sabato 30 gennaio 2016

Aldocook - 34 - Pasta broccoli e ceci brodosa



 Pasta broccoli e ceci brodosa

Tempo occorrente per la preparazione: 10 minuti, cottura: 25 minuti (a seconda del tempo di cottura della pasta)
Livello: facile
Ingredienti: Ingredienti per 4 persone: due broccoli, una scatola di ceci lessati, mezza cipolla piccola, acqua circa 1,5 l, 250 grammi di pasta corta tipo tubetti o mezze penne, sale, pepe, olio evo, qb

Ho assaggiato questo piatto dalla mia collega Patty, la quale mi ha svelato la ricetta e mi ha dato il permesso di girare il video. Io ne vado pazzo, è un brodo perfetto per le sere invernali! Grazie Patty!

Godetevi la corsa - Irvine Welsh

Oh soci, un libro davvero bello. Al limone!



Godetevi la corsa è un libro di Welsh al 100%, con tutte le caratteristiche di questo autore: una scrittura sgrammaticata e piena di slang, parolacce, gente che muore, gente che tromba in ogni dove...con un personaggio che non si può non amare, il taxista tuttofare grande amatore Gas Terry. La storia si svolge per le strade di Edimburgo ed essendo stato in Scozia quest'estate, il libro mi è risultato ancora più godibile, visto che ad Edimbra e all'orrendo clima scozzese ho lasciato un bel pezzo di cuore. Si ride, ci si scandalizza, si immaginano scene incredibili. Insomma, puro Welsh, davvero. Vale la pena, soci. Al limone!
4 stelle

venerdì 22 gennaio 2016

Tutti i tweet possibili del mondo

Stamattina mi sono svegliato con una domanda che mi ronzava in testa: quanti sono i tweet possibili che esistono? Una domanda che chiunque conosca un po' di matematica avrebbe risolto in un nanosecondo, e che invece io non ero in grado di risolvere. Per fortuna però lavoro al Politecnico di Milano e ho fior di ingegneri a cui chiedere.
Ho così scoperto che prendendo le 26 lettere dell'alfabeto, i numeri dallo 0 al 9, lo spazio (fondamentale!), le 5 lettere accentate gravi (saltiamo le acute per praticità), i seguenti segni di interpunzione: , . ; : ? ! - ovviamente il cancelletto per fare gli #hashtag e pensando che maiuscole e minuscole non facciano differenza, il numero totale di tweet possibili è:

7.174648e+237

Non è pazzesco pensare che in quel numero ci siano un sacco di frasi incomprensibili, pochissime dotate di senso, rispetto al numero, ma tra queste tutte le poesie che stanno in 140 caratteri, l'inizio dei Promessi sposi e di qualunque altro libro, pezzi di terzine dantesche, i peggiori insulti, le più belle frasi d'amore, insomma davvero tutto?
Mi da le vertigini...

(il mio collega a cui l'ho raccontato dice che devo smetterla di bere l'orzo la mattina perché è sicuramente tagliato con qualcosa di strano)

sabato 16 gennaio 2016

Risvegli - Oliver Sacks

Un grande medico, un grande scrittore, un grande uomo

Oliver Sacks, di cui avevo già letto "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" è stato uno dei medici e ricercatori nel campo della neurologia forse più influenti del XX secolo. Nel 2015 è morto di tumore e leggere i suoi ultimi pensieri, che il NYT ha pubblicato nei mesi della malattia, dà la dimensione della grandezza di questo uomo (si trovano facilmente su Internet, vale la pena di cercarli!). E' però proprio in questo libro, in Risvegli, secondo me, che emerge massimamente la dimensione di Sacks: neurologo di importanza mondiale, straordinario divulgatore, scrittore colto e piacevole da leggere. Ciò che più mi ha colpito è quanto io abbia al contempo dovuto faticare per leggere il libro (non sono un medico, quindi i termini tecnici sono ostici!) e al contempo quanto piacere mi abbia dato questa lettura. Piacere di imparare, piacere di scoprire cose che non sapevo, e che Sacks, straordinario professore, mi ha spiegato con pazienza pagina per pagina, dandomi l'esatta dimensione di quanto stava accadendo, in maniera straordinaria ai suoi pazienti.
La medicina auspicata in questo libro è molto vicina alla medicina degli antichi, alla sapienza ippocratea: viene presentata una visione olistica del ben-essere, con frequenti incursioni nella metafisica (Sacks confessa di aver trovato la sua stella polare filosofica nell'opera di Leibniz, ma si vede che conosce molto bene anche Kant e Nietzsche). I suoi pazienti, dopo 40 anni di sonno, vengono risvegliati da una nuova medicina, la L-dopa, e tornano alla vita, in maniera burrascosa, rocambolesca, affascinante, il loro medico ci narra di tali risvegli analizzando il complesso di ogni paziente in ogni sua sfaccettatura, in maniera mai banalizzata, senza mai trattarlo come un numero, piuttosto che i meri sintomi e i fenomeni che accadono. Spiace vedere al giorno d'oggi che invece la medicina è sempre più frequentemente l'opposto, la ricerca della titolazione, del meccanicismo dose del farmaco - effetto, senza alcuna cura a tutto ciò che ci sta intorno, ovvero alle persone che sono i pazienti, i medici, gli infermieri.
Lettura notevolissima, che mi ha insegnato molte cose affascinanti. 
4 stelle!

martedì 5 gennaio 2016

La schiuma dei giorni - Boris Vian


C'è un solo modo per descrivere questo libro di Boris Vian: capolavoro. Mi spiace solo esserci arrivato così tardi, a 41 anni suonati (anzi, proprio di regalo di 41mo compleanno si tratta), ma per fortuna ci sono arrivato!
La scrittura di Vian è davvero incredibile, poetica, surreale, piena di calembour e giochi di parole (a proposito: complimenti al traduttore, deve essere un incubo avere a che fare con un libro così). Si respira, in ogni riga del libro, l'ansia di vita che deve aver contraddistinto il suo autore, si provano sentimenti di enorme pienezza, si intravede un amore che tracima...e si finisce per piangere disperati alla fine, quando si scopre che l'assurdo e l'ineluttabile hanno la meglio sulle nostre vite. Vian gioca con le parole, con la lingua, con la storia è coi suoi incredibili personaggi. Il lettore lo segue affascinato, trovando perfettamente plausibili tutte le sue stramberie e godendone. Un grande libro, in definitiva. Certo, bisogna cambiare registro e accettare situazioni surreali...
5 stelle e grazie a Dani per questo regalo stupendo!
Nota di colore: era da tantissimo che non leggevo un libro di carta... è incredibile come la mia forma mentis sia cambiata, dopo anni e anni di onorato servizio da lettore cartaceo, mi faceva strano non avere la possibilità di evidenziare alcuni brani, o di accedere in un clic al dizionario. Sensazione particolare.

giovedì 31 dicembre 2015

Vi ricordate la michetta? (ovvero il post passatista dell'anno)

Immagine da Wikipedia. Anche loro se la ricordano
Quand'ero piccolo il pane base da qualsiasi fornaio del paese dove abitavo (Saronno prima e Gerenzano poi, provincia di Varese ma più vicine culturalmente e geograficamente a Milano) era la michetta.
La michetta era un panino composto da cinque "spicchi" sormontato al centro da un "bottone". La michetta era croccante fuori, morbida nell'interno degli "spicchi" e rigorosamente vuota al centro.
Appena sfornata era deliziosa, ma anche lungo tutto l'arco della giornata lo era nonostante una tendenza a degradare in fretta: già il giorno dopo era solitamente pessima.
Perfettamente complementare al prosciutto, per dei panini monoporzione che allietavano i nostri pomeriggi.
Un modo sicuro per fare innervosire il nonno Lamberto (arrabbiare sarebbe troppo, e chi lo ha mai visto il nonno Lamberto arrabbiato?) - che ogni mattina di recava da Clerici, il fornaio sotto casa, a prenderle - era quello di decapitare tutte le michette, mangiando il "bottone" centrale e causando inevitabilmente un precoce processo di "possimento": la michetta senza la sua cupola degradava con una velocità inaudita passando subitaneamente gli stati di posso (nel caso della michetta si manifestava con consistenza gommosa) e poi inguaribilmente secco.
Ecco, ve la ricordate la michetta? Quando ero piccolo componeva il 75% più o meno del pane quotidiano di una famiglia gerenzanes-saronnese. Che fine ha fatto la michetta? Perché nessun fornaio le produce più? Dei 4 fornai che ho a portata di passeggiata da casa (e abito a Milano la terra natìa della michetta) nessuno la fa più. Al limite di trova un'imitazione pietosa, piena all'interno, senza alcun senso, totalmente non aerea, horribile visu et manducatu.
Ecco, in questo momento addentando una michetta, di quelle vere, mi sentirei come miss Swann...sto invecchiando?

domenica 20 dicembre 2015

Aldocook - 33 - Crema di crauto rosso e speck



 Crema di crauto rosso e speck

Tempo occorrente per la preparazione: 10 minuti, cottura: 35 minuti
Livello: facile
Ingredienti: 1/2 crauto rosso, 300 gr di patate, 1 spicchio d'aglio, 700 ml di acqua, olio extra vergine di oliva, sale, pepe, 2 fette di speck tagliate grosse
NB: se non si aggiunge lo speck alla fine, ricetta vegana

Dopo quasi un anno di vergognoso silenzio, ecco una nuova puntata! Un'altra ricetta ispirata dalle consegne di Cortilia: rielaborazione di una ricetta trovata nel web che esplora una delle nostre ultime passioni: le creme o vellutate che dir si voglia. Per l'Aldocook abbiamo usato il nostro amato ventennale Bimby, ma ovviamente è possibile preparare questa ricetta anche senza.
In definitiva una ricetta notevolissima: il colore è bizzarro, ma il sapore è buono...certo, deve piacere il cavolo!