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mercoledì 21 marzo 2018

Vacanze 2017: Isole Orcadi e Irlanda canina con van camperizzato - parte 1 - Isole Orcadi

Con un ritardo pressoché mostruoso, quasi durante le vacanze di Pasqua, ecco il resoconto delle vacanze estive 2017 che hanno portato i vostri eroi nelle terre gelide e meravigliose del nord: Isole Orcadi e un accenno di Scozia e gran tour dell'Irlanda! Ma la principale novità è stato l'affito di Moby, un meraviglioso van camperizzato Wolkswagen Westfalia che abbiamo preso in Irlanda del Nord, approfittando dell'Euro forte grazie alla brexit e che ci ha fatto sperimentare un nuovo tipo di vacanza che da molto tempo desideravamo provare (spoiler: e che ci è piaciuta tantissimo, al punto da portarci a ragionare molto seriamente sull'acquisto di un van camperizzato...ma questa è un'altra storia).

Ecco Moby in tutta la sua bellezza
Il viaggio si è svolto tra il 29 luglio e il 24 agosto: siamo partiti da Milano con la nostra Yaris ibrida, abbiamo guidato (essenzialmente Anna ha guidato...) fino al nord della Francia, dove abbiamo sostato un paio di giorni non lontano da Lens. Motivo della sosta: visitare il Louvre Lens, una sorta di distaccamento del Louvre al nord. Molto bello, con una sede avveniristica: un lunghissimo capannone che mostra le opere come se si fosse lungo una linea del tempo, permettendoti di apprezzare come civiltà che nei nostri studi "a compartimenti stagni" ci sembrano totalmente distanti, siano in realtà più o meno coeve.
La bellissima sede del Louvre Lens
Come sempre nella Francia del nord fa un freddo polare anche d'estate, il che ci fa sempre temere il peggio, considerando che ci aspettano ancora molti km verso nord...
Una nota di merito va al bizzarissimo campeggio comunale (una piacevole costante in Francia), presso Violines: il campeggio coincide con uno stagno di pesca alla trota, che attira una popolazione decisamente freak. Divertente!
Il piacevole ma bizzarro campeggio di Violines
Visitiamo anche il museo di arte moderna di Lille (il LAM) e ci dirigiamo verso la perfida Albione.
Il passaggio della manica con l'Eurotunnel rimane eccitante anche la seconda volta che lo si fa. Le procedure necessarie per il passaggio con il cane sono velocissime e super professionali. L'importante è che il pet sia vaccinato, tagliandato, sverminato (anche se non ha vermi!) non più di 5 giorni prima del passaggio sotto la manica - e questa operazione deve essere fatta e certificata da un veterinario! - e microchippato. Viene letto il microchip, verificati i documenti e poi il passaggio è davvero agevole: la macchina viene caricata su un treno e gli abitanti - umani e pelosi - stanno a bordo durante la mezz'ora di traversata. Siccome tra Francia e Inghilterra c'è una differenza di un'ora di fuso orario, c'è il divertente paradosso di partire alle 10 - come nel nostro caso - e di arrivare a destinazione alle 9,30! 
Nella nostra follia, mentre attraversiamo in verticale l'Inghilterra, prenotiamo la nave che ci porterà alle Isole Orcadi (un grande sogno che covavamo da anni). In soli due giorni dobbiamo arrivare a Scrabster, in cima in cima alla Scozia. Ci riusciamo, alternandoci alla guida e facendo due soste molto brevi, giusto per dormire, grazie anche alla nostra nuova tenda gonfiabile, un miracolo dell'ingegno umano. Si tratta di una tenda che al posto della paleria tradizionale prevede tre camere d'aria che vengono gonfiate con una pompa fino alla pressione di 6 atmosfere. Quindi la tenda ha un montaggio incredibilmente facile: si piantano i picchetti, si gonfia e la tenda prende forma. La nostra è di superlusso, marca Ferrino, ha tantissimo spazio all'interno. E, avendo imparato due anni fa che col freddo stando a terra (o su un materassino) si prende molta umidità, la abbiamo corredata di brandine tipo militare estremamente comode. Siamo vecchi e cerchiamo il comfort! La tenda è divisa in zona notte e zona giorno, in cui, in un momento di follia, proveremo addirittura a cucinare con la piastra elettrica (ottenendo il risultato di affumicarci a morte e puzzare di salmone per l'intera notte...
La nostra meravigliosa tenda al campeggio di Birsay, Isole Orcadi
Arriviamo alle Orcadi il 2 agosto e lo spettacolo è mozzafiato: col sole le isole sembrano un paradiso terrestre, sono davvero meravigliose. La costa alterna strapiombi selvaggi e spiagge che sembrano tropicali (non fosse per le temperature...), tutto è verdissimo e i colori risplendono, sono davvero da cartolina. Se vi capita di andarci, vi consigliamo vivamente il campeggio Birsay outdoor centre, con una vista incredibile sull'isola di Birsay (accessibile a piedi solo con la bassa marea!) e circondato dalle mucche e dalle pecore. Disponibili anche posti in dormitorio, una sala comune del Grifondoro dove mangiare all'asciutto (molto utile!), un forno a microonde e un bollitore. Ospitalità notevole, come spesso accade nei posti isolati (e in generale in Scozia) la gente è molto cordiale e sempre disponibile. L'ovvio problema, trattandosi di remote isole del nord è il vento, che a volte soffia con grande vigore. La tenda gonfiabile si dimostra super affidabile e regge benissimo. Essendo viziosi ci portiamo in tenda una magnifica macchinetta del caffè a cialde Nespresso: ne ho offerto uno ad un signore scozzese con cui ho chiacchierato lavando i piatti e l'ho reso felice! Ha raccontato a tutta la famiglia che aveva bevuto un "true italian coffee: what a treat!"
Per visitare tutto ciò che di bello le isole hanno da offrire esiste un pass che consente di visitare tutte le attrazioni, tra cui spiccano i monumenti megalitici col sito di Skara Bae, il cerchio di Brodgar, le standing stones of Stennes e il broch of Gurness. Se il genere piace (e a noi piace!), vale davvero la pena. Per visitare Skara Bae occorre prenotare l'ingresso uno o due giorni prima: è una delle meraviglie dell'isola ma non regge più di un certo numero di visitatori per ora. E' imperdibile, ricordatevi di prenotare!
Gironzolando per l'isola, basta guardare il mare per vedere spuntare ovunque testoline di foche: ce ne sono tantissime. Essendo uno dei miei animali feticcio, per cui vado pazzo, passo tre giorni con lo sguardo fisso in acqua e costantemente in brodo di giuggiole. Un'altra gita di rilievo è quella alla birreria delle Orcadi, uno dei luoghi di produzione di birra più a nord d'Inghilterra. La visita al birrificio (che è più o meno artigianale) è simpatica e si conclude con una robusta degustazione e - nel nostro caso - con un massiccio acquisto. La Skullsplitter (così chiamata in omaggio a un famoso capo vichingo che amava tale pratica sulle testine dei suoi nemici) allieterà l'intera vacanza! Magari gli esperti di birra mi diranno male, ma confermo che per me la birra inglese batte tutte le altre. Mi piace tantissimo, molto di più - per dirne una - delle tedesche.
Skara Bae: villaggio neolitico
Le isole meritano almeno 3-4 giorni, ma credo che ci potrei passare serenamente una settimana-dieci giorni di relax): regalano panorami pazzeschi e consentono passeggiate sulle falesie indimenticabili. Il tempo cambia con una rapidità commuovente (come spesso a nord): può capitare in mezz'ora di passare dal sole caldo (caldo...diciamo sui 20 gradi) al diluvio gelido, con tutte le condizioni meteorologiche esistenti tra i due estremi. E può accadere più volte al giorno: le previsioni vengono fatte su base oraria! In uno dei momenti di caldo, dopo una passeggiata sulla falesia più popolata di conigli del mondo (fatta a traino col mio cane, in costante tirella-da-coniglio) Uran grida "only the brave!" e si tuffa in acqua. L'eroico cane si fa così un meraviglioso bagno nelle gelide acque delle isole...non imitato dai suoi amici umani!
Bagnetto nel gelo!
Panorami mozzafiato
Passeggiatina coniglia
Noi il 5 agosto siamo tornati in Scozia, perché il 7 avevamo il traghetto che da Cairnryan ci avrebbe portato in Irlanda del Nord. Abbandoniamo le isole con un po' di rimpianti e il desiderio di tornarci, spingendoci magari - la prossima volta - anche fino alle Shetland. Lo faremo, nei prossimi anni...ma magari non in tenda, ma col camperino, che - scopriremo più avanti lungo la vacanza - sta per conquistare i nostri cuori!

Nella notte passata nelle highlands scozzesi abbiamo la sfortuna di incappare nella notte più fredda dell'intera vacanza, davvero gelida. Io sbaglio clamorosamente l'abbigliamento, con un paio di calzini troppo sottili e nella notte ho la tremenda sensazione che mi si stacchino le dita dei piedi. Nella follia dovuta al freddo mi sveglio nella notte, ma anziché coprirmi, inizio a pensare che sto per morire congelato e a dire a me stesso "non devo addormentarmi, quando si ha freddo è pericoloso, l'ho visto nei film" e entro in un loop di risvegli e addormentamenti al confine della follia. Il giorno dopo inutile dire che vengo preso tremendamente in giro...

Un altro interessante fenomeno che abbiamo vissuto quest'anno è il sempre maggior diffondersi del glamping, neologismo che unisce glamour e camping. Si tratta di sistemazioni in campeggio particolarmente lussuose, in particolare con pod e hut: casette di legno molto carine, calde, asciutte e molto confortevoli, che in un paio di occasioni sostituiranno anche per noila tenda. Per esempio la sera prima di partire per l'Irlanda, soggiorniamo in un campeggio-fattoria dove noleggiamo un pod: in questo modo, visto che il giorno dopo il traghetto è molto presto, perdiamo pochissimo tempo, non dovendo disfare i bagagli per montare la tenda, e stiamo all'asciutto in una notte superpiovosa...
Il vostro blogger preferito dentro nel pod - notare il clima eccitante...
Il 7 agosto partiamo per l'Irlanda...ma questo lo racconterò nella parte 2 del post, che confido di scrivere a breve, abbiate fede!

Le nostre foto di questa prima parte di viaggio sono online: si possono vedere qui:
Louvre Lens e LaM Lille: https://goo.gl/photos/K2xFa4EhAHCPMEpU9
Isole Orcadi e Highlands: https://goo.gl/photos/5au1YC5bC51Jjpwz7

domenica 6 dicembre 2015

Vacanze canine 2015: Inghilterra e Scozia! Parte 1: England

Premessa: un po' di foto sono nel post...tutte le altre sono online a questo link

Ed eccoci finalmente, mentre quasi arrivano le vacanze natalizie, che procedo alla scrittura dell'abituale post sulle vacanze estive. Immagino il fermento tra i miei 25 lettori...
Quest'anno siamo andati nella perfida Albione, dedicandoci a Inghilterra e Scozia. Siccome la vicenda è complessa, dedicherò un post a ciascuna di queste due nazioni.
Partiamo dall'Inghilterra, anzi partiamo da come ci siamo arrivati, che già contiene la prima emozione: il tunnel sotto la manica.

Excursus erodoteo: perché siamo andati in UK.
Quest'anno, dopo due anni di fila nel freddo (Normandia e Bretagna; Germania) volevo assolutamente andare al mare e al caldo. Eravamo orientati su Croazia o Grecia, quando chiacchierando (durante le vacanze di Pasqua) Anna ha iniziato a lamentarsi del fatto che non avesse mai visto Stonehenge. Ed io ribattevo: "è impossibile andarci caninamente parlando, c'è la quarantena, scordatelo". Mentre lo dicevo, per dare più forza alle mie parole, faccio una ricerca su Google e - meraviglia delle meraviglie! - scopro che non c'è più la quarantena, ma una serie di misure molto più blande (cane vaccinato e tatuato, ovviamente + antirabbica in corso di validità + sverminatura nei 5 giorni antecedenti la partenza, certificata da un veterinario - dettagli alla chiarissima pagina https://www.gov.uk/take-pet-abroad che ti segue passo passo). In cinque minuti avevamo comprato il biglietto dell'eurotunnel e già ci immaginavamo bere un tè con la Regina!

Dopo esserci preparati di tutto punto, siamo partiti in piena notte (1 agosto) alla volta della Francia.
Urello ammira il Cap du nez blanc

L'idea era quella di arrivare fino al Cap du nez blanc, passare lì un giorno di relax e poi attraversare la Manica. Il progetto è riuscito perfettamente, a parte il fatto che - arrivati al capo un venerdì sera abbiamo scoperto che tutti i campeggi della zona erano pieni all'inverosimile. Solo allontanandoci un po' dalla costa siamo riusciti a trovare un posto per dormire (ringraziando il fatto che le giornate sono lunghissime a quelle latitudini). Piantiamo la tenda, cuciniamo la nostra prima pasta di campeggio e andiamo a letto (formazione dell'anno: Aldo su materassino gonfiabile, Anna per terra con un semplice materassino di quelli da palestra che si arrotolano e Uran su brandina pieghevole con vecchio sacco a pelo umano trasformato in canino e mio nuovissimo pile che "volontariamente" gli ho ceduto) scoprendo tragicamente che di notte fa un freddo che neppure lontanamente ci immaginavamo, un freddo totale, globale, temibile! Fatichiamo a immaginare cosa possa essere andando in su di altri 1000 km...fortunatamente scopriremo poi che la notte più gelida è stata proprio quella in Francia!
La Yaris prende il trenino

Di buon mattino, dopo un giorno di relax in terra di Francia, partiamo per prendere l'Eurotunnel. Tutto è incredibilmente ben organizzato, se si ha un pet, come nel nostro caso, basta seguire le indicazioni con il logo della zampa: Urello sostiene qui l'esame d'inglese, lo passa brillantemente mostrando il suo codice microchippato, salvo poi emozionarsi e vomitare in macchina in attesa di entrare nel tunnel...non bello!
Il tunnel si attraversa a bordo di un treno, che carica tutte le macchine in vagoni chiusi sigillati a due piani, poi basta spegnere il motore, abbassare i finestrini e la traversata scorre in tutta gioia seduti in macchina: Uran non ha alcun problema e se la dorme per tutto il tempo (dura 35 minuti e - grazie al fuso orario - si arriva mezz'ora prima di essere partiti!). Arrivati in UK, primo scontro con la guida a sinistra... non semplicissima, soprattutto all'inizio, ma il tunnel ti scarica direttamente in autostrada, il che semplifica la vita. Anna, che ha un cervello diverso, sostiene di trovarsi meglio a guidare a sinistra piuttosto che a destra: oramai l'ho sposata e che devo fare?
La prima avventura rilevante, mentre muoviamo alla volta di Stonehenge avviene all'area di servizio, dove vigono alcune regole folli, ad esempio non si può sostare in area di servizio per più di due ore, se no si paga (???!!!) ma sopratutto al posto della colazione servono il vasino da notte: Aldino - che fa il figo con il suo C1 appena conseguito - si lancia in un'ordinazione bizzarra, prendendo il breakfast POT (questa parte non l'avevo capita, ma mi sono fidato), ottenendo un vaso di carta contente: patate lesse, bacon (molle), uova strapazzate, fagioli e salsiccia, il tutto indegnamente stratificato. Anna con l'inglese della terza media opta per un coffee (ugualmente orrendo) e un dolce commestibile. Da subito è chiaro che non sarà una vacanza all'insegna della gastronomia! Benedette siano le Anna-box portate da casa: scatole di salvataggio contenenti un numero uguale di pacchi di pasta e relativi sughi pronti sì, ma di lusso! Un altro oggetto che si rivelerà vincente è la nostra nuova griglia elettrica: siccome piove un giorno sì e l'altro pure, ed avevo già avuto esperienze negative in Islanda in tal senso, anziché pretendere di fare il bbq con legna fradicia, godiamo della comodità dell'elettricità...e della bontà leggendaria della carne inglese: i tagli da griglia che troviamo nei supermercati sono tutto sommato a buon prezzo e di rara bontà.
Beef, eggs and bacon in the campsite. What else?

I primi giorni li passiamo nel Wiltshire, in un bel campeggino vicino a Stonehenge. Il concetto di campeggio per gli inglesi è: un enorme prato, in cui ogni piazzola non è segnata, ma occupa circa 30 metri quadri... in Italia, ci ricaverebbero 5 piazzole! I nostri vicini, in questa occasione sono un'allegra famigliola che ha sei (6!!!) figli, tutti molto carini tranne il mitico Enrichetto, che si rivela una specie di sciagura biblica, cordialmente detestato anche dalle sue sorelle!
Nel Wiltshire Aldo scopre un oggetto che cambierà radicalmente la vacanza: la tessera Overseas pass di English Heritage. Questa tessera, per 60 sterline garantisce ingresso illimitato per due persone per 16 giorni in tutte le proprietà dei monumenti statali, si tratta di oltre 300 siti!!! A tal proposito, con l'acquisto della tessera ci hanno consegnato una magnifica cartina con segnalati tutti i siti e un libretto con le descrizioni di ogni attrazione turistica, i dettagli organizzativi, la presenza del parcheggio, gli orari di apertura e soprattutto...la possibilità di visita col cane! Ebbene sì, in Inghilterra Sir Uran è gradito in quasi tutti i castelli, le abbey, i siti megalitici (escluso Stonehenge) e via dicendo: basta tenerlo al guinzaglio, raccogliere ciò che natura produce e comportarsi civilmente. Tutti i cani inglesi (ne incontriamo migliaia: lo sport nazionale pare essere andare al monumento col proprio dog e family e passarci l'intera giornata) sono dei veri lord: portamento elegante e fiero, non un abbaio, puzza sotto il naso, tutti di razza, nessuno che abbia voluto litigare con lo scugnizzo siculo Urello, nessuna che abbia voluto accettare le sue avances, poor little dog!
Grazie alla piantina dell'Eritage parte la follia di Aldo, che pretende di visitare in 10 giorni tutti e trecento i siti segnalati, proponendo deviazioni su deviazioni...di conseguenza Anna non fa altro che lagnarsi, sostenendo che non siamo alle marce forzate, salvo poi passare 3 ore a Stonehenge, fotografando ogni singolo sasso.

Stonehenge ti lascia semplicemente senza fiato...


Breve (più o meno) cronaca day-by-day:
4 agosto: visitiamo The New Forest, grandi passeggiate canine nel bosco. Ci sono i cavalli selvatici, un posto di grande pace! Anna scopre che in UK esistono sacchetti di patatine grandi quanto lei... Poi visitiamo Old Sarum, l'antica Salisbury. In serata andiamo a Salisbury (quella nuova!) e riusciamo a entrare nella cattedrale grazie a una funzione, ci lascia davvero colpiti. Abbiamo anche visto un prete donna vestita Disegual!
Salisbury cathedral

5 agosto: gran megalite tour: Woodhenge, Avebury e siti associati. Cena alle 5 (molto british) al pub di Amesbury mangiando due fish and chips giganti e due birrozze per 12 pounds, poi la meraviglia assoluta di Stonehenge. Non si può descrivere, va visto. E rivisto e visto ancora. Ultima visita di giornata al castello in rovina di Old Wardur (chiuso, ma visto da fuori, strada per arrivarci allucinante a due corsie - teoriche - ma ci passava a malapena la Yaris... in Scozia ci faremo l'abitudine!)
6 agosto: gran medioevo tour, nel Somerset e Dorset. Visto il castello dell'età del bronzo Maiden Castle (Anna fa ironia, perché dopo una considerevole rampegata del castello non si vede nulla, se non il cerchio d'erbetta dove una volta c'erano le mura. Il C1 prende una seconda bidonata: si chiama Castle, ma non c'è castello!). Uran fa il suo primo incontro con un grande gregge di pecore che di mestiere bruca l'erba del monumento inesistente. Bravissimo e un po' terrorizzato non abbaia, nonostante Anna sia paralizzata dal terrore che una pecora possa mangiarsi il suo cane... A seguire Sherborn old castle, rovine bellissime, Muchelney abbey e soprattutto Cleeve Abbey, stupenda! Rischiamo però di non visitarla, perché aldo stanchissimo dalla guida a sinistra non aveva visto l'ingresso!
Uran ama le rovine dei castelli...
7 agosto: Preparazione e partenza per lo Yorkshire, visita a Farleigh Hungerford Castle, castello in rovina affascinante e alle Terme romane a Bath. Questo complesso termale a cui fluisce ancora oggi acqua calda è in ottimo stato di conservazione ed il museo è efficientissimo: allestimento ottimo, barriere architettoniche abbattute, didascalie molto chiare e audioguida (anche in italiano) gratuita. La capacità di promuovere i monumenti inglesi ci continua a lasciare stupiti! Ovviamente arriviamo in campeggio a notte fonda e montiamo nel buio assoluto, senza esserci registrati: scopriremo che è abbastanza usuale, se si arriva tardi, pitch your tent and tomorrow go to the reception! Come poteva chiamarsi un campeggio simile, se non Robin Hood campsite?

Terme romane di Bath

8 agosto: dando credito al nome del campeggio facciamo gli italiani all'estero: alla reception ci dicono che non ci sono più piazzole con la corrente elettrica, ma noi ne vediamo almeno una decina libere... perché un'altra regola dei campeggi inglesi è che quando sono al 30% circa di capienza, si dichiarano completi!!! Quindi, dato che vogliamo farci un caffé con la nostra macchinetta a cialde da viaggio vip, ci spostiamo col tavolino in una delle piazzole vuote e OKKUPIAMO! la torretta dell'elettricità. Visita all'Abbazia di Rievaulx, che si rivela meravigliosa e a seguire la città marittima e il castello di Scarborough. Impossibile fermare Aldo che canta a squarciagola Simon and Garfunkel: Are you going To scarborough Fair!
Urello ama anche le Abbey!
9 agosto: Abbazia e parco acquatico di Fountains, stupendo, grande passeggiata ripiena di godimento tra le rovine dell'abbazia e dei teorici giochi d'acqua (che non c'erano). Non possiamo farci mancare il nostro castello quotidiano: le rovine di Brougham e un cerchio di megaliti a Keswick. Qui Anna si ricorda di essere una temibile prof. in vacanza e sgrida dei ragazzini che spaventano le pecore ivi brucanti. Optiamo per una cena al pub, in un posto molto carino che si chiama Bee hive, dove Aldo scopre la birra Black sheep, una ale di tutto rispetto.
Cheers!
10 agosto: visita alla città di York, con Castello, Villaggio vichingo e Cattedrale. A proposito del villaggio vichingo di Jorvik, Anna accusa il C1 di non capire l'idioma locale e aver preso la certificazione con l'inganno: mi lascio infatti convincere dai toni entusiastici delle brochure e andiamo a visitare, spendendo un capitale (10.25 sterline a cranio: 15 euro a testa, 30mila lire del vecchio conio...) un'attrazione turistica nettamente per bambini (forse...) con ricostruzioni in pupazzotti dei vichinghi che abitavano il villaggio di Jorvik ed un tristissimo giro del villaggio a bordo di una specie di seggiolino da luna park semovente...
Il villaggio di Jorvik. Ci sono dei dubbi...
Eccoci tutti e tre a Whitby!

Per fortuna ci consoliamo con la Cattedrale di Whitby, uno dei rovinassi più belli visti in questa vacanza, che domina una collina in vista dell'oceano. Mette pace e tranquillità, e offre un senso di infinito. Tornando in campeggio, troviamo una fattoria che "vende" patate, nel senso che i sacchi di patate sono a bordo strada e basta mettere una sterlina in una cassetta di metallo incustodita lì vicino, per potersene assicurare un sacco. Immagino come il povero contadino troverebbe la cassettina piena a fine giornata in Italia...
Uran ama anche le rovine romane...eccolo al Vallo di Adriano

11 agosto: finisce la nostra gita in Inghilterra, è tempo di muoverci verso la Scozia! Visitiamo durante il viaggio verso Edimburgo, che sarà la nostra prima tappa lassù, il Mount Grace Priory ed alcuni dei siti dove è visibile il confine tra le antiche terre di Britannia e Caledonia: il Vallo di Adriano. Qui, Uran scopre di essere oggetto di amorose attenzioni da parte delle pecore testa nera dello Yorkshire, che quando lo vedono se ne innamorano e corrono verso di lui belando: terrore nei suoi occhi!


venerdì 16 gennaio 2015

Gran tour teutonico 2014: vacanze in Germania!

In colpevole ritardo...

Ed eccomi qui, come ogni anno, a raccontare ai miei 25 lettori (credo che nel caso dei post di vacanza scendano a 2,5) la nostra vacanza dell'anno, ovvero - per l'estate 2014 - il gran tour teutonico che ci ha portato a scorrazzare allegramente per la grande Germania, campione del Mondo fresca fresca.

Per capire che razza di giro abbiamo fatto provo a riassumerlo: siamo entrati dal sud-ovest (passando dalla Svizzera, con grandi lamentele della nostra driver Anna, terrorizzata dai limiti di velocità da lumaca corredati dagli autovelox elvetici), abbiamo fatto tappa nella Foresta Nera, poi abbiamo iniziato la salita restando sul lato ovest (Heidelberg, Francoforte, Dusseldorf, Colonia, Aquisgrana, su su fino a Brema; poi abbiamo deviato verso est, arrivando all'isola di Rugen (estremità nord-est) e siamo riprecipitati giù passando da est (Dessau, Jena, fino ad arrivare a Monaco di Baviera) per tornare in Italia passando dall'Austria (previa sosta al castello di Neuschwanstein). Insomma, un giro davvero lungo! Tanti km per la nostra super Yaris! Tanti campeggi visitati, tanti posti bellissimi visti.
Un po' di appunti in ordine rigorosamente sparso, così come mi vengono:
1. La cosa che più impressiona della Germania (soprattuto se si arriva dall'Italia) è che le cose semplicemente funzionano, e ciò non stupisce nessuno. Non è niente di spettacolare o eclatante, le cose si limitano a funzionare, tutto si limita ad essere nel posto dove deve essere nel momento giusto. Stupendo, una cosa che a noi lascia tendenzialmente basiti.
2.  La Germania è di una bellezza sorprendente. Mi aspettavo che mi piacesse, ma non che mi piacesse così tanto. E quanto è verde! E quanto è vivibile! E quanto la sanno valorizzare (ma su questo ci torno)!

Nella foresta nera alle cascate di Triberg c'è grande gioia canina

3. I tedeschi sono davvero dei personaggini gradevoli: sempre disponibili, pronti ad aiutarti, capaci di ascoltarti e trovare la soluzione che stavi cercando. Sempre che tu non chieda loro di fare qualcosa fuori dalle regole :) Un aspetto che però mi ha stupito è che io pensavo che chiunque in Germania parlasse un inglese spettacolare, invece non è per nulla così: larghi tratti della popolazione parlano solo tedesco. La cosa divertente è che Anna teoricamente sa il tedesco, ma non mi faceva le necessarie traduzioni, pur capendo cosa le dicevano. E non si sognava ovviamente di parlare in tedesco coi locali, per divertirsi alle mie spalle. Il suo gioco preferito? Alla cassa, mi dicevano il totale in tedesco, lei capiva e io no, e assolutamente non me lo traduceva, lasciandomi ad annaspare. Le gioie del matrimonio, anche in vacanza!
4. A Dusseldorf c'è il quartiere moderno, lungo il fiume, che è semplicemente indescrivibile. Praticamente prima che andasse in rovina la zona del porto fluviale, è stata data la possibilità ad alcuni architetti di grido di intervenire costruendo o rinnovando edifici. L'effetto complessivo, se si ama l'architettura contemporanea, lascia senza fiato!
Uhm mi sembra di vedere delle case progettate da Gehry

5. Il rapporto pedoni/bici vs automobili è totalmente ribaltato rispetto a quanto avviene in Italia. Ok, hanno un sacco di spazio in più, ma scusatemi, il cuore del problema è puramente, semplicemente, politico. Ci sono città (un esempio eclatante è Friburgo, nel cuore della Foresta nera) in cui se sei in giro in macchina ti senti quasi in imbarazzo. Ci sono non solo piste ciclabili ovunque, ma anche una sorta di autostrada della bicicletta (su cui malauguratamente siamo finiti a piedi, rischiando la vita) che non incrocia altre vie e permette ai ciclisti di andare a velocità inaudite. Tutti i centri storici sono solo pedonali, coi parcheggi gratuiti lontani dal centro e a pagamento se ti avvicini. Non è un dramma, e i commercianti riescono a campare alla grande lo stesso (anzi, secondo me campano anche meglio, perché pedonalizzando le strade, la gente le usa e fa acquisti): quindi non venitemi a raccontare le solite storie idiote che se pedonalizzi un tratto di strada stritoli i commercianti, perché ho la netta sensazione che sia una falsità clamorosa. Addirittura, in alcuni centri commerciali, c'è il parcheggio per le auto, ma a pagamento! Tutto è pensato per costringerti ad andarci con la bicicletta, pedalando, pedalando!
6. Il clima è semplicemente terrificante. Sarà stata un'estate strana con piogge ovunque, sarà la nostalgia, sarà perché ti amo, ma non ha mai fatto 24 ore filate senza che piovesse. Fortunatamente non ha mai neppure fatto 24 ore filate di pioggia, però alla lunga tutta quell'acqua è una rottura. Soprattutto se sei in tenda e inizia a piovere mentre stai per accendere il BBQ. Di notte abbiamo avuto un po' freddo (soprattutto al nord, il che non stupisce) ma nulla di grave: pur non avendo il sacco a pelo da montagna ce la siamo cavati con la tuta e un pile. Anche Uran era uno spasso, avvolto in un mio vecchio pile verde, sulla sua brandina!
Posizione di grande dignità nella gelida notte teutonica

7. La cucina tedesca è molto negativa. Non lo scopro certo io, dubito che qualcuno faccia vacanze in Germania per motivi gastronomici, ma ciò che sconcerta maggiormente è gironzolare per un supermercato tedesco. La metà delle cose che vendono nel reparto cibarie ha dei colori decisamente poco invitanti e non avrebbero speranze di essere vendute in un'altro posto. Una nota di merito particolare per un affettato di cui non ricordo il nome, con un colore viola che più viola non si può, decisamente poco accattivante alla vista (non ci siamo spinti oltre, of course). In compenso i wurstel, ovviamente, sono ottimi, così come i crauti (ivi compresi quelli in scatola pronti in 3 minuti, salvataggio di parecchie nostre cene). Solo che dopo 15 giorni di wurstel, per quanto buoni...
In linea generale la famiglia TorrEpis in vacanza funziona così sul cibo: a mezzogiorno ci si arrangia, magari mangiando qualcosa al volo in giro (in questa vacanza quasi immancabilmente bratwurst a un baracchino), la sera ci sono due scuole di pensiero rigidamente contrapposte: Anna vuole cenare in campeggio, Aldo vuole uscire. In Germania non ho avuto difficoltà a lasciare vincere nel 90% dei casi l'ipotesi Anna: somma la gioia data dal nostro fornellino da campeggio, dalla pasta e i sughi portati dai patrii lidi (sughi pronti, sì, ma di Eataly!)! Discorso a parte per le panetterie: il pane tedesco è tendenzialmente molto buono, con tutta una varietà di semi e semini che portano grande gioia. Anche i dolci sono di alto livello, con una nota di merito estrema per la Schwarzwalde kirschtorte, la leggendaria torta della Foresta nera, letteralmente libidinosa.
Una curiosità: tra i vari tipi di pane, ne esiste uno che ha degli effetti collaterali piuttosto spiacevoli se si è in tenda...botti come alla festa di Piedigrotta!
Sua maestà la torta della Foresta Nera

8. La birra tedesca è semplicemente da panico. Io non sono esattamente un esperto in materia, ma so distinguere una birra top... e in Germania le birre top abbondano! Non solo in Baviera: le nostre predilette si sono rivelate la birra Stortebecker (http://www.stoertebeker.com/), meravigliosa, prodotta a Straslund nell'estremo nord in 5-6 varietà una migliore dell'altra (la preferita di Anna? Quella al malto caramellato!) e la Alt di Dusseldorf, di cui abbiamo anche portato a casa un barilottino da 5 litri che ci ha consolato parecchio nelle tristi sere di settembre, una volta rientrati. E la birra costa meno dell'acqua, quindi...!!! Anche i Biergarten, giardini in cui si sbevazza birra a fiumi mangiando il wurstellone hanno il loro perché e meritano di essere visitati!
Un simpatico barilottino di Alt, la birra tipica di Dusseldorf (è quello sulla sinistra)

9. Viaggiare col cane in Germania è meraviglioso. Su questo sono avanti 10mila anni luce rispetto all'Italia: il cane è benvenuto ovunque, non rappresenta mai un problema, in alcuni campeggi non è neppure previsto un pagamento extra! Con Uran (che come è noto non è proprio un esempio di cagnolino docile e di cui neppure ti accorgi...) siamo potuti andare dappertutto, ivi compreso il BMW Welt a Monaco di Baviera. Personalmente credo dipenda anche dal fatto che moltissimi tedeschi possiedano un cane e lo portino con naturalezza in vacanza, ma davvero in questo ci siamo trovati meravigliosamente.
Momento di affetto canino in campeggio

10. Le autostrade tedesche in molti tratti non hanno il limite di velocità. Non è un mito: è vero! Si può decidere di pestare sull'acceleratore senza timore, il che ha il suo lato divertente. Dopodiché le rare volte in cui ho guidato io, la differenza rispetto a dove c'è il limite non si è avvertita poi molto. Quando guidava Anna... beh, si! La nostra driver si è divertita parecchio, nonostante i limiti strutturali della splendida Brunhilde (la nostra Yaris ibrida), non proprio una macchina che fa delle performance sportive il suo cavallo di battaglia.
11. La valorizzazione dei beni artistici/culturali/museali: altro aspetto su cui i tedeschi sono drammaticamente avanti rispetto a noi. Sanno sfruttare e far rendere al meglio ciò che hanno: nella Ruhr abbiamo visitato, con enorme gioia, una acciaieria in disuso (http://www.voelklinger-huette.org/de/weltkulturerbe-voelklinger-huette/), un ex gasometro oggi diventato galleria d'arte a Oberhausen (http://www.gasometer.de/en/) e una miniera di carbone (http://www.zollverein.de/). Pagando il biglietto e fruendo di visite meravigliose e affascinanti. E si trattava di rovine industriali! A Monaco la BMW è riuscita a creare, con l'abbinata BMW Welt - Museo uno spazio che i cittadini e i turisti utilizzano massicciamente, dove la gente va a farsi una passeggiata, a mangiare qualcosa, a passare del tempo rilassandosi, a provare le macchine...Noi abbiamo noleggiato per un'ora lo scooter elettrico e ci siamo fatti una piacevole passeggiata nel centro di Monaco (perdendoci anche, ma questa è un'altra storia). Insomma, sono dei geni nello sfruttare turisticamente ciò che hanno!

Rovine industriali meravigliose nonché patrimonio dell'Unesco

12. Il rapporto dei tedeschi con il periodo del Nazismo è veramente difficile (e ciò non stupisce). Non se ne parla, si cerca di spazzare lo sporco sotto il tappeto, anche se questo significa contravvenire a quanto ho scritto al punto 10. Un esempio eclatante sono gli edifici del Bauhaus a Dessau: un luogo in cui arte, architettura e storia si incontrano, o meglio si dovrebbero incontrare. Purtroppo invece la gestione del luogo è pessima: non c'è un pannello informativo, non si riesce ad avere informazioni esaustive, il prezzo del biglietto è spropositato rispetto a ciò che ti viene offerto, perché sei obbligato a pagare per le mostre temporanee per entrare nell'edificio, salvo poi non farti accedere al 90% degli spazi. Il sospetto che questo letterale affossamento sia dovuto al fatto che per spiegare il Bauhaus si dovrebbe parlare del rapporto tra questi artisti e il regime nazista è veramente concreto.
13. I campeggi tedeschi sono dei piccoli capolavori. Difficile definirli diversamente. Tutto è dove dovrebbe essere, dove ti aspetti che sia e tutto funziona perfettamente. Il bagno del primo campeggio visitato (a Friburgo, nella Foresta Nera) era semplicemente indescrivibile. Unica eccezione in tal senso un campeggio sul Reno vicino a Dusseldorf, i cui bagni sono un container sopraelevato a dir poco dubbio. Affascinante, ma dubbio.
Un bagno così manco a casa!

14. I tedeschi del nord sono matti. Si buttano in acqua come se non ci fosse un domani nel mare del nord mentre la temperatura è appena sopra ai 10 gradi. E tra l'altro il mare del nord è decisamente poco invitante. Io e Uran abbiamo fatto un tentativo di bagno a Rugen ma tra il gelo, la presenza massiccia di meduse e il colore dell'acqua siamo usciti alla velocità della luce. Diciamo che per una vacanza all'insegna della tintarella e dei bagni, la Germania non è in cima alla lista. Ha tanti altri pregi.
15. I prezzi in generale sono assolutamente accettabili. Molte cose costano come in Italia, o anche meno. Ad esempio i campeggi sono davvero economici, se paragonati a quelli italiani. E anche la vita ha prezzi super accettabili (soprattutto se non si esce a cena ma si acquistano le cose al supermercato, come abbiamo fatto quasi sempre noi). I wurstel venduti nei baracchini costano pochissimo e con uno ci si sfama per pranzo, perché sono molto grandi. Anche la benzina costa decisamente meno che in Italia (ma oramai questo non ci stupisce, è così praticamente dappertutto!)

In conclusione, una vacanza molto bella, piacevole, rilassante (o meglio potenzialmente rilassante, se non si pretende di fare millemila chilometri come abbiamo fatto noi!) e adattissima ai campeggiatori incalliti come noi. Über alles!


mercoledì 18 settembre 2013

Bretagna e Normandia: vacanza canina 2013


Eccomi qui, in colpevole ritardo, a raccontarvi la vacanza di quest'anno, che ha visto i vostri eroi esplorare il nord della Francia e più in dettaglio le meravigliose regioni della Normandia e della Bretagna!
Ecco un po' di impressioni sparse:


  1. Entrambe le regioni sono meravigliose. Stupende. Fantastiche. Hanno le loro differenze (riassumibili in: le chiesette sono più belle in Bretagna, le case sono più belle in Normandia) ma un grande fascino che le accomuna
  2. Fa freddo, sì. Ma meno di quanto mi immaginassi. Di giorno si sta bene in pantaloncini e maglietta. Di notte, no. Ma proprio no, per lo meno in tenda. Pile e sacco a pelo fin sopra la testa. 
  3. I francesi sono dei geni della promozione turistica. La spiego in maniera greve, così è più divertente, ma vi giuro che è verosimile. Immaginate un insignificante paesino, come per esempio Gerenzano, dove ho vissuto dai 7 ai 28 anni. Ecco se fosse in Francia (pronuncia: sgerensanò) e per avventura Napoleone fosse passato di lì, 10 km prima di arrivarci, trovereste enormi cartelli con su scritto: "visitate Gerenzano! Il paese dove Napoleone una volta è passato! Venite a vedere l'impronta del suo stivale, rimasta per 200 anni nel fango vicino alla discarica". Ecco, rende l'idea?
  4. Avete presente il mito dello sciovinismo francese? Il fatto che dicono ordinateur e non computer? Télécharger invece di download? Ecco, è tutto vero. Parli con qualcuno in inglese (e non intendo il panettiere, che potrebbe benissimo non sapere una parola d'inglese, intendo qualcuno che per esempio lavora alla reception di un campeggio...) e inevitabilmente ti risponde in francese. Speravo di allenarmi con la lingua in vista del mio settembre lavorativo nella perfida Albione (per inciso, sto scrivendo questo post da Londra :)) e invece mi è toccato togliere le ragnatele al mio francese-da-scuola-media per sopravvivere. Meno male che la professoressa Pini sapeva il fatto suo, e il francese me lo ha insegnato davvero bene!
  5. Sulla gestione canina i francesi sono avanti rispetto a noi di alcuni anni-luce. Ovunque il cane è ben accetto e benvoluto, considerato non-un-problema. Un esempio per tutti: non si può andare a Mont-Saint-Michel col cane, così al grande parcheggio dove bisogna lasciare la macchina è previsto uno spazio apposito di dog-sitting per non lasciarlo in macchina a cuocere da solo. Pazzesco!
  6. La cucina della zona merita. Ci sono alcuni piatti davvero super. Però, santa pace, è necessario per forza mettere così tanto burro ovunque? Voglio dire: in un singolo pain au chocolat non è obbligatorio mettere un intero panetto di burro! Ciò detto, il fatto che al ritorno la Yaris (detto tra parentesi: prima vacanza con la nostra Yaris HSD: spettacolo!) letteralmente scoppiasse di delizie che abbiamo riportato dovrebbe essere un buon indicatore di quanto abbiamo goduto di tali bontà. Ah, e il sidro? Ne vogliamo parlare? Molto, molto positivo! Parlando di cibo: ottime le galettes (crepes salate, fatte con farina di grano saraceno), eccellenti le crepes, ma il massimo della zona è il coquillage, piatti giganteschi di frutti di mare deliziosi. Il top in materia si mangia a Cancale, paradiso delle ostriche. Con lo sterminato piatto di oggetti misteriosi che mi hanno portato c'erano 5 tipi diversi di posate (compreso uno schiaccianoci, per rompere le chele dei granchi) una per ogni delizioso mostro marino. Il top? Secondo me le bulots!
  7. Bretagna e Normandia, essendo in Francia, sono posti decisamente costosi. Tutto costa più che in Italia, in certi casi sensibilmente di più. Noi abbiamo tendenzialmente mangiato in campeggio anche per questo motivo (ma soprattutto perché ad Anna piace molto mangiare in campeggio e anche io mi diverto a cucinare sul mio tecnicissimo fornellino, regalo della mia adorata sorella). Meravigliosa eccezione sono i campeggi: quelli municipali costano pochissimo e sono stupendi. Sempre puliti, sempre curati...servizi essenziali (ma a noi piace così) ma - per rendere un'idea - i prezzi oscillano tra i 12 e i 18 euro tutto compreso (intendo: tenda, 2 persone, cane, auto, elettricità. La medesima combinazione in Italia in un campeggio medio costa praticamente il doppio).
  8. Ci sono le foreste, ma quelle vere! Abbiamo trovato più di una zona con boschi fittissimi e affascinanti. Inoltre la densità di popolazione è bassissima rispetto all'Italia, ci sono molti spazi vuoti, infinite fattorie e una quantità spropositata di MUUUUUUUcche. Bello! Nel campeggio di Commana, di cui potete vedere una foto (nel mezzo di una foresta) i nostri vicini sono arrivati a bordo di...asini! Cioè, loro erano in vacanza con degli asini...ad Uran non è piaciuto molto averli come vicini e credo che anche i successivi ospiti di quella piazzola non abbiano apprezzato molto ciò che gli asini hanno lasciato in eredità!
  9. Se lo stereotipo vuole che i francesi non siano proprio un esempio rinomato di simpatia, questo non si applica in queste due regioni. Avete presente Bienvenue chez les Ch'tis (Giù al nord, in traduzione)? Ecco, normanni e bretoni sono davvero persone molto accoglienti e capaci di metterti a tuo agio. I paesini sono piccoli e tutti ti salutano con un "bonjour" quando li incontri, in campeggio tutti conversano con te e sono disponibili ad aiutarti. Un aneddoto per tutti: il primo giorno in Normandia un gelido vento ha fatto un buco alla tenda e rischiava di strapparla, e noi eravamo in giro da qualche parte e non in campeggio. Ebbene, i vicini si sono prodigati, hanno aggiunto picchetti e impedito la tragedia. Troppo bravi!
  10. I resti megalitici (presenti in gran copia in Bretagna) sono meravigliosi. Soprattutto se riuscite a trovarli: di solito sono indicati piuttosto male (a volte per nulla). Vale la pena, oltre ai ben noti siti di Carnac (impressionante) e della table des marchands di cercare la roche aux fées, che si trova ad Essé. Trattasi di un complesso di dolmen poco conosciuti ma che mi ha davvero colpito. Carnac invece è sconvolgente: guardando gli allineamenti si resta totalmente affascinati dal mistero di queste pietre gigantesche e pesantissime messe in successione. Perché? In quanti? Come? Molte domande affascinanti...
  11. Portatevi il navigatore! Certe stradine sono veramente misteriose...noi a volte ci siamo persi con il navigatore, non oso immaginare cosa avremmo fatto senza! Soprattutto se decidete di non battere la costa-costa (molta gente, traffico, campeggi pieni) ma di stare un po' verso l'interno. Nelle foreste tende a non esserci l'energia elettrica! Se però passate dalla Svizzera e il vostro navigatore (come tutti più o meno) segnala gli autovelox, nascondetelo per bene quando passate la frontiera: è infatti vietato farne uso in Svizzera. Sono strani beh...
  12. Il sentiero dei doganieri è indimenticabile, in tutte e due le zone. Si tratta di un sentiero esclusivamente pedonale che fiancheggia tutta la costa. In svariati posti meravigliosi, è possibile raggiungerlo agevolmente e farsi una bella camminata (portatevi l'acqua da bere). Consigliatissimo vicino al nez de Joburg, a Etretat (che lascia senza fiato, sia detto per inciso), vicino alle spiagge del D-Day, a Cap Frehel, a Carnac...insomma, più o meno ovunque!!! Panorami imperdibili sulle falesie, sulle acque calme o agitate del mare, distese infinite di fiori... 
  13. Le spiagge del D-Day. Pensavo non mi facessero così tanto effetto e invece mi hanno seriamente colpito. I buchi delle granate sono sconvolgenti, così come i bunker che costellano la zona. Il porto artificiale di Arromanches-les-bains vale la visita, lascia sconvolti per ciò che è stato realizzato e odora di salsedine e di eroismo. I cimiteri sono infiniti campi di croci, e il confronto tra quello americano (croci o stelle di davide bianche, una per ogni soldato ucciso) e quello tedesco (sassi neri, ciascuno dei quali indica 2 o 3 soldati) è doloroso. Le guerre si vincono e si perdono e ciò che Hitler aveva architettato è semplicemente orribile. Ma quei ragazzi sepolti li sotto, croci bianche o sassi neri, mi sono parsi tutti meritevoli di lacrime, vere vittime della storia. Pointe du Hoc, con i crateri delle granate...mi ha messo i brividi.
  14. Le Corbusier era un genio. Abbiamo fatto due deviazioni per andare a vedere Notre Dame du Haut a Ronchamp e Ville Savoye a Poissy. Ecco, due gite che valeva la pena fare. Soprattutto la chiesa di Notre Dame du Haut è semplicemente pazzesca. 
  15. Le maree. Io pensavo fosse un po' la solita esagerazione alla francese, figurati se davvero ci sono maree di centinaia di metri...Ecco, invece è tutto vero! Tra la bassa e l'alta marea c'è una differenza che è semplicemente impressionante. Le barche restano in secca, spiagge che non esistevano poche ore prima fanno la loro comparsa in pochissimo tempo, si rischia seriamente di restare isolati sulle scogliere se si è camminato lungo la spiaggia e questa sparisce, ci sono le sabbie mobili...impossibile da descrivere. Vi dico solo che quando siamo andati a Saint-Malo (a proposito, 5 stelle a questa città!) siamo passati su un'enorme spiaggia, kilometrica. E io dicevo ad Anna: "ma dai, non può arrivare il mare fino alle mura, è troppo lontano...". Andiamo a cena, torniamo, e la spiaggia non esiste più, il mare arriva sotto le mura. Wow!
  16. Le falesie. Impossibile non amarle! Dall'alto delle stesse o dalla spiaggia. Meritano. Soprattutto dal sentiero dei doganieri. Soprattutto quelle di Etretat, con l'arco di pietra (vedi foto).
  17. Nelle spiagge à-la-page il cane non è apprezzato. Ma trovare un po' di mare meno alla moda dove fargli fare un bel bagnetto è davvero facile. Gli spazi sono enormi, c'è posto per tutti. Anche posti molto frequentati come lo stupendo sillon del talbert (un misterioso sperone di sassi che per motivi idrogeologici a noi incomprensibili si spinge per circa 3,5 km nel mare, senza che la marea lo copra mai) si trova volendo un tratto di spiaggia dove il cane può farsi una bella corsa e un simpatico puccio. Certo, ci vuole coraggio...l'acqua è veramente gelida! A proposito del sillon de talbert: merita la visita, ma fatela con scarpe davvero comode. 3,5 km sui sassi scoscesi sono veramente faticosi. E quando arrivate, siete in mezzo al mare, collegati alla terraferma solo da questa sottile lingua di terra. L'unica cosa che potete fare, è tornare indietro!
  18. A tal proposito, il bagno è un'impresa quasi impossibile per l'uomo. A parte l'acqua fredda gelida, ci sono le correnti, le sabbie mobili, onde alte centinaia di metri, alghe giganti che ti vogliono intrappolare i piedi e trascinarti alla rovina...insomma, semi impossibile. Io ho fatto un solo mezzo-bagno a Kerlouan (in mutande bianche, vi risparmio la foto...), dove c'è una magnifica casa incastonata nelle rocce. Ma scordatevi l'idea di piacevoli tuffi e lunghe nuotate. I locali le fanno, ma con la muta!
  19. Cose buone che scendono lungo il gargarozzo: assolutamente necessario visitare una fattoria di quelle che produce cidre fermier (sidro di fattoria, ça va sans dire) e succo di mela (jus de pomme). Quest'ultimo è molto più aspro di quello che producono ad esempio in Alto Adige, ma è molto buono. Altra gita meravigliosa ed alcolica si può fare presso uno dei numerosi produttori di Calvados. Ti fanno visitare la cantina, ti spiegano tutto, ti fanno fare una degustazione ed inevitabilmente ti rovini economicamente... capisco ora perché l'Alligatore, il personaggio di molti romanzi noir di Massimo Carlotto ne sia così appassionato!
  20. Continuo a pensare che dire quattro-venti-quindici per dire novantacinque sia una follia. Non me ne vogliate, mes amis!
Foto del viaggio (nel 95% dei casi, il 100% di quelle davvero belle, fatte da Anna): 


lunedì 6 maggio 2013

Hybrid power (ovvero: è arrivata!)

Prima di iniziare ufficialmente il post, ringrazio pubblicamente per lo splendido servizio reso in questi anni (10 con me e 7 prima, senza di me) dalla nostra eroica Ka (soprannominata Sardella o AncKa).

Ciò detto, venerdì - con un anticipo sconvolgente di quasi 3 mesi sul previsto è arrivata:
Eccola nel garage
Ebbene sì, è proprio lei! La nostra nuova meravigliosa Yaris HSD (Hybrid Synergy Drive), gioiello ibrido di tecnologia giapponese! Ci sono moltissime cose da raccontarvi, ad iniziare dagli esilaranti momenti dell'acquisto (con mio suocero - una vita nel mondo dell'automotive - che fa letteralmente a pezzi il povero venditore trovando errori nel listino prezzi del sito web Toyota e su Quattroruote!) alla spasmodica attesa, alla tristezza di Anna per il benservito alla gloriosa Ka, alla mia follia che - ben prima che la vettura varcasse la soglia di casa (del garage?) TorrEpis mi sono scaricato e letto tutto il manuale e mi sono ammazzato di forum sul tema. Ci sono moltissime cose, ma iniziamo dalla fine: Vanellope Brunhilde è meravigliosa! Molto tamarra, come si può vedere, coi suoi fari a led 
Tamarria estrema
e il suo spoiler posteriore, molto divertente col suo non-rumore in partenza. Eh sì, perché da buona ibrida la macchina si accende (con un pulsante!) e tu non ti accorgi, se non per un piccolo ronzio. Quando parti, senti il rumore delle ruote, perché il motore elettrico è veramente silenzioso. Poi ovviamente (sono la persona meno indicata per spiegarvi in dettaglio come funziona) quando entra il motore termico, comunque molto silenzioso, si sente, ma quando va solo in elettrico è incredibile.
Vizio vizio vizio: tetto panoramico!
Divertente da guidare (così mi dicono, al momento abbiamo percorso 450 km in due giorni, di cui circa una ventina con me alla guida...) permette alcune esilaranti dinamiche di gamification alla caccia della guida risparmiosa, grazie al computer di bordo che ti segnala quando hai consumato tanto, quando hai consumato poco, quando sei andato a benzina, quando ad elettricità, quando hai ricaricato la batteria, ecc...e trova ottime nuove scuse per il sano litigio di coppia ("poffarre! il tuo stile di guida è troppo dispendioso" (da Aldo ad Anna) - "perdindirinina! Va bene elettrico, ma se andiamo a 20 all'ora arriviamo tra sei giorni" (da Anna ad Aldo)).
Il meraviglioso rendiconto sui consumi
Ah vi ho detto che ha il cambio automatico? Pensavo fosse più difficile abituarsi, e invece è davvero comodo! Anche se al semaforo cerchi sempre di mettere la prima, e ogni tanto - se sei sovrappensiero - cerchi la frizione, picchiando il piede sinistro a terra!)
Uran trova spazio tra i sedili posteriori per appoggiare il suo testone di cane
E comunque l'evento più esilarante collegato alla nuova vettura (che ho giurato ad Anna avrei raccontato ai miei 25 lettori) è questo: tra i vari capricci, ho voluto a tutti i costi il speed cruise control, ovvero il sistema che permette di impostare la velocità di crociera e lasciare che sia la vettura a mantenerlo (quindi in pratica non devi più usare l'acceleratore). Secondo me è fantastico: c'è sulla macchina di mamma e tutte le volte che l'ho usato ne ho tratto grande godimento, anche perché se guido a lungo in autostrada dopo un po' mi duole il piedino. Insomma, ho fatto il capriccetto e l'ho preteso. Ieri, mentre andavamo a fare la spesa, stavo incredibilmente guidando io e decido che è ora di provarlo: sul viale d'ingresso al campeggio lo inserisco e provo a settarlo a 20 km/h, poiché il viale è ricco di dossi artificiali e passano molte persone. Non funziona, e io ho iniziato a disperarmi e a schiacciare tutti i pulsanti presenti in macchina. Bestemmie assortite. E Anna che rideva, facendomi arrabbiare ancora di più. Arriviamo in piazzola, immediatamente mi fiondo sul manuale. Scopro così che sotto i 40 km/h il sistema non funziona...ilarità generale e titoli di coda.
Eccola che si lascia ammirare in situazione lacustre