domenica 24 giugno 2018

[mai più senza] I consigli di lettura di Aldo per l'estate 2018 (quinta stagione)

Per il quinto anno consecutivo - senza dare segni di pentimento per l'aver provocato il mio sproloquiare, la mia amica Antonella mi chiede, grazie alla mia nomea di lettore compulsivo, di consigliarle qualche libro da leggere durante la stagione estiva.
Si sa, sono un ragazzo timido e sempre restio al diffondere le mie opinioni in linea generale, parlando di libri, poi.. ed ecco quindi, come di consueto, la mia risposta pubblica, dedicata in primis ad Antonella, ma anche a chiunque altro dei miei 25 lettori.

Per completezza informativa e vanità di vanità branduardesca, ecco i post relativi alle quattro precedenti edizioni di questa rubrica a cadenza annuale:
[2014] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2014/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html
[2015] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2015/06/mai-piu-senza-torna-lappuntamento-con-i.html
[2016] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2016/07/mai-piu-senza-terzo-appuntamento-con-i.html
[2017] http://aldotorrebruno.blogspot.com/2017/06/mai-piu-senza-quarto-appuntamento-con-i.html

Ed ecco quindi, puntuali come i treni in Giappone, i consigli di Aldo per un'estate di lettura, che ci consenta di darci poi un tono a settembre fingendoci persone di cultura!

Partiamo da una lettura un po' di nicchia, molto adatta però ad amanti della (buona) musica: Rosso Floyd di Michele Mari. L'autore è particolare, o lo si odia o lo si adora - come capita a me, grazie alla sua scrittura ampollosa, supponente, erudita, odiosa e adorabile assieme. Il libro ha come tema i Pink Floyd e più precisamente quel mistero incredibile che è stato il loro fondatore, Syd Barrett. Praticamente per me questo libro è stato il paradiso, capace di fondere due passioni-di-Aldo in maniera così forte da farmi sperare che non arrivasse mai la fine. Se l'autore appassionasse, si può duplicare con Tutto il ferro della Torre Eiffel, un ottimo metodo per sentirsi ignoranti, visto che è costellato di non-detto incomprensibile se non si è dotati di un'erudizione letteraria prodigiosa.

Un altro autore feticcio per me è Ian McEwan, il cui ultimo libro, Nel guscio forse non sarà un capolavoro assoluto (no, non lo è), ma è un libro molto godibile, con un punto di vista molto...originale! Scrittura sempre stupenda, stile asciutto, penna godibile. Vale la pena!

Due libri ben noti, curiosi, intelligenti ma ahinoi non privi di difetti sono i best-seller della fisica di Carlo Rovelli, L'ordine del tempo e Sette brevi lezioni di fisica. Quest'ultimo è il più interessante dei due, con i temi della fisica contemporanea che si avvicinano in maniera sconcertante alla filosofia (e Rovelli si interroga in maniera spesso filosofica mentre spiega), portandoci a porci domande che riguardano non solo la struttura profonda del mondo, ma anche l'esistenza del mondo in senso assoluto ed in rapporto alla nostra osservazione del mondo stesso. L'altro libro tratta il tema del tempo, ma mi aveva lasciato un po' di amaro in bocca. Confrontandomi con la comunità di fisici nucleari del Politecnico - con cui ho la fortuna di pranzare qualche volta - ho scoperto che contiene delle ipotesi che non hanno alcuna evidenza sperimentale. Questo mi ha fatto un po' scadere il libro (la divulgazione è un mestiere troppo importante in un paese che teme l'opinione esperta!) ma comunque credo valga la pena leggere entrambi.

Alleggeriamo con Le tre del mattino di Carofiglio, uno degli scrittori italiani a mio avviso più dotati sotto il profilo della padronanza: riesce a rendere appassionante grazie alla sua scrittura così piacevole da leggere anche una storia che praticamente non esiste come in questo caso. Le frasi che ti colpiscono e ti segnano in questo libro sono molte, a tratti sembra davvero che l'autore si stia rivolgendo a te nello specifico, come quando guardi la Gioconda e hai la sensazione che ti segua con gli occhi. Mi sono segnato queste due, che mi hanno colpito profondamente:
"Poi ci sono occasioni in cui, invece, devi rimanere in silenzio perché nell’aria c’è qualcosa d’impalpabile e prezioso, e le tue parole potrebbero disperderlo in un istante."
(questo è un mio errore tipico, perché non sono capace di tacere quando dovrei e finisco sempre per essere eccessivo e logorroico)
"Tante volte non ci rendiamo conto che le cose che facciamo per la prima volta sono punti di non ritorno. Nel bene e soprattutto nel male. Se sono sbagliate, nessuno ce le restituirà mai piú."
(anche questa è stupenda e quando accade non ce ne rendiamo mai conto, che indietro non si torna, nel bene e nel male).

Passiamo alle due imprese di lettura dell'anno (imprese solo perché corposi per numero di pagine, ché mi hanno riservato grande godimento), libri di quelli che considero due dei più grandi scrittori viventi. Libertà di Franzen, in cui tutti i personaggi riescono in qualche misura a innervosirti. e 4321 di Paul Auster. Iniziamo da Libertà: alcune pagine ti tormentano, altre ti si stampano dentro. Ed è uno di quei romanzi in cui i personaggi si impossessano di te, te li immagini fare cose anche mentre non stai leggendo il libro, ti chiedi cosa penserebbero di una data situazione che ti capita, o come si comporterebbero, o cosa vorresti dire loro se li incontrassi.
Insomma, un libro da leggere e su cui meditare, ricchissimo di spunti di riflessione. E che mi ha fatto dormire poco, nel senso che andavo a letto, iniziavo a leggere e spesso non riuscivo a fermarmi. Quando capita e hai una certa età, vuol dire che stai leggendo un grande romanzo! 4321 è un cospicuo mattone di 900 pagine che intreccia 4 storie, in pratica 4 libri racchiusi in uno. La storia viene raccontata attraverso 4 "sliding doors": ad un certo punto dalla storia si dipanano 3 possibili storie, 3 narrazioni alternative, i cui personaggi pur non essendo sempre gli stessi ricorrono e si rincorrono. Fatica che vale la pena di fare, e che consiglio a tutti: Auster è una certezza.

Passiamo ora a qualche mia grande passione... Prima passione: è tornata la Fred. Abituati al fatto che ogni anno Fred Vargas pubblicasse un libro, siamo rimasti un po' spiazzati quando lo scorso anno si è presa una pausa...e invece con Il morso della reclusa torna il commissario Adamsberg e si incrocia anche con gli storici, altri personaggi dell'universo vargasiano. Libro piacevolissimo sia per chi conosce il pregresso, sia per chi si accosta per la prima volta al commissario più strampalato di Francia.

John Niven merita un discorso a parte. Secondo me è l'autore più interessante della sua generazione, col suo humor inglese così particolare e una penna capace di farti ridere davvero. Con Invidia il prossimo tuo raggiunge a mio avviso le vette toccate dalle sue produzioni migliori (anche se Maschio bianco etero per me resta inarrivabile). Fresco, ben scritto, molto estivo. Un libro da divorare.

Altra passione di Aldo: Paolo Giordano. Divorare il cielo è un libro bellissimo, che anche in questo caso, come dice il titolo, si lascia finire in tutta fretta. Giordano scrive bene (oramai lo sappiamo) e costruisce una sorta di affresco familiare molto particolare, con un uso del tempo piuttosto particolare, spostando il piano temporale avanti e indietro con piccoli passi, muovendosi a volte lateralmente. I personaggi incarnano perfettamente la modernità: da un lato sembrano agire in maniera pressoché svuotata, inconsapevole, dall'altro però tendono ad andare fino in fondo, anche quando non supportati da idee o ideologie forti o incorruttibili, il che li porta a sbagliare, ad agire in maniera contraddittoria, a non essere coerenti con sé stessi. Nel complesso (nonostante qualche smagliatura nella storia, non sempre del tutto credibile) a mio avviso è un libro che vale la pena leggere...anzi divorare!

Per chiudere, il libro-scoperta dell'anno, che consiglio di tutto cuore: La collina di Assaf Gavron. Libro davvero meraviglioso, comunque la si pensi sulla (spinosa) questione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, della complessa situazione israelo-palestinese, del medio oriente in generale. Assaf Gavron racconta la storia di uno degli insediamenti mettendo in luce tutte le particolarità, le contraddizioni, i rapporti umani complessi, le idee alla base e tratteggia un mondo per noi così distante e difficile da comprendere da lasciarci stupiti. Riesce però in questa complessa impresa grazie ad una leggerezza senza pari, racconta avvenimenti tragici nella loro assurdità utilizzando caratterizzazioni dei personaggi riuscitissime e convincenti. Il filo rosso è la storia (anch'essa complicata!) dei fratelli Roni e Gabi Cooper, loro stessi metafora dell'intero libro, in cui l'odi-et-amo spadroneggia. Il libro è scritto magnificamente, la storia è appassionante e divertente, di fatto è il libro più bello che io abbia letto negli ultimi mesi. Consigliato è dir poco!

Buona estate e buone letture a tutti! E se leggendo questi consigli vi è venuto in mente di contraccambiare...siete i benvenuti: ditemi cosa posso leggere quest'estate!

Tutte le recensioni di questi libri (e di molti altri) sono sul mio profilo anobii: http://www.anobii.com/aldotorrebruno/books

domenica 17 giugno 2018

D’amore e me**a (un episodio di vita canina)

In quasi 9 anni di vita insieme, il nostro adorato cagnolone Uran ci ha sempre regalato grandissimo affetto (avete presente la storia che non esista amore più incondizionato di quello di un cane? Ecco, Uran ce lo ricorda ogni volta che rientriamo in casa) e momenti esilaranti: è un cane molto divertente, non ci si annoia con lui...
In settimana abbiamo avuto un momento che vale la pena di raccontare (solo per chi, tra i miei 25 lettori, è di stomaco forte...)

Trattasi di un simpatico accadimento che ha messo fuori gioco il nostro robot aspirapolvere Furiabuia. Occorre premettere, per capire appieno la storia, che Uran è un ragazzo che se la sa cavare e non soffre a stare da solo: ogni mattina quando andiamo al lavoro lo salutiamo, lui ci scodinzola dal divano e poi cade in un sonno profondissimo (così ci assicura Vasante, il custode di casa, che ci giura di non averlo mai sentito abbaiare al mattino, qualunque cosa accada e di vederlo dalla finestra spaparanzato nella sua ciotola, con la bolla al naso) da cui si risveglia solo al ritorno di Anna o mio. Se anche facciamo tardi, se la cava senza problemi, cerchiamo di non lasciarlo abbandonato per più di 6-7 ore, ma è capitato di arrivare anche fino a 9-10 senza che ci siano stati imprevisti, non ha mai fatto alcun disastro in casa, mangiato muri, scarpe o suppellettili varie...insomma, sotto questo aspetto di Urello ci si può fidare. L’unico suo difetto in tal senso - che gli è valso il soprannome “psiche da sogliola” - è che se si verificano abbandoni lunghi ripetuti per più giorni, o che avvengono dopo il weekend, quindi dopo che ha passato due giorni costantemente con noi, gli capita di soffrire di cacchite folgorante psicosomatica.

Ebbene, quel giorno orribile Anna rientra a casa con la sua biciclettina, e entrando annusa l’aria e dice a sé stessa: “poffarre, devo aver pestato una merda!”. Poi chiude la porta alle proprie spalle ed esclama: “perbacco, deve essere stata una merda molto grande a giudicare dall’odore nauseabondo”. Accende la luce e si accorge che in tutta la casa è letteralmente spalmata una patina di merda, come fosse cera dopo il passaggio della lucidatrice. Il povero Uran (...) la osserva, orecchie tirate all’indietro ed espressione contrita e colpevole classica di quando sa di aver combinato qualche disastro.

Segni di ruote solcano l’oceano marron che è diventato il nostro pavimento ed in un lampo la situazione si fa chiara. Uran è stato male, ha prodotto pensiero in forma tutt’altro che compatta (del resto la modernità è caratterizzata dal pensiero liquido...) e poi ad un certo punto, seguendo la sua programmazione (maledetti smart objects!) il roomba è partito per fare le pulizie. La scena è inimmaginabile, l’odore è financo peggio. Per fortuna il ritrovamento è stato fatto da Anna e non dal vostro scriba, il quale dinnanzi a tale scena avrebbe: a) vomitato; b) messo in vendita la casa as it was, cane compreso; c) dato fuoco al condominio (brucia, fuoco purificatore!); d) seppuku per la vergogna e l’orrore.

Di fila è possibile leggere la trascrizione della conversazione telefonica, di cui siamo venuti in possesso grazie ai nostri potenti mezzi:

Anna: dove sei?
Aldo: eh in ufficio, sto finendo un lavoro
Anna: ok, molla tutto e corri a casa
Aldo (preoccupato): ma che succede?
Anna: eh, lo vedrai...ho bisogno che mi porti fuori il cane che devo pulire molto molto bene la casa, corri!

Il vostro autore si trasforma così in Gianni Bugno e vola con la sua biciclettina a casa. Nel frattempo la pulizia è iniziata (santa donna!), ciononostante le nari del vostro vengono messe a durissima prova. Così come la tentazione di mettere il povero Uran su eBay ...

La storia ha per fortuna un lieto fine, almeno parziale: usando circa 3 litri di lisoform e il napalm Anna riesce infatti a pulire ogni anfratto della casa (l’infame Furiabuia infatti è molto scrupoloso, il che di solito è un bene, e pulisce maniacalmente ogni angolo...lascio al lettore la fatica di immaginarsi cosa ciò possa aver significato nella particolare situazione) e al rientro dalla lunga passeggiata io e Uran veniamo investiti da un piacevole profumo di pulito e da Anna che racconta la questione ai miei suoceri ridendo come una matta. C’è però una vittima, schiacciata dal proprio stacanovismo: la foto qui sotto, adatta solo a stomaci forti, mostra lo stato in cui versava Furiabuia, il povero roomba. Incredibile dictu, nonostante sia stato pulito a fondo, pare non riprendersi più...il modo di dire “ne ha dovuta ingoiare di merda, nella sua vita” gli si addice in maniera particolarmente appropriata!

venerdì 8 giugno 2018

Divorare il cielo - Paolo Giordano

Divorare il libro
Facendo onore al titolo, ho letteralmente divorato questa ultima fatica di Paolo Giordano, leggendo tra l'altro in situazioni complicate (ovvero prima di addormentarmi in un periodo lavorativo difficile, finendo per leggere troppo a lungo e alzarmi al mattino totalmente bollito). Quando accade, significa che il libro che sto leggendo è un grande libro, narrato in maniera da incatenarmi alla pagina e spingermi sempre un passo oltre. Giordano scrive bene (oramai lo sappiamo) e costruisce una sorta di affresco familiare molto particolare, con un uso del tempo piuttosto particolare, spostando il piano temporale avanti e indietro con piccoli passi, muovendosi a volte lateralmente. I personaggi incarnano perfettamente la modernità: da un lato sembrano agire in maniera pressoché svuotata, inconsapevole, dall'altro però tendono ad andare fino in fondo, anche quando non supportati da idee o ideologie forti o incorruttibili, il che li porta a sbagliare, ad agire in maniera contraddittoria, a non essere coerenti con sé stessi. Ciò è vero anche, ad esempio, per le convinzioni ambientaliste: forse il solo Bern riesce ad essere fedele a sé stesso, ma cade in frequenti contraddizioni su una miriade di altri aspetti del proprio carattere.
Nel complesso (nonostante qualche smagliatura nella storia, non sempre del tutto credibile) a mio avviso è un libro che vale la pena leggere...anzi divorare!
5 stelle

lunedì 4 giugno 2018

Una vita da libraio - Shaun Bythell

Libro divertente e molto scozzese

Amo i libri e amo la Scozia, quindi questo libro (che ho deciso di leggere perché mi piaceva la copertina, secondo una metodologia che non sempre ripaga...) è stato per me assolutamente meraviglioso: l'autore è il proprietario del più grande negozio di libri usati scozzese, in una cittadina nel Galloway teatro di un importante festival letterario, caratterizzata da un numero spropositato di librerie. Il libro è un diario, a volte un po' noioso, ma solitamente assolutamente spassoso, in cui le vicende che capitano nel Book shop sono la scusa per le riflessioni dell'autore un po' a tutto tondo, ma in particolare sul mondo dell'editoria e dei libri in generale. E su come Amazon stia agendo (dal suo punto di vista distruggendolo) su tale mondo. Alcuni momenti sono davvero esilaranti (l'ironia dell'autore è davvero sottile) e l'intero libro è pervaso di amore per la Scozia. Insomma, mi è venuta una voglia matta di andarlo a trovare! Ah...l'ho letto sul kindle, se mi becca il buon Shaun mi picchia (un kindle cui ha sparato col fucile da caccia e poi incorniciato, campeggia nel Book shop, lo si può vedere anche sul loro profilo Facebook). O_O
4 stelle

mercoledì 2 maggio 2018

Invidia il prossimo tuo - John Niven

Grandissimo Niven

Un altro libro letteralmente divorato, letto (al lago, nel relax) in due giorni in maniera quasi febbrile. Niven si conferma un autore di assoluto genio, capace di una scrittura divertente, arguta, appassionante, ricca di verità seppellite sotto una coltre di humor inglese. Il tema del libro è il rapporto tra due amici e il rispettivo successo nella vita, attraverso una storia di aiuto, redenzione e discesa agli inferi. C'è amarezza, di fondo, c'è consapevolezza di come i privilegi di classe facciano la differenza e c'è soprattutto ottima scrittura. Niven è davvero il narratore inglese più interessante della sua generazione, degno erede di Coe e di Hornby. Freschissimo, divertente...ne vale la pena!
4,5 stelle

venerdì 27 aprile 2018

Respiro corto - Massimo Carlotto

Carlotto in grande forma

Quando leggi un libro in un giorno, c'è poco da fare o da dire...non sarà un capolavoro, ma sicuramente ha dalla sua la capacità di agganciarti, affascinarti e portarti dentro la sua storia. Così è per questo libro di Carlotto, uno dei miei autori preferiti. Un libro di 6 anni fa, che per motivo oscuri mi era sfuggito...ma ho prontamente rimediato. La storia si svolge a Marsiglia (è il secondo libro che leggo quest'anno che si svolge a Marsiglia, dopo le tre del mattino di Carofiglio...mi sta venendo voglia di andarci!), nel sottobosco violento di una città agitata da bande rivali di diverse etnie e teatro di traffici di ogni genere. Personaggi interessanti e mai banali, una banda di criminali 2.0, una poliziotta lesbica dai modi decisamente fuori-dalla-legge...c'è tutto per conquistarti e agganciarti!
4 stelle

martedì 24 aprile 2018

Le dieci mappe che spiegano il mondo - Tim Marshall

L'assunto di base del libro è semplice ma tutt'altro che banale: la geografia, che noi tendiamo a snobbare come criterio che ci spieghi un po' di geopolitica è in realtà fondamentale. Molte delle relazioni (anche complicate) tra Stati sono condizionate, se non proprio causate, da situazioni geografiche che condizionano più o meno massicciamente la politica. Il libero analizza 10 mappe, mostrando come la storia della varie parti del mondo sia legata a doppio filo dai vincoli e le opportunità che la geografia ci impone. Libro ben scritto, si vede che l'autore è molto esperto e le sue opinioni non risultano mai banali. Molto interessante!
4 stelle (ho imparato tanto)

giovedì 5 aprile 2018

Tutto il ferro della Torre Eiffel - Michele Mari

Libro bellissimo e complicato

E' un libro bellissimo, che ancora una volta mi ha permesso di esplorare la classe letteraria e l'estro, la fantasia e la maestria tecnica di Michele Mari. Al contempo è un libro difficilissimo, di cui il lettore (a meno che abbia una cultura sterminata) riesce a cogliere purtroppo solo una percentuale delle citazioni, delle indicazioni, delle provocazioni, dei riferimenti letterari incrociati che sono disseminati nel testo. Si spazia in tutto l'800 e i primi del 900, tra cambi di registro repentini e racconti un po' allucinati. E Mari ha quella capacità così incredibile di farti sentire una bestia ignorante che o te lo fa amare alla follia o te lo fa detestare senza pietà. Inutile dire che io sono tra quelli che lo adorano!
4 stelle

mercoledì 21 marzo 2018

Vacanze 2017: Isole Orcadi e Irlanda canina con van camperizzato - parte 1 - Isole Orcadi

Con un ritardo pressoché mostruoso, quasi durante le vacanze di Pasqua, ecco il resoconto delle vacanze estive 2017 che hanno portato i vostri eroi nelle terre gelide e meravigliose del nord: Isole Orcadi e un accenno di Scozia e gran tour dell'Irlanda! Ma la principale novità è stato l'affito di Moby, un meraviglioso van camperizzato Wolkswagen Westfalia che abbiamo preso in Irlanda del Nord, approfittando dell'Euro forte grazie alla brexit e che ci ha fatto sperimentare un nuovo tipo di vacanza che da molto tempo desideravamo provare (spoiler: e che ci è piaciuta tantissimo, al punto da portarci a ragionare molto seriamente sull'acquisto di un van camperizzato...ma questa è un'altra storia).

Ecco Moby in tutta la sua bellezza
Il viaggio si è svolto tra il 29 luglio e il 24 agosto: siamo partiti da Milano con la nostra Yaris ibrida, abbiamo guidato (essenzialmente Anna ha guidato...) fino al nord della Francia, dove abbiamo sostato un paio di giorni non lontano da Lens. Motivo della sosta: visitare il Louvre Lens, una sorta di distaccamento del Louvre al nord. Molto bello, con una sede avveniristica: un lunghissimo capannone che mostra le opere come se si fosse lungo una linea del tempo, permettendoti di apprezzare come civiltà che nei nostri studi "a compartimenti stagni" ci sembrano totalmente distanti, siano in realtà più o meno coeve.
La bellissima sede del Louvre Lens
Come sempre nella Francia del nord fa un freddo polare anche d'estate, il che ci fa sempre temere il peggio, considerando che ci aspettano ancora molti km verso nord...
Una nota di merito va al bizzarissimo campeggio comunale (una piacevole costante in Francia), presso Violines: il campeggio coincide con uno stagno di pesca alla trota, che attira una popolazione decisamente freak. Divertente!
Il piacevole ma bizzarro campeggio di Violines
Visitiamo anche il museo di arte moderna di Lille (il LAM) e ci dirigiamo verso la perfida Albione.
Il passaggio della manica con l'Eurotunnel rimane eccitante anche la seconda volta che lo si fa. Le procedure necessarie per il passaggio con il cane sono velocissime e super professionali. L'importante è che il pet sia vaccinato, tagliandato, sverminato (anche se non ha vermi!) non più di 5 giorni prima del passaggio sotto la manica - e questa operazione deve essere fatta e certificata da un veterinario! - e microchippato. Viene letto il microchip, verificati i documenti e poi il passaggio è davvero agevole: la macchina viene caricata su un treno e gli abitanti - umani e pelosi - stanno a bordo durante la mezz'ora di traversata. Siccome tra Francia e Inghilterra c'è una differenza di un'ora di fuso orario, c'è il divertente paradosso di partire alle 10 - come nel nostro caso - e di arrivare a destinazione alle 9,30! 
Nella nostra follia, mentre attraversiamo in verticale l'Inghilterra, prenotiamo la nave che ci porterà alle Isole Orcadi (un grande sogno che covavamo da anni). In soli due giorni dobbiamo arrivare a Scrabster, in cima in cima alla Scozia. Ci riusciamo, alternandoci alla guida e facendo due soste molto brevi, giusto per dormire, grazie anche alla nostra nuova tenda gonfiabile, un miracolo dell'ingegno umano. Si tratta di una tenda che al posto della paleria tradizionale prevede tre camere d'aria che vengono gonfiate con una pompa fino alla pressione di 6 atmosfere. Quindi la tenda ha un montaggio incredibilmente facile: si piantano i picchetti, si gonfia e la tenda prende forma. La nostra è di superlusso, marca Ferrino, ha tantissimo spazio all'interno. E, avendo imparato due anni fa che col freddo stando a terra (o su un materassino) si prende molta umidità, la abbiamo corredata di brandine tipo militare estremamente comode. Siamo vecchi e cerchiamo il comfort! La tenda è divisa in zona notte e zona giorno, in cui, in un momento di follia, proveremo addirittura a cucinare con la piastra elettrica (ottenendo il risultato di affumicarci a morte e puzzare di salmone per l'intera notte...
La nostra meravigliosa tenda al campeggio di Birsay, Isole Orcadi
Arriviamo alle Orcadi il 2 agosto e lo spettacolo è mozzafiato: col sole le isole sembrano un paradiso terrestre, sono davvero meravigliose. La costa alterna strapiombi selvaggi e spiagge che sembrano tropicali (non fosse per le temperature...), tutto è verdissimo e i colori risplendono, sono davvero da cartolina. Se vi capita di andarci, vi consigliamo vivamente il campeggio Birsay outdoor centre, con una vista incredibile sull'isola di Birsay (accessibile a piedi solo con la bassa marea!) e circondato dalle mucche e dalle pecore. Disponibili anche posti in dormitorio, una sala comune del Grifondoro dove mangiare all'asciutto (molto utile!), un forno a microonde e un bollitore. Ospitalità notevole, come spesso accade nei posti isolati (e in generale in Scozia) la gente è molto cordiale e sempre disponibile. L'ovvio problema, trattandosi di remote isole del nord è il vento, che a volte soffia con grande vigore. La tenda gonfiabile si dimostra super affidabile e regge benissimo. Essendo viziosi ci portiamo in tenda una magnifica macchinetta del caffè a cialde Nespresso: ne ho offerto uno ad un signore scozzese con cui ho chiacchierato lavando i piatti e l'ho reso felice! Ha raccontato a tutta la famiglia che aveva bevuto un "true italian coffee: what a treat!"
Per visitare tutto ciò che di bello le isole hanno da offrire esiste un pass che consente di visitare tutte le attrazioni, tra cui spiccano i monumenti megalitici col sito di Skara Bae, il cerchio di Brodgar, le standing stones of Stennes e il broch of Gurness. Se il genere piace (e a noi piace!), vale davvero la pena. Per visitare Skara Bae occorre prenotare l'ingresso uno o due giorni prima: è una delle meraviglie dell'isola ma non regge più di un certo numero di visitatori per ora. E' imperdibile, ricordatevi di prenotare!
Gironzolando per l'isola, basta guardare il mare per vedere spuntare ovunque testoline di foche: ce ne sono tantissime. Essendo uno dei miei animali feticcio, per cui vado pazzo, passo tre giorni con lo sguardo fisso in acqua e costantemente in brodo di giuggiole. Un'altra gita di rilievo è quella alla birreria delle Orcadi, uno dei luoghi di produzione di birra più a nord d'Inghilterra. La visita al birrificio (che è più o meno artigianale) è simpatica e si conclude con una robusta degustazione e - nel nostro caso - con un massiccio acquisto. La Skullsplitter (così chiamata in omaggio a un famoso capo vichingo che amava tale pratica sulle testine dei suoi nemici) allieterà l'intera vacanza! Magari gli esperti di birra mi diranno male, ma confermo che per me la birra inglese batte tutte le altre. Mi piace tantissimo, molto di più - per dirne una - delle tedesche.
Skara Bae: villaggio neolitico
Le isole meritano almeno 3-4 giorni, ma credo che ci potrei passare serenamente una settimana-dieci giorni di relax): regalano panorami pazzeschi e consentono passeggiate sulle falesie indimenticabili. Il tempo cambia con una rapidità commuovente (come spesso a nord): può capitare in mezz'ora di passare dal sole caldo (caldo...diciamo sui 20 gradi) al diluvio gelido, con tutte le condizioni meteorologiche esistenti tra i due estremi. E può accadere più volte al giorno: le previsioni vengono fatte su base oraria! In uno dei momenti di caldo, dopo una passeggiata sulla falesia più popolata di conigli del mondo (fatta a traino col mio cane, in costante tirella-da-coniglio) Uran grida "only the brave!" e si tuffa in acqua. L'eroico cane si fa così un meraviglioso bagno nelle gelide acque delle isole...non imitato dai suoi amici umani!
Bagnetto nel gelo!
Panorami mozzafiato
Passeggiatina coniglia
Noi il 5 agosto siamo tornati in Scozia, perché il 7 avevamo il traghetto che da Cairnryan ci avrebbe portato in Irlanda del Nord. Abbandoniamo le isole con un po' di rimpianti e il desiderio di tornarci, spingendoci magari - la prossima volta - anche fino alle Shetland. Lo faremo, nei prossimi anni...ma magari non in tenda, ma col camperino, che - scopriremo più avanti lungo la vacanza - sta per conquistare i nostri cuori!

Nella notte passata nelle highlands scozzesi abbiamo la sfortuna di incappare nella notte più fredda dell'intera vacanza, davvero gelida. Io sbaglio clamorosamente l'abbigliamento, con un paio di calzini troppo sottili e nella notte ho la tremenda sensazione che mi si stacchino le dita dei piedi. Nella follia dovuta al freddo mi sveglio nella notte, ma anziché coprirmi, inizio a pensare che sto per morire congelato e a dire a me stesso "non devo addormentarmi, quando si ha freddo è pericoloso, l'ho visto nei film" e entro in un loop di risvegli e addormentamenti al confine della follia. Il giorno dopo inutile dire che vengo preso tremendamente in giro...

Un altro interessante fenomeno che abbiamo vissuto quest'anno è il sempre maggior diffondersi del glamping, neologismo che unisce glamour e camping. Si tratta di sistemazioni in campeggio particolarmente lussuose, in particolare con pod e hut: casette di legno molto carine, calde, asciutte e molto confortevoli, che in un paio di occasioni sostituiranno anche per noila tenda. Per esempio la sera prima di partire per l'Irlanda, soggiorniamo in un campeggio-fattoria dove noleggiamo un pod: in questo modo, visto che il giorno dopo il traghetto è molto presto, perdiamo pochissimo tempo, non dovendo disfare i bagagli per montare la tenda, e stiamo all'asciutto in una notte superpiovosa...
Il vostro blogger preferito dentro nel pod - notare il clima eccitante...
Il 7 agosto partiamo per l'Irlanda...ma questo lo racconterò nella parte 2 del post, che confido di scrivere a breve, abbiate fede!

Le nostre foto di questa prima parte di viaggio sono online: si possono vedere qui:
Louvre Lens e LaM Lille: https://goo.gl/photos/K2xFa4EhAHCPMEpU9
Isole Orcadi e Highlands: https://goo.gl/photos/5au1YC5bC51Jjpwz7

domenica 25 febbraio 2018

Il morso della reclusa - Fred Vargas

Fred si è fatta attendere più del solito, ma ne è valsa la pena

La regina del giallo più assurdo, del commissario più strampalato e meno credibile di Francia è tornata. Contrariamente al suo solito, ci ha fatto attendere un po' di più, ma il gioco vale la candela: per chi - come me - ha letto tutti i libri dell'improbabile Adamsberg e della sua squadra è come ritrovarsi in famiglia, nella calda consapevolezza delle particolarità e dei tic di ogni agente alla dipendenza di Adamsberg. Non mancano i colpi di scena, soprattutto a causa di Danglard. E soprattutto la storia è davvero ben congegnata e riuscita. Difficile pensare al colpevole come realmente colpevole: è un libro anche sul dilemma morale. Mi ha fatto perdere la fermata del tram andando al lavoro (Jean-Bapt sarebbe fiero di me...) , mi ha tenuto sveglio due notti, in cui avevo un gran sonno, ma non ho potuto resistere. Per me questo significa un libro più che riuscito, n'est-pas?
4 stelle e 1/2

Aldocook - 41 - Cappesante gratinate




Cappesante gratinate

Tempo occorrente per la preparazione: 20 minuti, cottura: 12 minuti
Livello: medio-facile.
Ingredienti per 4 persone:
Ingredienti per 4 persone:
7-8 cappesante
7-8 gamberoni
Pan grattato qb
1 spicchio d'aglio
Prezzemolo qb
Aromi per pesce qb
Olio evo qb

Un nuovo aldocook dopo tanto tempo, con la grafica rinnovata che Anna mi ha regalato! Ci siamo appassionati di cappesante durante l'estate passata in Bretagna e Normandia, loro le utilizzano molto (ovviamente annegate nel burro, come tutto in Francia...) e ne siamo diventati dipendenti! Non possiamo andare a Chioggia senza acquistarle e prepararle: a noi piacciono molto nella versione supersemplice gratinata e passata in forno. Usando il forno tradizionale anziché il piatto crisp occorre aumentare un pio' i tempi di cottura (diciamo 25-30 minuti).