domenica 11 novembre 2018

Aldocook 42 - Melanzane ripiene (e peperoni)



Melanzane ripiene (e peperoni)

Tempo occorrente per la preparazione: 2 ore circa, cottura: 30-40 minuti
Livello: difficile.
Ingredienti per 4-6 persone:
6 melanzane piccole e un po’ “ammusciunite”
3-4 peperoni lunghi
4-5 pomodori maturi da sugo
1/2 pagnotta di pane pugliese non freschissimo
1 uovo
50 grammi di parmigiano reggiano
Olio, aglio, prezzemolo, basilico, sedano qb

Un nuovo aldocook dopo tanto tempo, approfittando delle vacanze estive al campeggio in Abruzzo e della disponibilità di papà, maestro assoluto di cucina abruzzese (e non solo). Le melanzane ripiene sono un piatto tipico non di tutto l'Abruzzo, ma specificatamente di Torino di Sangro, paese d'origine della famiglia Torrebruno. La nonna Wanda le faceva in maniera impareggiabile, noi cerchiamo di seguire le sue orme! Si tratta di un piatto complicato e lungo da preparare, ma in grado di solleticare i nostri palati come poche preparazioni al mondo. L'aspetto forse più originale e sorprendente è che non è presente carne nel ripieno, la melanzana viene svuotata e poi riempita di ... sé stessa!

venerdì 26 ottobre 2018

Tre piani - Eshkol Nevo

Eshkol Nevo è la scoperta dell'anno (per me)

Terzo libro di questo autore che leggo da agosto ad oggi: è senza alcun dubbio l'autore-scoperta (per me) dell'anno. Questo libro è geniale: esemplifica la teoria freudiana di Es-Io-SuperIo attraverso la metafora di un appartamento a tre piani e delle tre famiglie che lo abitano. Il rapporto tra il racconto, la teoria freudiana e i tre piani del palazzo è il cuore del racconto (anzi, dei tre racconti, che sono in qualche modo incastrati l'uno nell'altro, come del resto accade nelle nostre anime). Si legge velocissimamente e con grande piacere. Appena sotto a "La simmetria dei desideri", ma davvero di un pelo!
4,5 stelle

lunedì 15 ottobre 2018

I più bei libri letti quest'estate

In una vita in costante rincorsa, ecco delle microrecensioni sui libri più belli che ho letto quest'estate, spaparanzato su una spiaggia, anzi sugli scogli, dell'isola di Korcula in Croazia. Perché se non si trova il tempo per scrivere due righe sul proprio blog (che già di suo boccheggia, anzi bloggheggia, in cerca di attenzioni) sui libri letti, la vita davvero non ha senso!

Partiamo dalla cima della classifica: La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo.
Il libro più bello che ho letto quest'estate, senza se e senza ma. Storia affascinante, raccontata benissimo, scrittura divertente e sicura, personaggi delineati meravigliosamente, con alcuni aspetti assurdi come solo la vita sa esserlo. Questa generazione di scrittori israeliani continua a riservarmi sorprese piacevoli, grazie grazie grazie a Marco per questo suggerimento di lettura! A file ho letto anche Soli e perduti, stesso autore, fa molto più ridere ma gli manca quella punta di emozione che c'è ne La simmetria dei desideri.

Al secondo posto, ma quasi pari merito al primo, c'è Riparare i viventi, di Maylis De Kerangal.
Un libro che ti lascia senza fiato, una storia che ti tocca, ma soprattutto una scrittura semplicemente meravigliosa, ipnotica, capace di incatenarti alla singola pagina. Il libro più toccante che io abbia letto quest'estate! Grazie Stefania del suggerimento!

Un altro interessante è Fiori sopra l'inferno, di Ilaria Tuti.
Si tratta di un libro d'esordio ed è davvero ben scritto, ricco, denso di descrizioni e con una storia avvincente (anche se non originalissima, bisogna dirlo). Noir perfetto come lettura leggera, storia un po' inquietante, narrazione solida. Perfetto per le vacanze. Grazie Francesca per avermelo suggerito anziché abbottarci al buffet!

Infine non posso non nominare Norwegian Wood - Tokio blues di Murakami.
Pur avendo letto gran parte della produzione di Murakami, questo libro, che più di una persona considera assolutamente fondamentale nella sua bibliografia, mi mancava. Per fortuna ho rimediato, così mi sono ricordato come mai io ami tanto questo autore - assolutamente geniale nella sua scrittura e nel suo modo di raccontare. E' chiaro, facciamo fatica a capire situazioni e ritmi, ma la consueta scrittura murakamiana ti attanaglia, ti conquista, ti avvicina... proprio bello!

...che voglia di tornare in vacanza e seppellirmi in un libro!

venerdì 20 luglio 2018

La scomparsa di Joseph Mengele - Olivier Guez

Un libro che si deve leggere

Uno dei libri più belli che io abbia letto negli ultimi anni: vengono raccontati in forma romanzata, ma solidamente appoggiata a ciò che è stato accertato a livello storico, gli anni in sudamerica di Joseph Mengele, il medico nazista che utilizzò Auschwitz per i propri osceni esperimenti (famosissimi quelli sui gemelli). Il libro è scritto davvero bene e i suoi contenuti sono davvero preoccupanti ed osceni. Non perché siano raccapriccianti (non lo sono per nulla, non vengono raccontati dettagli di alcun tipo su ciò che Mengele fece nei campi di concentramento), ma perché - come già ne La banalità del male - ci si trova davanti a una persona che fino alla fine della propria vita non solo non si è resa conto di quanto fosse disumano ciò che aveva fatto, ma addirittura - nel caso di Mengele più ancora che in quelli di Eichmann - è rimasta convinta della bontà in senso assoluto delle proprie azioni. I racconti degli incontri con altri nazisti esiliati è da far accapponare la pelle, così come (mea culpa, non lo sapevo!) leggere come le dittature sudamericane si siano giovate della presenza e delle conoscenze degli scienziati nazisti. Il racconto a proposito del peronismo, per esempio, mi ha fatto tremare i polsi, così come la connivenza paraguayana e brasiliana. Un libro che va letto, un libro scritto benissimo, che si legge tutto d'un fiato, che ci aiuta, in questi tempi bui, a restare umani.
5 stelle

domenica 24 giugno 2018

[mai più senza] I consigli di lettura di Aldo per l'estate 2018 (quinta stagione)

Per il quinto anno consecutivo - senza dare segni di pentimento per l'aver provocato il mio sproloquiare, la mia amica Antonella mi chiede, grazie alla mia nomea di lettore compulsivo, di consigliarle qualche libro da leggere durante la stagione estiva.
Si sa, sono un ragazzo timido e sempre restio al diffondere le mie opinioni in linea generale, parlando di libri, poi.. ed ecco quindi, come di consueto, la mia risposta pubblica, dedicata in primis ad Antonella, ma anche a chiunque altro dei miei 25 lettori.

Per completezza informativa e vanità di vanità branduardesca, ecco i post relativi alle quattro precedenti edizioni di questa rubrica a cadenza annuale:
[2014] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2014/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html
[2015] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2015/06/mai-piu-senza-torna-lappuntamento-con-i.html
[2016] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2016/07/mai-piu-senza-terzo-appuntamento-con-i.html
[2017] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2017/06/mai-piu-senza-quarto-appuntamento-con-i.html

Ed ecco quindi, puntuali come i treni in Giappone, i consigli di Aldo per un'estate di lettura, che ci consenta di darci poi un tono a settembre fingendoci persone di cultura!

Partiamo da una lettura un po' di nicchia, molto adatta però ad amanti della (buona) musica: Rosso Floyd di Michele Mari. L'autore è particolare, o lo si odia o lo si adora - come capita a me, grazie alla sua scrittura ampollosa, supponente, erudita, odiosa e adorabile assieme. Il libro ha come tema i Pink Floyd e più precisamente quel mistero incredibile che è stato il loro fondatore, Syd Barrett. Praticamente per me questo libro è stato il paradiso, capace di fondere due passioni-di-Aldo in maniera così forte da farmi sperare che non arrivasse mai la fine. Se l'autore appassionasse, si può duplicare con Tutto il ferro della Torre Eiffel, un ottimo metodo per sentirsi ignoranti, visto che è costellato di non-detto incomprensibile se non si è dotati di un'erudizione letteraria prodigiosa.

Un altro autore feticcio per me è Ian McEwan, il cui ultimo libro, Nel guscio forse non sarà un capolavoro assoluto (no, non lo è), ma è un libro molto godibile, con un punto di vista molto...originale! Scrittura sempre stupenda, stile asciutto, penna godibile. Vale la pena!

Due libri ben noti, curiosi, intelligenti ma ahinoi non privi di difetti sono i best-seller della fisica di Carlo Rovelli, L'ordine del tempo e Sette brevi lezioni di fisica. Quest'ultimo è il più interessante dei due, con i temi della fisica contemporanea che si avvicinano in maniera sconcertante alla filosofia (e Rovelli si interroga in maniera spesso filosofica mentre spiega), portandoci a porci domande che riguardano non solo la struttura profonda del mondo, ma anche l'esistenza del mondo in senso assoluto ed in rapporto alla nostra osservazione del mondo stesso. L'altro libro tratta il tema del tempo, ma mi aveva lasciato un po' di amaro in bocca. Confrontandomi con la comunità di fisici nucleari del Politecnico - con cui ho la fortuna di pranzare qualche volta - ho scoperto che contiene delle ipotesi che non hanno alcuna evidenza sperimentale. Questo mi ha fatto un po' scadere il libro (la divulgazione è un mestiere troppo importante in un paese che teme l'opinione esperta!) ma comunque credo valga la pena leggere entrambi.

Alleggeriamo con Le tre del mattino di Carofiglio, uno degli scrittori italiani a mio avviso più dotati sotto il profilo della padronanza: riesce a rendere appassionante grazie alla sua scrittura così piacevole da leggere anche una storia che praticamente non esiste come in questo caso. Le frasi che ti colpiscono e ti segnano in questo libro sono molte, a tratti sembra davvero che l'autore si stia rivolgendo a te nello specifico, come quando guardi la Gioconda e hai la sensazione che ti segua con gli occhi. Mi sono segnato queste due, che mi hanno colpito profondamente:
"Poi ci sono occasioni in cui, invece, devi rimanere in silenzio perché nell’aria c’è qualcosa d’impalpabile e prezioso, e le tue parole potrebbero disperderlo in un istante."
(questo è un mio errore tipico, perché non sono capace di tacere quando dovrei e finisco sempre per essere eccessivo e logorroico)
"Tante volte non ci rendiamo conto che le cose che facciamo per la prima volta sono punti di non ritorno. Nel bene e soprattutto nel male. Se sono sbagliate, nessuno ce le restituirà mai piú."
(anche questa è stupenda e quando accade non ce ne rendiamo mai conto, che indietro non si torna, nel bene e nel male).

Passiamo alle due imprese di lettura dell'anno (imprese solo perché corposi per numero di pagine, ché mi hanno riservato grande godimento), libri di quelli che considero due dei più grandi scrittori viventi. Libertà di Franzen, in cui tutti i personaggi riescono in qualche misura a innervosirti. e 4321 di Paul Auster. Iniziamo da Libertà: alcune pagine ti tormentano, altre ti si stampano dentro. Ed è uno di quei romanzi in cui i personaggi si impossessano di te, te li immagini fare cose anche mentre non stai leggendo il libro, ti chiedi cosa penserebbero di una data situazione che ti capita, o come si comporterebbero, o cosa vorresti dire loro se li incontrassi.
Insomma, un libro da leggere e su cui meditare, ricchissimo di spunti di riflessione. E che mi ha fatto dormire poco, nel senso che andavo a letto, iniziavo a leggere e spesso non riuscivo a fermarmi. Quando capita e hai una certa età, vuol dire che stai leggendo un grande romanzo! 4321 è un cospicuo mattone di 900 pagine che intreccia 4 storie, in pratica 4 libri racchiusi in uno. La storia viene raccontata attraverso 4 "sliding doors": ad un certo punto dalla storia si dipanano 3 possibili storie, 3 narrazioni alternative, i cui personaggi pur non essendo sempre gli stessi ricorrono e si rincorrono. Fatica che vale la pena di fare, e che consiglio a tutti: Auster è una certezza.

Passiamo ora a qualche mia grande passione... Prima passione: è tornata la Fred. Abituati al fatto che ogni anno Fred Vargas pubblicasse un libro, siamo rimasti un po' spiazzati quando lo scorso anno si è presa una pausa...e invece con Il morso della reclusa torna il commissario Adamsberg e si incrocia anche con gli storici, altri personaggi dell'universo vargasiano. Libro piacevolissimo sia per chi conosce il pregresso, sia per chi si accosta per la prima volta al commissario più strampalato di Francia.

John Niven merita un discorso a parte. Secondo me è l'autore più interessante della sua generazione, col suo humor inglese così particolare e una penna capace di farti ridere davvero. Con Invidia il prossimo tuo raggiunge a mio avviso le vette toccate dalle sue produzioni migliori (anche se Maschio bianco etero per me resta inarrivabile). Fresco, ben scritto, molto estivo. Un libro da divorare.

Altra passione di Aldo: Paolo Giordano. Divorare il cielo è un libro bellissimo, che anche in questo caso, come dice il titolo, si lascia finire in tutta fretta. Giordano scrive bene (oramai lo sappiamo) e costruisce una sorta di affresco familiare molto particolare, con un uso del tempo piuttosto particolare, spostando il piano temporale avanti e indietro con piccoli passi, muovendosi a volte lateralmente. I personaggi incarnano perfettamente la modernità: da un lato sembrano agire in maniera pressoché svuotata, inconsapevole, dall'altro però tendono ad andare fino in fondo, anche quando non supportati da idee o ideologie forti o incorruttibili, il che li porta a sbagliare, ad agire in maniera contraddittoria, a non essere coerenti con sé stessi. Nel complesso (nonostante qualche smagliatura nella storia, non sempre del tutto credibile) a mio avviso è un libro che vale la pena leggere...anzi divorare!

Per chiudere, il libro-scoperta dell'anno, che consiglio di tutto cuore: La collina di Assaf Gavron. Libro davvero meraviglioso, comunque la si pensi sulla (spinosa) questione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, della complessa situazione israelo-palestinese, del medio oriente in generale. Assaf Gavron racconta la storia di uno degli insediamenti mettendo in luce tutte le particolarità, le contraddizioni, i rapporti umani complessi, le idee alla base e tratteggia un mondo per noi così distante e difficile da comprendere da lasciarci stupiti. Riesce però in questa complessa impresa grazie ad una leggerezza senza pari, racconta avvenimenti tragici nella loro assurdità utilizzando caratterizzazioni dei personaggi riuscitissime e convincenti. Il filo rosso è la storia (anch'essa complicata!) dei fratelli Roni e Gabi Cooper, loro stessi metafora dell'intero libro, in cui l'odi-et-amo spadroneggia. Il libro è scritto magnificamente, la storia è appassionante e divertente, di fatto è il libro più bello che io abbia letto negli ultimi mesi. Consigliato è dir poco!

Buona estate e buone letture a tutti! E se leggendo questi consigli vi è venuto in mente di contraccambiare...siete i benvenuti: ditemi cosa posso leggere quest'estate!

Tutte le recensioni di questi libri (e di molti altri) sono sul mio profilo anobii: http://www.anobii.com/aldotorrebruno/books

domenica 17 giugno 2018

D’amore e me**a (un episodio di vita canina)

In quasi 9 anni di vita insieme, il nostro adorato cagnolone Uran ci ha sempre regalato grandissimo affetto (avete presente la storia che non esista amore più incondizionato di quello di un cane? Ecco, Uran ce lo ricorda ogni volta che rientriamo in casa) e momenti esilaranti: è un cane molto divertente, non ci si annoia con lui...
In settimana abbiamo avuto un momento che vale la pena di raccontare (solo per chi, tra i miei 25 lettori, è di stomaco forte...)

Trattasi di un simpatico accadimento che ha messo fuori gioco il nostro robot aspirapolvere Furiabuia. Occorre premettere, per capire appieno la storia, che Uran è un ragazzo che se la sa cavare e non soffre a stare da solo: ogni mattina quando andiamo al lavoro lo salutiamo, lui ci scodinzola dal divano e poi cade in un sonno profondissimo (così ci assicura Vasante, il custode di casa, che ci giura di non averlo mai sentito abbaiare al mattino, qualunque cosa accada e di vederlo dalla finestra spaparanzato nella sua ciotola, con la bolla al naso) da cui si risveglia solo al ritorno di Anna o mio. Se anche facciamo tardi, se la cava senza problemi, cerchiamo di non lasciarlo abbandonato per più di 6-7 ore, ma è capitato di arrivare anche fino a 9-10 senza che ci siano stati imprevisti, non ha mai fatto alcun disastro in casa, mangiato muri, scarpe o suppellettili varie...insomma, sotto questo aspetto di Urello ci si può fidare. L’unico suo difetto in tal senso - che gli è valso il soprannome “psiche da sogliola” - è che se si verificano abbandoni lunghi ripetuti per più giorni, o che avvengono dopo il weekend, quindi dopo che ha passato due giorni costantemente con noi, gli capita di soffrire di cacchite folgorante psicosomatica.

Ebbene, quel giorno orribile Anna rientra a casa con la sua biciclettina, e entrando annusa l’aria e dice a sé stessa: “poffarre, devo aver pestato una merda!”. Poi chiude la porta alle proprie spalle ed esclama: “perbacco, deve essere stata una merda molto grande a giudicare dall’odore nauseabondo”. Accende la luce e si accorge che in tutta la casa è letteralmente spalmata una patina di merda, come fosse cera dopo il passaggio della lucidatrice. Il povero Uran (...) la osserva, orecchie tirate all’indietro ed espressione contrita e colpevole classica di quando sa di aver combinato qualche disastro.

Segni di ruote solcano l’oceano marron che è diventato il nostro pavimento ed in un lampo la situazione si fa chiara. Uran è stato male, ha prodotto pensiero in forma tutt’altro che compatta (del resto la modernità è caratterizzata dal pensiero liquido...) e poi ad un certo punto, seguendo la sua programmazione (maledetti smart objects!) il roomba è partito per fare le pulizie. La scena è inimmaginabile, l’odore è financo peggio. Per fortuna il ritrovamento è stato fatto da Anna e non dal vostro scriba, il quale dinnanzi a tale scena avrebbe: a) vomitato; b) messo in vendita la casa as it was, cane compreso; c) dato fuoco al condominio (brucia, fuoco purificatore!); d) seppuku per la vergogna e l’orrore.

Di fila è possibile leggere la trascrizione della conversazione telefonica, di cui siamo venuti in possesso grazie ai nostri potenti mezzi:

Anna: dove sei?
Aldo: eh in ufficio, sto finendo un lavoro
Anna: ok, molla tutto e corri a casa
Aldo (preoccupato): ma che succede?
Anna: eh, lo vedrai...ho bisogno che mi porti fuori il cane che devo pulire molto molto bene la casa, corri!

Il vostro autore si trasforma così in Gianni Bugno e vola con la sua biciclettina a casa. Nel frattempo la pulizia è iniziata (santa donna!), ciononostante le nari del vostro vengono messe a durissima prova. Così come la tentazione di mettere il povero Uran su eBay ...

La storia ha per fortuna un lieto fine, almeno parziale: usando circa 3 litri di lisoform e il napalm Anna riesce infatti a pulire ogni anfratto della casa (l’infame Furiabuia infatti è molto scrupoloso, il che di solito è un bene, e pulisce maniacalmente ogni angolo...lascio al lettore la fatica di immaginarsi cosa ciò possa aver significato nella particolare situazione) e al rientro dalla lunga passeggiata io e Uran veniamo investiti da un piacevole profumo di pulito e da Anna che racconta la questione ai miei suoceri ridendo come una matta. C’è però una vittima, schiacciata dal proprio stacanovismo: la foto qui sotto, adatta solo a stomaci forti, mostra lo stato in cui versava Furiabuia, il povero roomba. Incredibile dictu, nonostante sia stato pulito a fondo, pare non riprendersi più...il modo di dire “ne ha dovuta ingoiare di merda, nella sua vita” gli si addice in maniera particolarmente appropriata!

venerdì 8 giugno 2018

Divorare il cielo - Paolo Giordano

Divorare il libro
Facendo onore al titolo, ho letteralmente divorato questa ultima fatica di Paolo Giordano, leggendo tra l'altro in situazioni complicate (ovvero prima di addormentarmi in un periodo lavorativo difficile, finendo per leggere troppo a lungo e alzarmi al mattino totalmente bollito). Quando accade, significa che il libro che sto leggendo è un grande libro, narrato in maniera da incatenarmi alla pagina e spingermi sempre un passo oltre. Giordano scrive bene (oramai lo sappiamo) e costruisce una sorta di affresco familiare molto particolare, con un uso del tempo piuttosto particolare, spostando il piano temporale avanti e indietro con piccoli passi, muovendosi a volte lateralmente. I personaggi incarnano perfettamente la modernità: da un lato sembrano agire in maniera pressoché svuotata, inconsapevole, dall'altro però tendono ad andare fino in fondo, anche quando non supportati da idee o ideologie forti o incorruttibili, il che li porta a sbagliare, ad agire in maniera contraddittoria, a non essere coerenti con sé stessi. Ciò è vero anche, ad esempio, per le convinzioni ambientaliste: forse il solo Bern riesce ad essere fedele a sé stesso, ma cade in frequenti contraddizioni su una miriade di altri aspetti del proprio carattere.
Nel complesso (nonostante qualche smagliatura nella storia, non sempre del tutto credibile) a mio avviso è un libro che vale la pena leggere...anzi divorare!
5 stelle

lunedì 4 giugno 2018

Una vita da libraio - Shaun Bythell

Libro divertente e molto scozzese

Amo i libri e amo la Scozia, quindi questo libro (che ho deciso di leggere perché mi piaceva la copertina, secondo una metodologia che non sempre ripaga...) è stato per me assolutamente meraviglioso: l'autore è il proprietario del più grande negozio di libri usati scozzese, in una cittadina nel Galloway teatro di un importante festival letterario, caratterizzata da un numero spropositato di librerie. Il libro è un diario, a volte un po' noioso, ma solitamente assolutamente spassoso, in cui le vicende che capitano nel Book shop sono la scusa per le riflessioni dell'autore un po' a tutto tondo, ma in particolare sul mondo dell'editoria e dei libri in generale. E su come Amazon stia agendo (dal suo punto di vista distruggendolo) su tale mondo. Alcuni momenti sono davvero esilaranti (l'ironia dell'autore è davvero sottile) e l'intero libro è pervaso di amore per la Scozia. Insomma, mi è venuta una voglia matta di andarlo a trovare! Ah...l'ho letto sul kindle, se mi becca il buon Shaun mi picchia (un kindle cui ha sparato col fucile da caccia e poi incorniciato, campeggia nel Book shop, lo si può vedere anche sul loro profilo Facebook). O_O
4 stelle

mercoledì 2 maggio 2018

Invidia il prossimo tuo - John Niven

Grandissimo Niven

Un altro libro letteralmente divorato, letto (al lago, nel relax) in due giorni in maniera quasi febbrile. Niven si conferma un autore di assoluto genio, capace di una scrittura divertente, arguta, appassionante, ricca di verità seppellite sotto una coltre di humor inglese. Il tema del libro è il rapporto tra due amici e il rispettivo successo nella vita, attraverso una storia di aiuto, redenzione e discesa agli inferi. C'è amarezza, di fondo, c'è consapevolezza di come i privilegi di classe facciano la differenza e c'è soprattutto ottima scrittura. Niven è davvero il narratore inglese più interessante della sua generazione, degno erede di Coe e di Hornby. Freschissimo, divertente...ne vale la pena!
4,5 stelle

venerdì 27 aprile 2018

Respiro corto - Massimo Carlotto

Carlotto in grande forma

Quando leggi un libro in un giorno, c'è poco da fare o da dire...non sarà un capolavoro, ma sicuramente ha dalla sua la capacità di agganciarti, affascinarti e portarti dentro la sua storia. Così è per questo libro di Carlotto, uno dei miei autori preferiti. Un libro di 6 anni fa, che per motivo oscuri mi era sfuggito...ma ho prontamente rimediato. La storia si svolge a Marsiglia (è il secondo libro che leggo quest'anno che si svolge a Marsiglia, dopo le tre del mattino di Carofiglio...mi sta venendo voglia di andarci!), nel sottobosco violento di una città agitata da bande rivali di diverse etnie e teatro di traffici di ogni genere. Personaggi interessanti e mai banali, una banda di criminali 2.0, una poliziotta lesbica dai modi decisamente fuori-dalla-legge...c'è tutto per conquistarti e agganciarti!
4 stelle

martedì 24 aprile 2018

Le dieci mappe che spiegano il mondo - Tim Marshall

L'assunto di base del libro è semplice ma tutt'altro che banale: la geografia, che noi tendiamo a snobbare come criterio che ci spieghi un po' di geopolitica è in realtà fondamentale. Molte delle relazioni (anche complicate) tra Stati sono condizionate, se non proprio causate, da situazioni geografiche che condizionano più o meno massicciamente la politica. Il libero analizza 10 mappe, mostrando come la storia della varie parti del mondo sia legata a doppio filo dai vincoli e le opportunità che la geografia ci impone. Libro ben scritto, si vede che l'autore è molto esperto e le sue opinioni non risultano mai banali. Molto interessante!
4 stelle (ho imparato tanto)