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mercoledì 30 ottobre 2024

Attaccare la terra e il sole - Mathieu Belezi

 Libro fortissimo e altrettanto intenso



Il libro parla della colonizzazione francese dell'Algeria e lo fa affastellando, con un ritmo che non lascia respiro al lettore, i due punti di vista contrastanti dei coloni, povera gente mandata allo sbaraglio nel tentativo di coltivare la terra e dei soldati, chiamati alla conquista, mostrati durante le scorrerie impietose. Da un lato si prova pietà per i coloni, dall'altra orrore per i soldati e per i loro capi, osceni nella ferocia. Il tutto raccontato con una prosa strana, assillante, con una punteggiatura praticamente inesistente quasi che il segno di interpunzione, per sua natura chiamato a mettere ordine e farci respirare, sia inadeguata per una narrazione di questo tipo, che deve invece essere incessante, sovrapposta, senza respiro. Il libro è breve e di lettura velocissima, ma al contempo un pugno nello stomaco. Merita la lettura!

4,5 stelle

giovedì 17 novembre 2022

Ufo 78 - Wu Ming

Sempre bravi i Wu Ming


Libro affascinante, come sempre accade coi Wu Ming: solida ricerca storica alle spalle, capacità narrativa fuori dal comune, scrittura estremamente solida, capacità di costruire una storia accattivante. Che bello leggerli!

4,5 stelle

lunedì 24 dicembre 2018

Factfulness - Hans Rosling

Un libro necessario, che ci mostra (anzi, dimostra!) quanto del mondo non capiamo a causa dei nostri preconcetti e della visione distorta che spesso i media ci propinano. L’autore fa ben capire quali siano le sfide e le opportunità che dovremo affrontare nei prossimi anni, rendendo evidente che non si può prescindere dai dati per comprendere dove sta andando il mondo. Peraltro siamo in buona compagnia: il questionario che l’autore ha somministrato in giro per il mondo (preoccupante: a decisori di peso) ha visto praticamente tutti coloro i quali lo hanno fatto ottenere risultati peggiori che se lo avessero compilato a caso. Insomma, una lettura che fa aprire gli occhi e contribuisce a cambiare un po’ la propria prospettiva su temi fondamentali. Scritto in un inglese molto chiaro e semplice da comprendere non mi ha messo in difficoltà.
4 stelle

venerdì 20 luglio 2018

La scomparsa di Joseph Mengele - Olivier Guez

Un libro che si deve leggere

Uno dei libri più belli che io abbia letto negli ultimi anni: vengono raccontati in forma romanzata, ma solidamente appoggiata a ciò che è stato accertato a livello storico, gli anni in sudamerica di Joseph Mengele, il medico nazista che utilizzò Auschwitz per i propri osceni esperimenti (famosissimi quelli sui gemelli). Il libro è scritto davvero bene e i suoi contenuti sono davvero preoccupanti ed osceni. Non perché siano raccapriccianti (non lo sono per nulla, non vengono raccontati dettagli di alcun tipo su ciò che Mengele fece nei campi di concentramento), ma perché - come già ne La banalità del male - ci si trova davanti a una persona che fino alla fine della propria vita non solo non si è resa conto di quanto fosse disumano ciò che aveva fatto, ma addirittura - nel caso di Mengele più ancora che in quelli di Eichmann - è rimasta convinta della bontà in senso assoluto delle proprie azioni. I racconti degli incontri con altri nazisti esiliati è da far accapponare la pelle, così come (mea culpa, non lo sapevo!) leggere come le dittature sudamericane si siano giovate della presenza e delle conoscenze degli scienziati nazisti. Il racconto a proposito del peronismo, per esempio, mi ha fatto tremare i polsi, così come la connivenza paraguayana e brasiliana. Un libro che va letto, un libro scritto benissimo, che si legge tutto d'un fiato, che ci aiuta, in questi tempi bui, a restare umani.
5 stelle

mercoledì 11 febbraio 2015

Michel Houellebecq - Sottomissione

Visionario Houellebecq

Breve romanzo visionario di Houellebecq. Paradossalmente, mentre tutti ne parlano - a causa degli avvenimenti tristissimi accaduti a Parigi - a me, che sono un suo lettore di vecchissima data, è sembrato il romanzo al contempo meno "fastidioso" tra le opere dell'autore francese e il più visionario.
Sotto alcuni aspetti, con le debite cautele disegna uno scenario quasi plausibile (mini spoiler: in pratica in Francia in un futuro prossimo viene eletto presidente della repubblica il rappresentante di un partito musulmano).
Ciò che però c'è maggiormente in questo libro è il lassez-faire nichilista con cui il protagonista accoglie la novità, specchio dell'adagiarsi su posizioni di comodo che contraddistingue molta della nostra classe dirigente.
Il libro ha poi tutti i pregi della scrittura dell'autore, è asciutto e affilato, annoiato e colto, nichilista e maniacale. Credo che meriti una lettura se si è lettori disincantati e si sa andare oltre le provocazioni che Houellbecq tanto ama. Per riflettere in maniera consapevole su libertà di pensiero ed espressione, sull'assurdità del periodo che viviamo, sulla follia del pensiero religioso nelle questioni che dovrebbero riguardare lo stato laico, su sottomissione e ruolo della donna nelle nostre società. Amaro e disincantato, come piace a noi.
(4 stelle)

mercoledì 3 dicembre 2014

E. A. Abbott - Flatlandia

Notevolissimo

Il libro è un'utopia (nel senso di ou-topos: descrive un non luogo, non un luogo ideale) che narra le avventure di un quadrato che vive in un mondo a due dimensioni, la Flatlandia che da il nome all'opera, il quale scopre dell'esistenza della terza dimensione grazie ad una sfera. Non vi racconto il seguito! Questo impianto narrativo molto semplice è lo spunto per una descrizione seria e rigorosa, corredata da disegni e spiegazioni: si intuisce facilmente che l'autore, il reverendo Abbott, è stato un grande didatta. Attraverso la descrizione dell'utopia l'autore ci offre lo spunto per una serie di riflessioni a tutto tondo: si va dalla coerenza delle scienze, all'etica, alla politica in senso nobile fino persino alla gnoseologia. Mentre lo si legge si sorride, ma al contempo è necessario che il cervello sia davvero ben acceso! Molto interessante!

martedì 25 novembre 2014

Gian Antonio Stella - Bolli sempre bolli fortissimamente bolli

Qualunquismo un tanto al chilo

Il libro dovrebbe mettere alla berlina le storture della macchina burocratica che grandi lutti infligge al paese. Operazione solo in parte riuscita, grazie al sovraccarico ideologico e al qualunquismo che anima l'autore, che in realtà non fa altro che tentare di gettare fango, in maniera acritica, su dipendenti pubblici ed assimilabili.
Nessuna distinzione, nessuna spiegazione, solo frasi ad effetto e cifre di stipendi monstre presentati acriticamente. Nessuna spiegazione o approfondimento: quando l'autore illustra certe storture (e ce ne sono molte, quindi parecchio ci sarebbe da dire) si limita ad annunciarle, salvo poi soprassedere sulle spiegazioni analitiche, sostituendo la spiegazione coi puntini di sospensione, utilizzati praticamente ad ogni fine capitolo per lasciare il discorso sospeso o per ricordarci che non vale neppure la pena di spiegare il perchè ed il percome della critica che viene mossa. Insomma: tipico libro figlio del giornalismo italiano, fatto solo di annunci e totalmente superficiale.
Tra l'altro, in molti punti si critica il linguaggio "incomprensibile" della burocrazia e si richiede a gran voce semplicità e chiarezza. Senza capire che non tutto può essere detto "pane e salame", che a volte la complessità è una necessità, che a volte discorsi complessi necessitano di un linguaggio complesso, di rimandi non banali, di richiami a leggi ed esperienze precedenti. 
Attenzione a lasciarsi abindolare dalla sirena del "tutto facile, tutto chiaro", perché, amici, devo dirvi un segreto: il mondo non è semplice e chiaro, ma spesso è complesso e richiede strumenti di decodifica complessi. Poi sicuramente le storture sono molte e molto burocratese è oscuro proprio per risultare impenetrabile, ma denunciare questo grave aspetto senza dargli il giusto approfondimento e il giusto taglio, ovvero banalizzando, rischia di rendere la denuncia inutile ed irritante.
Un altro esempio? In mezzo a mille storture e denunce vengono anche citati esempi virtuosi di dipendenti pubblici: tendenzialmente tutti morti ammazzati. Ora, che esistano persone che - per non piegarsi a logiche mafiose - abbiano pagato con la vita, non ci sono dubbi e sono casi ammirevoli. Ma non si possono citare come *unici casi virtuosi* questi estremi. Chi giorno per giorno lavora con coscienza e fa funzionare le cose in un marasma sempre meno chiaro? Chi da anni vede la propria carriera bloccata per compensare le storture compiute da altri (questo è un caso che conosco molto bene)? L'esercito di precari, cococo e cocopro che da anni lavorano in maniera spesso mirabile nelle pubbliche amministrazioni? Insomma, mi dispiace, ma il tema è grave e avrebbe meritato ben altra trattazione. Stella invece la cosa migliore la fa nella scelta del titolo, per il resto veleggia su un livello di mediocrità, semplicismo e qualunquismo sinceramente irritanti.

domenica 16 giugno 2013

Della difficoltà degli infortuni alla zampa di questo periodo (umani e canini)

Come spesso si dice "tale cane, tal padrone": e così io e Uran abbiamo deciso di essere accomunati da più o meno seri infortuni alla zampa posteriore (nell'uomo dicesi gamba) destra. Lui si è procurato un supertaglio misteriosamente, ed è in lenta (quanto comica: vedi foto) ripresa, io sono riuscito a farmi venire una tendinite di primissimo livello.
Versione elisabettiana del cane nero
Entrambe le situazioni sono difficilissime da sopportare: il canide è molto lagnoso e io e Anna caschiamo costantemente nelle sue trappole affettive ("oooooh povero cane, chissà come soffri! eccoti due-etti-e-mezzo di crudo di Parma per consolazione!") oltre ad averci fatto prendere un vero e proprio colpo mangiandosi integralmente la fasciatura alla zampa che (ingenuamente) gli abbiamo fatto nei primi giorni (con conseguenti telefonate terrorizzate al veterinario, spauracchio di doverla togliere dalla panza per via chirurgica (pianti infiniti di Anna), ed infine - tra grida di giubilo e notevole imbarazzo visto il luogo e l'ora in cui si è avuta la spannung, ovvero davanti a un bar alle otto del mattino - espulsione su cui non scendo in dettaglio, siatemene grati). Insomma, difficile! Anna adesso favoleggia di "scarpe per cani con suola al vibram", campane di vetro sotto cui infilare l'animale ed altre amenità consimili...

Nel frattempo il vostro eroe ha pensato bene di ricavare dalla sua attività calcistica (gioia assoluta e totale) una simpatica tendinite. E siccome non ci facciamo mancare nulla, pare sia piuttosto seria: in effetti quando mi sveglio al mattino o dopo che sto seduto molte ore, fatico a rimettere in moto il piede. E come al solito parte l'epopea del farsi visitare: vai dal dottore, il quale ti manda dallo specialista (nel caso specifico il fisiatra, figura mitologica fino a pochi giorni fa a me totalmente ignota). Telefoni al numero unico delle prenotazioni e ti rispondono "ah si, c'è un posto il 18...di agosto!". Certo, perché visto che tutte le mattine appena sveglio faccio fatica a camminare, mi sembra un'idea eccellente aspettare fino alla seconda metà di agosto! Poi miracolosamente spunta la possibilità (grazie a una rinuncia) di farsi vedere dal fisiatra in tempi brevissimi. Ma ovviamente il fisiatra vuole un esame strumentale (ecografia, nel caso specifico) e poi ti vuole rivedere. Richiamo il numero telefonico, e scopro che - fortunato mortale!- posso fare l'ecografia già il 7 agosto (nota bene: siamo al 15 di giugno) e andare dal fisiatra il giorno dopo. Ora, dico io, a voi sembra plausibile che per fare un esame che deve garantirti la possibilità di tornare a camminare decentemente (oltre a quella, per me ben più importante!, di tornare a calcare i campi di gioco) si debba aspettare quasi due mesi? Col rischio che il tendine (in grande sofferenza secondo il fisiatra) si rompa? No, ma tutto ciò è accettabile dal cittadino che paga regolarmente e con una certa fierezza (so di essere pazzo, è una cosa che mi ha trasferito il nonno Lamberto, che era orgoglioso di pagare le tasse per dare il suo contributo al paese) le tasse?? Secondo me non è accettabile. Vogliamo dirlo? Diciamolo: il sistema sanitario lombardo, gloria e vanto della precedente (e immagino dell'attuale - che si pone in continuità) giunta regionale lombarda palazzinaro-ospedaliera-ciellina di Formigoni è una cagata pazzesca (cit.) ottima per stimolare la sanità privata, pessima se hai la sfortuna di farti male. Perché ovviamente se - nelle stesse strutture in cui devi aspettare due mesi, nota bene! - si è disposti a pagare, si può avere tutto e subito, nel giro di una settimana. Secondo me questa è una situazione vergognosa, la disfatta dell'idea stessa di welfare, che dovrebbe puntare a rendere disponibili servizi di cura uguali per tutti, abbienti e meno abbienti. Alla fine, cercando fuori dalla città di Milano, ho anticipato il tutto a metà luglio (comunque tra un mese, e mi sembra un miracolo: è giusto?), dovrò fare molta attenzione in questo periodo...anche perché (altra assurdità: dover aspettare un mese per sapere una cosa così rilevante a livello di salute personale e di benessere) il rischio cui vado incontro è che se il tendine è troppo degenerato io debba andare incontro ad un'operazione (ricordiamo due importanti punti: ho la soglia del dolore più bassa del mondo e al solo sentir parlare di operazione inizio a tremare di terrore). E lo saprò tra un mese...a meno di non cedere alle lusinghe di Anna, che propone questa soluzione:




martedì 26 marzo 2013

Una cosa che vado dicendo da un po' di tempo

Non se la prendano i miei amici a cinque stelle, ma dalle primissime battute di questo parlamento che - temo - durerà poco, mi sembra stia emergendo chiaramente un fenomeno che secondo me veniva descritto in maniera mirabile dai 99Posse nel lontano millenovecentoeciccia (esattamente 1993, mammamamma quanto sono anziano) nella canzone Tuttapposto. In questa canzone si faceva infatti notare come, nonostante il crollo del socialismo reale, cui per anni e anni si era data la colpa di (quasi) tutti i mali del mondo (lo so, sto semplificando, ma capite il senso generale), non fossero migliorati i migliaia di microproblemi che affliggevano, e rimanevano ad affliggere la gente comune.

>> Qui il testo di Tuttapposto
>> Video su YouYube

Cosa intendo dire? Che secondo me molti (i meno smaliziati, i più smaliziati volevano dare un segnale forte, ma sono quelli che ti dicono "ah no, ma io lo so che Peppecrillo è impresentabile, il mio è un voto di protesta") hanno votato M5S sulla spinta del proprio disagio personale, cercando una soluzione a problemi concreti, pensando in maniera un po' ingenua - ma spesso estremamente sincera - che un cambio radicale potesse risolvere assieme a molti problemi italiani anche quelli personali.
Oggi, coi deputati a 5 stelle in parlamento, tenuti assieme solo dalle figure carismatiche dei loro "megafoni" Grillo e Casaleggio, emerge purtroppo la totale mancanza di un sostrato ideale comune, che vada oltre gli slogan, il V day, il NO! a tutto e tutti. E cosa sta accadendo? Si sta rendendo sempre più evidente che la base del movimento non è univoca (anche negli eletti si nota), ma plurale (le basi, più che la base) e queste basi stanno iniziando a mostrare segni di insofferenza, perché si accorgono che non esiste un accordo su cosa sia più opportuno fare, una piattaforma operativa che vada oltre il vaff...
La scatoletta di tonno del parlamento infatti la si scardina governando, presentando proposte di legge, non facendo i conti della serva sulle brioche servite alla buvette. Le situazioni concrete che stanno adducendo tanto dolore agli italiani si risolvono non dimezzando i costi della politica, e neppure per ipotesi azzerandoli: sono costi che non incidono sul reale bilancio del paese, e inseguire il M5S su questo terreno è una clamorosa ingenuità (che infatti il centrosinistra non si sta facendo mancare, nel proprio atavico tafazzismo).
E così la base scopre che (parafraso Tuttapposto, fate voi le debite proporzioni mi raccomando) nonostante la bella botta presa dalla Ka$ta, i problemi personali della base (delle basi) e quelli strutturali del paese non accennano a risolversi (anzi, l'immobilismo che caratterizza questa fase sta acuendo i disagi causati dalla crisi economica):
"...e Casini nu guaio ha passato,
ma io so' ancora disoccupato"

Cosa accadrà adesso?

giovedì 28 febbraio 2013

A proposito di elezioni (appello a Piergi)

Riporto qui la mia analisi sul risultati delle elezioni, che ho postato a caldo su Facebook, allargata con una semplice riflessione su ciò che sta accadendo e un accorato appello a Bersani.

Facciamo un'analisi fredda. Chi ha vinto, chi ha perso? Sicuramente ha perso e di brutto il centrosinistra, che non è stato in grado di proporsi come alternativa al berlusconismo o al montismo. Anzi, ha pagato carissimo il senso di responsabilità (e ha di fatto favorito B che staccando la spina a Monti ha riguadaganto voti). E la soluzione non sarebbe certo stata Renzi, con i "se ci fosse stato Renzi" non si va da nessuna parte (anche perché molti elettori di sinistra non lo avrebbero votato - ad iniziare da me). Inoltre il centrosinistra non è stato capace, evidentemente, di ascoltare il malessere del paese, e non è certo un mero problema di costi della politica (chi lo dice, dimostra che manco la mazzata gli ha affinato il cervello).

Ha perso anche B, molto meno di quanto io sperassi e lui meritasse (dopo le tr**e di palazzo e il peggior governo che si ricordi a memoria d'uomo, il lettone di Putin e la nipote di Mubarak, il fatto che 1/3 dei voti se li sia beccati fa impressione. Ma comunque perde uno sfracello di punti percentuale).

Ha perso la sinistra estrema (se così si può chiamare rivoluzione civile), ed è inutile che Ingroia prenda in giro sé stesso e i suoi elettori. Non sarebbe stato meglio fare la sinistra della coalizione, chiedo io? Assieme a SEL?

Ha perso la Lega, che ha dimezzato i suoi voti (unica buona notizia per ciò che mi concerne), ma ha vinto con l'impresentabile Maroni (ma come diavolo si fa a votare Maroni, me lo spiegate?) governatore della Lombardia, grazie anche ad una legge elettorale vergognosa, colpo di coda del vergognoso governo regionale precedente.

Nei fatti c'è un solo, unico vincitore, assoluto, ed è il movimento a 5 stelle. Che ha fatto il pieno di voti con una campagna aggressiva e assolutamente centrata sulla pars denstruens. E ora? Sarà in grado di accostare a questa la pars construens? E se ne assumerà la responsabilità? Perché va bene scegliere di volta in volta, ma per farlo, bisogna appoggiare la costruzione di un governo. Il modello siciliano, come lo chiama Grillo, funziona, a patto che si dia la possibilità di creare un governo. Se no, come si votano le proposte caso per caso? La petizione online (http://www.change.org/it/petizioni/caro-beppe-grillo-dai-la-fiducia-al-governo-per-cambiare-l-italia-grillodammifiducia) che Viola Tesi ha lanciato in queste ore, per chiedere a Grillo di dare la fiducia a un governo PD-M5S ha raccolto 100mila firme in poche ore.

Però io sinceramente mi chiedo: ha senso per il PD rendersi ostaggio di Grillo? Non farebbe meglio ad appoggiare un candidato dell'unico movimento che ha realmente vinto, e vigilare su di esso da sinistra? Perché Bersani (che non ha vinto, ok, ma ha pur sempre la maggioranza relativa, non dimentichiamocelo) deve mettersi sotto attacco costante ed esporsi al ridicolo e al rischio di perdere ulteriori voti? Si potrebbe benissimo fare un governo che si dia come programma ciò che c'è in comune (e non è poi così poco) tra i due schieramenti, e che abbia come priorità assoluta la revisione della legge elettorale. Il porcellum ha già fatto fin troppi danni. Messo in atto questo programma, si torna a votare. Ma mi piacerebbe che questo compito se lo assumesse un candidato a 5 stelle, più che Bersani. E che sia Bersani a poter dire "questo sì, questo no", anziché il contrario. Mi piacerebbe (e non lo dico ironicamente, sono serissimo) vedere se il rinnovamento prospettato sia praticabile realmente e a che condizioni. In maniera trasparente, mettendo tutti i documenti in Rete.

Per ciò che mi riguarda, per quel poco che vale, se invece si andasse verso un osceno governo centrodestra-centrosinistra, per il bene dell'Italia, l'unità nazionale e scempiaggini consimili, con un'eminente personalità istituzionale a capo (governo che durerebbe pochissimo e farebbe solo nuove porcate, con l'evidente intento - antidemocratico e schifoso - di escludere l'unica compagine politica che ha vinto queste elezioni), alle prossime elezioni, che sarebbero per l'appunto a breve, per la prima volta in vita mia non voterò.

Però, Piergi, dammi retta: fai un atto di coraggio, e dì a Napolitano che tu appoggerai un governo a 5 stelle. E poi vigila, con il nostro aiuto. E vota la riduzione dei costi della politica, una nuova legge elettorale, la riduzione delle spese militari, l'acqua pubblica. Ma fai provare a questi nuovi soggetti politici e al loro entusiasmo a mediare tra posizioni diverse, a costruire anziché distruggere prendendosi le responsabilità. Non farti tenere sotto tiro tu, alla fine le elezioni le hai non-perse del tutto...

domenica 24 febbraio 2013

Scusate se rompo (il silenzio elettorale)

Un'amica cui voglio molto bene mi ha fatto notare che le ultime cose che ho pubblicato sui socialini a proposito del voto ed in particolare a proposito del voto al movimento 5 stelle potessero risultare offensive (dando in pratica del fesso a chi vota M5S).
Voglio pertanto fare un po' di chiarezza sul tema, e per questo mi permetto di rompere (il silenzio elettorale):

  • qualunque opinione il mio prossimo abbia, lungi da me volergli dare del fesso tout court. Parliamone! Certo se uno mi dice che vuole votare la lega contro Roma ladrona, dopo che in questi anni di governo i loro capoccioni hanno rubato a tutti i livelli (dall'amministrazione del condominio fino al parlamento europeo) posso iniziare a dubitare della loro sanità mentale...
  • ho grandissima stima per tutte quelle persone perbene che, grazie al M5S, si sono avvicinate o riavvicinate alla politica attiva. Davvero enorme stima. Sono convinto che (al di là della retorica) il meraviglioso esercizio democratico, conquistato dai popoli col sangue, debba essere qualcosa di più che mettere due croci su una scheda ogni 5 anni (in Italia più spesso, di solito, ma non è quello il punto). Partecipare alla politica attiva, informarsi, discutere, andare ai comizi, fare i banchetti, sono davvero cose ammirevoli. Massimo rispetto
  • ammiro molto alcune battaglie del M5S, come quella sull'onestà dei propri candidati, la visione green e molto altro
  • non posso (e non voglio)  ignorare che moltissimi miei amici o persone a me vicine hanno intenzione di votare M5S da sinistra. Ecco, davanti a questo fenomeno, voglio solo far notare a chi ha intenzione di votare così che forse (ma io non ne sono convinto) le categorie di destra e sinistra non esisteranno più in senso assoluto, ma gli atti, santa pace, le azioni, le opere e le omissioni sono sempre "colorate": ci sono atti di governo di destra e di sinistra. E se sei convinto di essere uomo o donna di sinistra su certi atti, parole, fatti non puoi e non devi passare sopra, non puoi ignorarli. Un esempio per tutti? Lo ius soli: il concetto di immigrato nato in Italia a sinistra è senza senso (e forse non solo a sinistra: anche in italiano - inteso come lingua - è una contraddizione). Ne volete un altro? Se un'assessore per avventura si accinge a divenire madre, la sua panza si ingrosserà, ma il suo cervello continuerà a funzionare. Togliere le deleghe a un assessore poiché è incinta significa avere un'opinione della donna che non coincide con quella che i miei amici di sinistra che si accingono a votare M5S hanno. E potrei andare avanti...
  • infine, ho visto davvero molte persone votare la lega agli albori "da sinistra", perché volevano la rottura coi vecchi schemi. Passando sopra al razzismo strisciante che essa ha sempre contenuto. Credo che oggi si possa tranquillamente affermare che si è trattato di un tragico errore.
In definitiva: sono pronto a discutere e non voglio dare del fesso a nessuno in maniera aprioristica, ma sono fermamente convinto che votare Grillo da sinistra sia un tragico errore. Un movimento populista è sempre un movimento che guarda a destra, che ha una considerazione del popolo molto diversa rispetto a quella che si ha a sinistra. Pensateci bene, le alternative per dire "basta" rimanendo a sinistra ci sono, eccome. E non facciamo finta che tutti i governi che abbiamo avuto negli ultimi 20 anni siano stati tutti uguali, perché non è così: pensateci bene e ve ne accorgerete!



mercoledì 6 febbraio 2013

Di social network, condivisione, copyleft et similia e sulla restituzione di cose (esemplificazione)

Nei giorni scorsi avrete sicuramente avuto modo di vedere le vignette che prendono in giro un noto politico di centrodestra che si candida in un partito ad personam, per fare leggi ad personam, ma nel caso vinca non sarà premier, il quale ha promesso (in caso di vittoria) che restituirà l'IMU agli italiani, versandolo direttamente sul loro conto corrente. Per intenderci, lo stesso che non ha mai detto che un certo giocatore di calcio (soprannominato peraltro da suo fratello "il negretto di famiglia", Django esci dallo schermo, ti prego e fai giustizia per noi...) è una mela marcia (evidentemente i video che si vedono in rete li hanno prodotti gli alieni). Sì, proprio lui. Beh lasciamolo per un attimo stare ed analizziamo l'interessante fenomeno che le sue cazz parole hanno suscitato in rete: fotomontaggi con la sua immagine e la promessa di restituire le cose più improbabili. Gioco divertente ed ingegnoso, buon esempio di una sorta di umorismo crowsourcing (alcune più divertenti, altre meno).
Non staremo qui a disquisire sul tema se tali vignette facciano o meno il gioco del losco figuro in questione, argomento che si sta dibattendo parecchio, quanto piuttosto ad analizzare un altro triste fenomeno.
Chi ha avuto l'idea per primo di fare questo giochetto? Boh! Ma è così importante? Secondo me, no. Secondo altri sì: su una pagina Facebook sorta alla velocità della luce sul tema, ci tocca leggere un tristissimo appello a "segnalare a Facebook le pagine copiate".

Ma come? La forza di questi fenomeni è proprio l'effetto virale, la condivisione delle idee, il fatto che ognuno aggiunge il suo pezzettino! E ci mettiamo a fare i micragnosi sul tema "io l'ho detto per primo, mamma mamma mi stanno copiando"? Non ci siamo proprio, ragazzi, ma per nulla...giochiamo alla Rete, ma quando le sue regole non ci piacciono ci appelliamo ad idee in decomposizione?

giovedì 24 gennaio 2013

Notizie del principe e di corona, di draghi e cavaliere, ma cos'è una favola?

La citazione di Caparezza che da il titolo al post per proporvi, cari i miei 25 lettori, una riflessione semplice semplice.
Premesso che non conosco bene la faccenda che riguarda Corona (e che non la voglio conoscere, e che mi basta leggere ciò che trovo sul web per confermarmi nella mia idea che è un'idea intelligente non possedere un televisore), leggo sui vari social network di gente che scrive cose del tipo "eh, ma Corona in galera e chi ruba / stupra / uccide / fa qualsiasi efferato reato a piede libero". Ecco, che diavolo di ragionamento è, me lo spiegate? Voglio dire: un latitante si costituisce ed è destinato alla galera? Ok, direi che possiamo essere contenti di questo, non mi pare il caso di fare la classifica di chi avrebbe meritato più di lui di finire in galera. No, perché se ragioniamo così, allora torniamo al caro vecchio argomento del sorite, lo conoscete? Ve lo copioincollo da Wikipedia:

Il paradosso del sorite (dal greco antico σωρίτης sōritēs aggettivo di σωρός sōros, che significa "mucchio") è un paradosso generalmente attribuito al filosofo greco Eubulide di Mileto, noto anche per una formulazione del paradosso del mentitore.
Dato un mucchio di sabbia, se eliminiamo un granello dal mucchio avremo ancora un mucchio. Eliminiamo poi un altro granello: è ancora un mucchio. Eliminiamo ancora un granello, e poi ancora uno: il mucchio diventerà sempre più piccolo, finché rimarrà un solo granello di sabbia. È ancora un mucchio, quando rimane un solo granello? E se un solo granello non è un mucchio, allora in quale momento quel mucchio iniziale non è più un mucchio?

sabato 13 ottobre 2012

Ciò che fa più tristezza di questa guerra tra poveri...

Ciò che mi fa più intristire di questo governo di non-eletti, oltre al fatto che non lo si possa criticare (sono tecnici! Guai a criticare la tecnica!) è che riesce costantemente a mettere in piedi delle operazioni volte a scatenare la guerra tra poveri, approfittando dell'italica capacità di sentirsi sempre i più furbi e di vedere gli altri come quelli-che-mi-vogliono-fregare, e sviando l'attenzione dai provvedimenti seri che però si guardano bene dal prendere.
Prendiamo l'esempio dell'ultima bestialità, l'aumento (a stipendio invariato) dell'orario di lavoro frontale per i docenti delle secondarie (attenzione, ragazzi! Se avete l'avventura di conoscere la scuola non per sentito dire, ma in prima persona, saprete che oltre alle ore in classe ce ne sono molte altre...). Cosa accadrà? Accadrà, che - come ben sostiene Mariangela Galatea Vaglio sul suo blog, la gggente se la riderà, e criticherà aspramente le legittime proteste dei docenti, perché (i corsivi sono miei)...
"Per cui, Egregio Signor Ministro, da docente che ogni giorno entra in classe, questo le volevo dire. Approvi pure il nostro aumento di ore di docenza, per altro passando a tutti il messaggio che noi insegnanti siamo degli scansafatiche privilegiati che fino ad oggi han lavorato poco. Avrà il plauso popolare e Le riuscirà di certo, perché la società, dopo anni di martellamento mediatico, ne è già convinta, e la applaudirà. Ma non gabelli questo taglio per uno strumento per aumentare la qualità della scuola, o migliorare l’efficienza di noi docenti. E’ solo l’ennesimo taglio imposto ad una categoria che al momento non ha la forza di opporsi, né i mezzi, perché non facciamo neppure un lavoro considerato socialmente fondamentale, come i tassisti, ad esempio. In fondo siamo solo quelli che formano le prossime generazioni: degli asini che meritano un po’ di bastone e manco la carota, ha ragione Lei." (http://nonvolevofarelaprof.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/10/12/lettera-molto-seria-di-una-insegnante-al-ministro-profumo/
Ecco, così come i tagli sempre sulle stesse categorie. Quelle da cui è facile pescare. Quelle che anni e anni di campagne mediatiche martellanti (e di gestioni scellerate negli scorsi anni, sia chiaro) hanno fatto passare davanti agli occhi della gggente come categorie di fannulloni col culo nella panna. Ma non si tratta di bastone e carota, stavolta. Si tratta di fette belle spesse di salame, da mettere sugli occhi delle persone, per non far vedere che invece i patrimoni non vengono tassati, che i superstipendi anche pubblici sono intoccabili, che la lotta all'evasione fiscale è ridicola, che la corruzione impera anche in epoca tecnica, che le infiltrazioni malavitose proseguono imperterrite, che i debiti contratti dalle banche li debba pagare il denaro pubblico.
Ma guai a cercare di combattere questi fenomeni! Molto meglio predicare rigore ed equità ed utilizzare la mannaia sempre sui soliti pollastri, magari sottolineando che non ci si può lamentare quando si ha il lavoro garantito e magari a tempo indeterminato, perché quelli che stanno messi male davvero, il lavoro lo hanno perso, altroché.
E così si lascia, o meglio si fomenta il fenomeno, che i poveri si facciano la guerra tra loro per due ceci e un peperone (anzi, non i poveri. La classe media: i poveri veri manco hanno più quei due ceci per cui scannarsi e il peperone se lo sono ritrovati in altro loco), guardandosi in cagnesco alla ricerca di chi ha più privilegi. Il problema è che fino a poco tempo quei privilegi si chiamavano diritti.

lunedì 13 febbraio 2012

Domani

Due premesse.

Premetto che non sono un fan di una festa che vedo come estremamente commerciale, e che trovo piuttosto ordinario che qualcuno ci suggerisca un giorno in cui celebrare l'ammore. L'amore andrebbe celebrato ogni volta che li desideriamo, non trovate?

E questa era la prima permessa. La seconda è che trovo assurdo che si debba fare qualcosa di speciale o diverso per alcune categorie di persone, lo trovo incivile. Non mi piacciono le quote rosa perché le trovo molto "contentino così non rompete le scatole", così come non mi piace l'espressione "diritti delle donne (dei gay, dei neri, dei meridionali, degli ebrei, dei mussulmani, ecc...)". Non vedo la necessità di esplicitare diritti diversi da quelli già compresi nei diritti dell'uomo!

E questa sarebbe la seconda permessa. Peccato che poi tocchi osservare il dibattito che una frase semplicemente idiota di un idiota (che però è stato ministro della Repubblica, che vergogna...) scatena, per rendersi conto del fatto che, purtroppo, in questo paese ad alcune persone non vengano riconosciuti i diritti più normali, come quello ad avere una famiglia.

Per questo, pur non amando né san valentino né il concetto di diritti speciali per persone normali, confesso che questo video mi ha commosso...

mercoledì 14 dicembre 2011

Italiano medio

Si lo so che lo avete già visto tutti... ma se anche ci fosse uno solo che ancora non l'ha visto, lo faccia subito! Io da quando Alessandro me lo ha consigliato non riesco a smettere di guardarlo! Un genio, un genio assoluto!

venerdì 18 novembre 2011

Threnos e lamentazioni nel traffico

[mi scuso coi miei lettori non milanesi, ma credo che -astraendo - il post funzioni ovunque ci sia una città con i suoi pregi e i suoi difetti]

You are not stuck in traffic. You are traffic.
(grazie Laura per la foto, geniale)

Premetto che sono sempre stato un sostenitore dell'Ecopass, una delle poche eredità sensate della precedente giunta milanese. Il problema è che Suor Letizia lo aveva poi fortemente depotenziato: le deroghe erano talmente tante che in pratica l'effetto è quasi nullo. Intendo dire che non far pagare le auto euro4 annullava di fatto l'efficacia di ecopass, sia in termini di qualità dell'aria, sia in termini di congestione, sia in termini di incassi (utili per finanziare il trasposto pubblico: con l'ATM di oggi non possiamo certo fare il paragone con Londra, dove è vero che non puoi di fatto usare la macchina, ma la rete di mezzi pubblici è imbarazzante per qualità e frequenza di passaggio).
I rumors che si sentono in questi giorni come avrete tutti letto, dicono che tra un po' si cambia, e di brutto: niente deroghe, niente prezzi modulari: Ecopass secco a 5 euro e tanti saluti. Visto che i commercianti si lagnano, qualche concessione a loro (che io avrei francamente evitato, ma capisco la ragion di stato) e per il resto rigore e mazzate.
Leggo la notizia, e esulto: ricordo - per chi se lo fosse scordato - che noi milanesi ci siamo espressi in maniera molto netta anche nei referendum che si sono tenuti contestualmente all'elezione del Sindaco, per un potenziamento del meccanismo anti-inquinamento. La nostra città merita un'altra qualità dell'aria, come penso tutte le mattine mentre mi avveleno in circonvallazione con la mia bicicletta.
Ecco, qui casca l'asino: gli stessi qualunquisti che stanno già lamentandosi dell'inasprimento dell'Ecopass (ed odo le loro alte lamentazioni, degne del miglior threnos di vecchiarde greche), sono gli stessi che mentre passeggiano sotto attacco dei tubi di scappamento dei suv tossicchiano e si lamentano dicendo che insomma non se ne può più di questa pollution...quatrà, ma non ve la ricordate la vecchia storia della botte piena e la moglie ubriaca??

domenica 13 novembre 2011

Altro che Monti: passata la sbornia del post-B ecco come uscire dalla crisi

Premesso che per quanto mi riguarda le dimissioni del signor B sono una grande gioia, il pensiero che Gelmini, Nitto Palma, Brunetta, Calderoli non siano più ministri mi fa esultare, confesso che la soluzione Monti non mi aggrada neppure un po'. Perché? In primo luogo perché Monti è uomo delle banche, ma soprattutto perché il parlamento con cui si scontrerà è quello che fino all'altro ieri garantiva la maggioranza al Caimano nel farsi le peggiori leggi pro domo sua, è il parlamento degli Scilipoti e compagnia cantante.
Quindi ho elaborato una soluzione DEFINITIVA ai drammatici problemi del paese, che ci consentirà di uscire dalla crisi economica ma soprattutto sociale che ci attanaglia.
Semplice come l'uovo di Colombo!

Ci dobbiamo vendere alla Germania. In che senso? In senso integrale, l'intera Italia deve essere venduta alla Germania. Dobbiamo diventare un nuovo lander crucco (immagino che ci potremmo chiamare Italien). Dopotutto i tedeschi sono riusciti ad assorbire senza troppi dolori la ex-DDR, riusciranno ad assorbire anche noi. Passiamo da quelli che la 99posse ben descrive così:
chisti cca
machinune e varchetelle vanno in vacanza alle Seichelles sotterfugi e mattunelle magna magna e bustarelle chisti cca lapdance e spugliarelle fanno i festini dint ’e ville se pazzeano ‘e guagliuncelle
chisti cca se trapiantano ‘e capille bucchinari e nnacchennelle vonno tutte ‘e cose belle
‘e cravatte ‘e Marinella ‘a sciampagna cu ‘e taralle latticini e muzzarelle
panettune e sfugliatelle cu 'e canzone d'Apicella chisti cca fanno i tuffi a cufaniello e nuje facimmo ‘e tarantelle tarantelle pe’ campà
alla serietà di Angela Merkel, che va a fare la spesa a piedi al LIDL. Ci pensate che progresso? Diventiamo la prima potenza d'Europa, in culo alla spocchia francese e a Sarkozy.
E voi, cari i miei 25 lettori, vi chiederete perché mai la Germania dovrebbe volerci comprare?? In primo luogo, siamo in saldo (direi che potremmo ipotizzare un prezzo simbolico di 2 euro). E poi i tedeschi adorano le nostre coste e si ritroverebbero di poter andare al mare restando in patria. E la cucina, vogliamo parlarne? Mai più guide turistiche che scrivono "non si va certo in Germania a fare gite enogastronomiche..." ah no? Pasten, pizzen, sughen di ogni generen, dolci di mille varietà al posto della torta della foresta nera, il ragù napoletanen al posto del wurstellone...il tipico vino barolen, l'amaronen, il montepulcianen, il brunellen di montalcinen. Sorvolo sul patrimonio artistico (che i crucchi saprebbero valorizzare molto meglio di noi) e sul meraviglioso carattere solare che ci contraddistingue (ancora una volta: mai più guide turistiche pronte a motteggiare la testa quadra dei crucchi, grazie all'acquisto di noi terronen). Insomma, Angela: siamo un affare! Accattateci! Sporchiamo poco, lo promettiamo, e se ci impegniamo a volte riusciamo anche a fare la raccolta differenziata.
Ah, e non dimentichiamoci...uniti avremmo 7 coppe del mondo, in culo a quei bauscia dei brasiliani!

Gaudium magnum!