martedì 24 maggio 2016

Webinar sul MiniMapathon tenuto per la Denver University e Geo for All

Con i colleghi di GEOLab abbiamo tenuto un webinar per Geo for All e per l'università di Denver. Abbiamo parlato del MiniMapathon, di come lo abbiamo realizzato, dei risultati didattici conseguiti e della validazione. Il tutto è diviso in due parti (io sono al minuto 20 della prima parte):




lunedì 9 maggio 2016

Purity - Jonathan Franzen

Il mio primo incontro con Franzen. Eccellente!


Sapevo da alcuni amici lettori (e dal fatto che non vivo in una bolla estranea allo spazio-tempo) che Franzen è una sorta di re Mida, in grado di trasformare in oro tutto ciò che tocca. Non immaginavo però che fosse così bravo: Purity è un grande romanzo familiare, un po' bildungsroman (con inevitabile scioglimento finale), un po' dickensiano, sicuramente molto contemporaneo e con un paio di personaggi davvero ben tratteggiati. Su tutti svetta la protagonista, Pip, ma anche Andreas Wolf è molto interessante e così anche i vari personaggi di contorno.
La scrittura scorre rapida e piacevole ma ciò che più colpisce è la sicurezza di sé che traspare da ogni pagina, da ogni paragrafo, da ogni frase: l'autore non è tracotante ma ben consapevole dei suoi mezzi e ne fa sfoggio senza mai esitare. L'effetto è di grande piacevolezza nella lettura, di urgenza quasi nell'andare avanti nella storia, anche se Franzen ci mette del suo alternando flashback e flash-forward spostando il piano dell'azione in luoghi e momenti diversi, costringendo il lettore a prestare attenzione e a collegare da solo i pezzi del puzzle che piano piano si compongono.
Sicuramente freudiano, il libro oscilla davvero tra amore e morte, tra sanità e follia, tra rapporti con le figure genitoriali che devono essere in qualche modo superati, cui occorre giocoforza andare oltre.
Se questo è stato il mio primo Franzen... so per certo che non sarà l'ultimo!
5 stelle. Consigliatissimo.

giovedì 21 aprile 2016

Lavorare col tablet è impossibile (nonostante cloud e tastiera)

Scrivo questo post sul frecciarossa, di ritorno (viaggio lungo!) da Udine dove sono stato a Didamatica a presentare un meraviglioso paper su un progetto in cui credo molto, mappatura umanitaria collaborativa fatta su OpenStreetMap con bambini di 10 anni.
Ma ciò di cui voglio raccontarvi, cari i miei 25 lettori appassionati di nuove tecnologie è altro: ho deciso, visto che stavo via solo due giorni, di portarmi solo il tablet, risparmiandomi il peso del portatile. Scrivo quindi queste righe sul mio iPad mini, corredato (deo gratia) di tastiera Bluetooth,
Ebbene, in questi giorni volevo fare un po' di lavoro, essenzialmente mailing (per questa attività il tablet con tastiera si è rivelato perfetto) e modifica di documenti. Tutti i documenti su cui dovevo lavorare sono sul cloud: un po' di Google drive, un po' di Dropbox. Ho la app di Pages connessa con iCloud e ho pure la app di Word, versione a pagamento che permette di fare tutto. Ebbene, non ci sono santi: per la scrittura "seria" il tablet non è sufficiente. La mancanza di reale multitasking (quando "salti" da una app all'altra ci sono tempi di attesa insopportabili e ti sembra sempre che il processore debba ricalcolare tutto da capo, hai sempre la sensazione che qualcosa si sia perso), la mancanza di un filesystem vero e proprio (surrogato dalle cartelle di Dropbox o di Drive), la fatica nel fare copia-incolla, la difficoltà micidiale di inserire attacchment in una mail, farebbero perdere la pazienza anche al Mahatma Gandhi, che mi piace immaginare in preda a una crisi luddista, lanciare il tablet nel Gange, bestemmiando Brahma).
Quindi, in definitiva: w il tablet per navigare e per le mail, ottimo per prendere appunti alla conferenza (a patto di avere la tastiera Bluetooth) ma assolutamente pollice verso per lavorare seriamente. Scuole che volete dotare i docenti o gli studenti di tecnologia... Pensate bene allo scopo che avete in mente, prima di prendere cantonate tremende seguendo la moda!

sabato 12 marzo 2016

Cento poesie d'amore a Ladyhawke - Michele Mari

Un genio
Seconda opera di Mari che leggo, sempre grazie a un prestito della mia amica Marina, che lo venera. Ed è impossibile darle torto: se in Filologia dell'anfibio c'è ironia, gusto dell'assurdo, calembour, in questa raccolta di poesie c'è amore folle e disperato, conquista, separazione, strazio e dolore. Insomma, tutti gli elementi che ci si aspetta da una raccolta di poesie!
Confesso a tal proposito che io trovo solitamente orripilante la poesia contemporanea. È un mio limite, lo so, ma quando leggo poesie contemporanee mi si accappona la pelle, mi vengono i sudori freddi, divento nervoso e (di solito) vorrei strozzare il poeta o presunto tale. Ebbene, in questo mirabile caso non è andata così: Mari riesce a recuperare una forma poetica non solo accettabile ma decisamente affascinante. Riesce a collegarsi in qualche modo alla tradizione poetico-cavalleresca, senza risultare falso, anacronistico o stucchevole. Questo per me è segno di indubitabile grandezza. E vi assicuro che mi sono accostato a queste cento poesie d'amore carico di una buona dose di scetticismo. Ma mi dichiaro vinto, felicemente vinto!
5 stelle

Ah, dimenticavo: ecco la poesia che ho preferito:

Come un serial killer
faccio pagare alle altre donne
la colpa
di non essere te



lunedì 29 febbraio 2016

Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano - Andrea Camilleri

Il giovane Salvo

Un bel libro: 8 racconti brevi, 8 indagini di un commissario Montalbano in pieni anni 80, più giovane, meno meditativo, più irruente e coraggioso, con la presenza di Livia molto più costante rispetto alle indagini che verranno (in realtà che già abbiamo letto, la magia del tempo della finzione rispetto al tempo in cui siamo immersi...)
Accanto a Salvo tutti i personaggi cui siamo abituati, con qualche anno in meno: Augello più che mai attivo come playboy, Fazio sempre intelligente e ancora più d'azione del solito, Catarella meno cauto e sempre comico (basti questa frase geniale: "Trattasi di un catafero di sesso fimminino di donna attrovato dintra nel portoni di via Pintacucuda arrecante il nummaro civilico 18")
Le storie sono appassionanti, anche se secondo me Camilleri da il meglio del suo genio nel romanzo lungo più che nel racconto breve, in cui può chiedere al lettore di seguirlo per percorsi più complessi e concatenati, mentre qui a volte le soluzioni possono apparire troppo semplicistiche.
Però come al solito, tutti i pregi di questo prolifico, incredibile autore: dalla lingua che si è inventato, alla capacità di costruire la trama, ai personaggi mai banali con le loro particolarità e idiosincrasie. Una curiosità per maniaci: il giovane Montalbano mangia da Calogero e non da Enzo!
4 stelle

venerdì 26 febbraio 2016

L'apprendistato di Duddy Kravitz - Morechai Richler

Richler, un fuoriclasse

Non ringrazierò mai abbastanza la mia ex collega Silvia B. per avermi fatto conoscere Mordechai Richler, un autore davvero notevolissimo, un vero e proprio fuoriclasse, capace di raccontarti le storie ebraiche di Montreal - rendendole di fatto universali - con una capacità di narrazione fuori dal comune. Certo, Duddy non è Barney, il personaggio impareggiabile del suo capolavoro (La versione di Barney, che vi consiglio con tutto il cuore), ma è comunque un personaggio che è impossibile non seguire nelle sue avventure. L'ansia da prestazione che si accumula sulle sue spalle, le costrizioni famigliari e dell'ambiente ebraico franco-canadese che sembrano sempre sul punto di schiacciarlo, i suoi travagliati affari, le sue storie sentimentali, tutto concorre a costruire un affresco che si legge davvero tutto d'un fiato. Come del resto sembra esplicitamente volere anche l'autore: la scrittura è caotica, veloce, nervosa, quasi frettolosa, come se lo stesso Richler non riuscisse a resistere al desiderio di raccontarci tutta la storia, quasi che le cose da dirci gli si affastellino una sull'altra e lui volesse finire di raccontarcele. E noi non vediamo l'ora di ascoltarle!
Scopro a lettura ultimata che questo è un romanzo giovanile dell'autore... beh che dire? Chapeau!
4 stelle

venerdì 19 febbraio 2016

Lo sguardo capovolto - convegno sulla Flipped classroom

Lo sguardo capovolto
Secondo convegno nazionale sulla classe capovolta
Roma, 19 febbraio 2016 - Biblioteca Nazionale Centrale
Guarda (e scarica) la mia presentazione "Oltre la flipped classroom"

Segui qui lo streaming del convegno: