poi si induriscono!

sabato 2 aprile 2011

Aldocook - 4 - Anna and Leocook - Fettine alla birra




Per la nostra quarta puntata, Aldocook è fiero di ospitare Anna & Leocook, che ci presentano...
Fettine alla birra.
Tempo occorrente per la preparazione: 10 minuti + 25 circa di cottura.
Livello: difficoltà media.
Ingredienti per due persone: 4 fettine di manzo, 1 cipolla di tropea, un bicchiere di birra, burro, olio, sale qb

sabato 5 febbraio 2011

Tempo?! 109 battute al minuto

Ho due lavori, un progetto culturale impegnativo, una seconda laurea di cui venerdì (venerdì, cazzo! tra 6 giorni!) ho i primi due esami, e dopo 10 giorni ne ho altri due, una decina di libri da leggere che mi guardano tristi perché si sentono abbandonati, un intero numero di wired arretrato, che mi osserva perplesso, persino i grandi classici disney di questo mese sono ancora nel cellophane, un cane che giustamente vuole uscire e tediarmi, voglio viaggiare per il mondo e vedere cose, non voglio morire lavorativamente nel posto dove sono, voglio fare il giro del mondo in moto, giocare a calcio tutte le sere, andare al cinema, a teatro, alla scala, dormire per delle ore, coccolare anna e farmi coccolare, imparare a ballare, vedere l'italia liberata dal nano, portare mio nipote leo a vedere il milan, fare il bagno in tutti i mari e gli oceani del mondo, imparare da mamma a fare le seppie ripiene, leggere i post lunghissimi che si trovano nei blog di letteratura, giocare a san siro di fianco a nesta, diventare sommelier, provare tutti i ristoranti etnici di milano e desiderare di visitare il paese corrispondente, rivedere vecchi amici e bere una birra con ognuno di loro, vedere nuovi amici, organizzare delle cene, ripristinare il b-movie, organizzare iniziative meravigliose per microbo, aiutare tutti quelli che possono aver bisogno di me, chiedere che qualcuno mi spieghi tutto quello che non so, essere sempre connesso, staccare completamente... insomma sono schizofrenico, soffro di overload informativo, o ho solo bisogno di giornate più lunghe?

domenica 30 gennaio 2011

Sabato di studio

Nella foto: lo studente tardivo al lavoro
Finalmente sono riuscito a rispettare gli impegni che ho preso con me stesso, e a dedicare un intero pomeriggio allo studio. Bello, compatto, concentrato. Bravo Aldo! Ho scoperto che per studiare, ho ancora bisogno della carta. Il meccanismo per farmi rimanere qualcosa nella zucca è quello che usavo all'Università più di 10 anni fa: riassunto su carta e poi battitura a computer. Così si fissa qualcosa.
Comunque, la vecchiaia si sente: uno se la cava col mestiere, ma la freschezza dei neuroni di 10 anni fa è un lontano ricordo. Non ci sono cazzi. Il che - considerato la gerontocrazia che vige in tutti i settori in Italia, a iniziare dal parlamento, per proseguire in Università, per finire nel mondo del lavoro (pubblico e privato) - non è un buon segno: quando sei al top fai il precario (se va bene) e ora che arrivi ad un posto in cui potresti incidere sei non dico rincoglionito (in alcuni casi, si...) ma per lo meno meno brillante di prima. Che spreco!
Per concludere, avevo deciso che se non fossi arrivato al punto che mi ero prefissato, non avrei potuto iniziare a vedere la partita, e così è stato: mi sono perso il primo tempo. Poi, appena ho acceso, espulso Van Bommel. Ho pensato: forse posso riprendere a studiare. Poi Binho (di cui sono ufficialmente calcisticamente innamorato, sbaglierà molti gol ma è veramente una scheggia impazzita, pronto ad aiutare tutti, con una tecnica individuale pazzesca, veloce come pochi... non lo vorrei mai marcare!) e Ibra (Leo, ricorda: come Ibra devi diventare - fortissimo e bastardo) mi hanno fatto gioire. Insomma: ottima giornata!
Ah, dettaglio non da poco: le tre bestie (moglie e due cani, ché abbiamo la Susi ospite) non hanno dato alcun fastidio né in fase di studio, né mentre vedevo la partita... credo abbiano fatto 10 ore su 12 di sonno!

venerdì 19 novembre 2010

Del prendere in braccio mio nipote Leo

L'altro ieri mentre ero a trovare Anna e soprattutto il piccolo Leo, quella bestia di mia sorella me lo ha messo in braccio, così, senza preavviso. 3 kg e un po' di meraviglia, un piccolo uomo miniaturizzato appollaiato tra le mie braccia! Praticamente sono diventato PierFerdyCasini in un nanosecondo: mentre lo tenevo in braccio mi sono immediatamente iscritto al forum delle famiglie e smaniavo per recarmi al family day.
Ovviamente il terrore di romperlo era infinito e mi venivano i crampi alle gambe (dopo un po' mi sono seduto, ma non l'ho mollato, ça va sans dire). Ma che gioia infinita ho provato! Lui tra l'altro (incauto) ha messo la testolina nell'incavo della mia ascella e ovviamente è stato steso dagli aromi mefitici. Questo lo ha portato ad addormentarsi come un sasso. E io mi sono beato delle sue smorfiette. Intanto gli ho parlato di donne e motori e gli ho spiegato come va il mondo. Un momento molto sentito da entrambi (concorda con me, essendo nato lui a Como, sulla superiorità della Guzzi)
Morale della favola: mi dichiaro già da subito irrimediabilmente Leo-addicted! E non voglio essere curato!