venerdì 19 giugno 2026

[mai più senza] 13 a tavola! Il tredicesimo anno dei consigli di lettura di Aldo per l'estate!

Pensavate di salvarvi? e invece, assieme alla scadenza del 730 tornano - grazie come sempre alla sollecitazione di Antonella (grazie!) i famosi consigli di Aldo per le letture estive. Siamo all'appuntamento numero 13, ma non siamo superstiziosi, confidiamo che avremo anche il 14 l'anno prossimo e partiamo immediatamente! 

Ma prima, doverosamente, ecco l'elenco delle dodici puntate precedenti:

[2014] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2014/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2015] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2015/06/mai-piu-senza-torna-lappuntamento-con-i.html

[2016] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2016/07/mai-piu-senza-terzo-appuntamento-con-i.html

[2017] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2017/06/mai-piu-senza-quarto-appuntamento-con-i.html

[2018] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2018/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2019] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2019/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2020] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2020/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html

[2021] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2021/06/mai-piu-senza-lottavo-anno-dei-consigli.html

[2022] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2022/06/mai-piu-senza-il-nono-anno-dei-consigli.html

[2023] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2023/06/mai-piu-senza-e-sono-10-un-decennio-di.html

[2024] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2024/06/mai-piu-senza-lundicesimo-leggasi-11.html

[2025] https://aldotorrebruno.blogspot.com/2025/06/mai-piu-senza-e-siamo-al-dodicesimo.html


Archiviata la parte archeologica, veniamo ai libri di quest’anno, partendo da due libri di non-fiction: in generale tendo a preferire le storie inventate, ma questi due meritano. Luciano Floridi è il primo umanista che leggo che ha un rapporto razionale e sano con l'AI, tema che ha scatenato gli istinti più deteriori di filosofi e letterati. Nel suo La differenza fondamentale scrive in maniera molto chiara qual è l'errore di proiettare su un agente informatico/statistico il concetto di intelligenza, che per noi significa un campo semantico molto ampio e molto scorrelato da quella che è davvero, concretamente, l'AI. Mi piace moltissimo la sua proposta di sostituire il termine intelligenza con quello di agency, il libro si legge con grande gioia anche se non si è specialisti della filosofia per i primi 2/3, poi richiede qualche sforzo o preconoscenza in più, ma ne vale la pena. 

L'altro libro di non-fiction è Scongeliamo i cervelli, non i ghiacciai, di Matteo Motterlini. Tema "caldo", è il caso di dirlo, e approccio davvero eccellente. Il libro risponde in maniera credibile e scientificamente fondata a un dubbio che non si può non porsi: come è possibile che sappiamo benissimo che stiamo percorrendo una china tragica e in accelerazione esponenziale verso l'emergenza climatica, ma continuiamo a ignorare e sottostimare (massicciamente) il tema? E non solo se si hanno i capelli con ciuffo aranciato, ma anche nel quotidiano? Libro anche molto ben scritto, si lascia proprio leggere!
Passiamo poi a un libro che non ho letto per la prima volta quest'anno, ma che ho ri-letto in occasione triste, ovvero la morte del suo geniale autore. Si tratta de Il bar sotto al mare, il mio libro preferito (forse, assieme ad altri 3 o 4) di Stefano Benni. Per l'occasione abbiamo celebrato questo grandissimo autore leggendo alcuni brani ad alta voce in ufficio, è stato un momento molto bello e io ho scelto un paio di racconti da questo volume, e mentre li sceglievo me lo sono riletto tutto. Le storie si susseguono in maniera rutilante, si ride e si pensa. Per me questo libro è Stefano Benni. Grazie SB, ci mancherai!
Per uno dei book club cui partecipo ho letto Dio di illusioni di Donna Tartt, di cui avevo già letto Il Cardellino - che pure consiglio. Nonostante una traduzione criminale, il libro è davvero bello, lei scrive in maniera incredibile e anche la storia si dipana in maniera avvincente. Peccato che nessun editor abbia avuto il coraggio di dirle che con 200 pagine in meno saremmo davvero davanti a un capolavoro assoluto, così invece risulta un ottimo libro che aveva potenzialità maggiori. Alcuni personaggi riusciti, altri molto meno, bella l'atmosfera del campus, ma in definitiva un romanzo cui manca qualcosa.
Venivamo tutte dal mare di Julia Otsuka l'ho letto su suggerimento proprio di Antonella (quindi questo libro non posso ri-consigliartelo): è davvero molto particolare sia a livello stilistico, sia a livello di storia che viene narrata. Iniziamo da qui: non ne sapevo nulla, quindi come sempre in questi casi il fascino è duplice, perchè si tratta davvero di scoprire una situazione molto particolare e che non sospettavo fosse accaduta. Sotto il profilo stilistico, l'autrice ama utilizzare anafore per riprendere concetti medesimi da più lati: a livello teorico pensavo mi infastidisse e invece si rivela estremamente efficace per fare breccia con un concetto. 
Sempre per parlare di rapporto tra forma e contenuto, non c'è nulla come uno dei libri dell'anno, che ho faticato a non mettere nella top-3, vincitore del Booker Prize e libro di cui hanno parlato tutti: Nella carne di David Szalay. Per me si tratta di un’indagine sullo scarto tra il vivere gli eventi e la capacità di abitarli attraverso il linguaggio. Il protagonista, István, attraversa decenni di storia restando però in un’"opacità riflessiva": la sua esistenza rimane aderente alla carne (come da titolo), senza mai elevarsi a coscienza narrante o condivisa. Lo stile sobrio e neutro dell'autore rispecchia perfettamente l'interiorità muta di un uomo che non problematizza la realtà, limitandosi a un "per me ok", la sua battuta più caratteristica. Mai come in questo caso il rapporto stilnovistico tra significante e significato emerge in tutto il suo potere, con la lingua che si adegua al narrato e al vissuto di István. Ne ho scritto diffusamente su Orione, qui: https://www.fondazionesinapsi.it/orione/vivere-senza-dirsi-nella-carne-di-david-szalay/
Ed eccoci al podio! Al terzo posto, uno dei miei autori-feticcio, Michele Mari con il suo bellissimo (e candidato al Premio Strega) I convitati di pietra. Premetto che - come noto - sono un fan della prima ora di Michele Mari. Lo trovo unico in Italia per la sua capacità di scrivere libri sempre diversi pur attraversati da alcuni temi costanti, per la sua scrittura al contempo erudita e godibilissima, per la sua capacità di farti sentire ignorante perché non cogli tutte le citazioni che fa ma anche intelligentissimo e colto perché ne cogli alcune. In questo caso l'idea di partenza è assolutamente geniale, i personaggi caratterizzati meravigliosamente (con le punte straordinarie di Brodo e Semprini), il racconto scorre meravigliosamente. Da leggere, ringraziando commossi il fatto che Michele Mari esista e scriva per noi. 
Al secondo posto, una delle scoperte di quest'anno, di cui sto leggendo anche il libro più recente, ovvero Dario Ferrari. La ricreazione è finita è davvero un gioiello, capace (e alla mia età è sempre più difficile) di farmi ridere di gusto pur non essendo un libro da spanciarsi. Un po' perché invecchio, un po' perché so più cose di prima, ma è sempre più raro leggere un libro che sappia davvero divertirti. Questo romanzo (corposo, ma che scorre in maniera notevole) mi ha sorpreso: offre spunti di riflessione - e non pochi - anche in senso metaletterario, parla di letteratura facendo ottima letteratura. Ma parla anche di un mondo, quello universitario, che conosco molto bene, perché ci sono immerso (da studente, poi assegnista, poi dipendete dell'università e professore a contratto) da circa 30 anni. E lo fa bene, facendoti sorridere mentre pensi, con una scrittura molto solida e piacevole. Il protagonista è un personaggio di quelli che ti ricordi, così come gli altri personaggi, anche quelli un po' stereotipati. E anche il successivo libro, che ancora devo finire e quindi commenteremo il prossimo anno sembra confermare il talento di Ferrari.
And the winner is... Lea Ypi e il suo Libera, altro libro letto assieme al Book Club Polimi. Un libro che ha fatto scattare l'allarme capolavoro: è scritto benissimo (complimenti di cuore anche alla traduttrice) e narra con gli occhi di un'adolescente, Lea, quindi gli occhi dell'autrice, la transizione dal socialismo albanese al libero mercato. Per chi ha la mia età, la scena dell'arrivo della Vlora al porto di Bari, con la gente letteralmente assiepata sui ponti della nave è qualcosa di indimenticabile, che di fatto diede il via alla "caccia al migrante" cui ancora assistiamo e pose le basi dell'agenda politica in tal senso. Il punto più doloroso, a mio avviso, è il clamoroso voltafaccia dell'occidente, che finché si trattava dei fuggitivi isolati ha celebrato come eroi i fuoriusciti dal regime, ma quando poi si è trattato di essere d'aiuto alla transizione, ha lasciato che l'Albania scivolasse nella guerra civile. Quando parla del 1997, anno della guerra civile è particolarmente intenso: non è straziante, ma l'occhio si fa lucido. Così come sul finale. Anche su questo libro ho scritto più diffusamente su Orione: https://www.fondazionesinapsi.it/orione/libera-diventare-grandi-alla-fine-della-storia/

E con questo abbiamo terminato: passate una felicissima estate, cara Antonella e cari i miei altri 24 lettori, e se vi imbattete in libri che volete consigliarmi, sarò qui ad attenderli! 

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