venerdì 1 luglio 2016

[mai più senza] Terzo appuntamento con i consigli di lettura di Aldo per l'estate

Già da due anni la mia amica Antonella mi chiede, grazie alla mia nomea di lettore compulsivo, di consigliarle qualche libro da leggere durante la stagione estiva. Essendo per natura timido e schivo, non solo accetto di buon grado ma le rispondo pubblicamente, come se fosse una lettera aperta su un giornale, affinché tutti i miei 25 lettori possano godere delle mie opinioni.
Per completezza informativa, i post relativi alle due precedenti edizioni sono online qui:
[2014] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2014/06/mai-piu-senza-i-consigli-di-lettura-di.html
[2015] http://aldotorrebruno.blogspot.it/2015/06/mai-piu-senza-torna-lappuntamento-con-i.html

Ed ecco quindi, puntuali come le tasse, ma infinitamente più piacevoli, i consigli per un'estate di letture felici dal vostro Aldino preferito, andando a pescare tra i libri che ho letto in questi 12 mesi!

Partiamo da uno dei libri più sconvolgenti che io abbia letto quest'anno (e non solo): si tratta di Cortesie per gli ospiti di Ian McEwan, uno dei miei autori preferiti. Inquietante e disturbande, ma imperdibile. E per rimanere sul tema inquietudine proseguiamo con Lacci, di Domenico Starnone. Un autore capace di tanta verve nei suoi libri sulla scuola che qui però ci propopone una sorta di retrospettiva sul fallimento.
Per evitare di diventare troppo tristi, suggerisco di stemperare con un po' di Malvaldi: i vecchietti del Bar Lume sono troppo simpatici e i libri della serie meritano davvero. Io li ho letti tutti separatamente scopro ora che esistono anche in un unico volume dal titolo Trilogia del Bar Lume. Trame ben costruite, impossibile non amare i vecchietti!
[Questo non vale, perché Antonella lo ha già letto lo so] Un altro libro per me sconvolgente è stato Molto forte, incredibilmente vicino di Safran Foer. Devastante, mi ha letteralmente prostrato e al contempo mi è piaciuto tantissimo.
Uno dei libri che più mi ha colpito dell'anno è stato Anna di Niccolò Ammaniti che è un altro dei miei autori preferiti e che qui ha avuto un'idea di fondo talmente eccezionale che anche quando hai finito di leggerlo continua a ronzarti in testa. Bello bello.
Capolavoro surreale dell'anno è stato La schiuma dei giorni di Boris Vian. Non conoscevo questo autore geniale: strambo e straniante. Se non ci si spaventa della non-logica che lo guida, vale la pena!
Tra i tanti autori che amo uno ha un posto particolare nel mio cuoricino ed è Joe R. Lansdale, il re dell'hard boiled. Honky Tonk Samurai segna il grande ritorno di Hap e Leonard. Deve piacere il genere, ci sono un sacco di parolacce e molto sangue. Ma se piace, è un ritorno coi controfiocchi. Anzi, coi controcazzi, come direbbero Hap e Leonard!
Capitolo a parte merita Michele Mari, autore supercolto e citazionista, con puzza sotto il naso e prosa forbitissima, nonché fine filologo. Me lo ha fatto scoprire la mia collega Marina (che ringrazio) che mi ha prestato i due suoi libri che ho letto Filologia dell'anfibio e 100 poesie d'amore a Ladyhawke. Alla fine è talmente spocchioso che credo generi o odio profondo o semivenerazione. Io ricado nel secondo caso.
Per concludere, un'altra nuova scoperta e un grandissimo ritorno: la nuova scoperta (mia, perché è forse l'autore più mainstream del momento) è Franzen, di cui ho letto in successione Purity e Le correzioni. Dovendone scegliere uno, sceglierei il primo: il secondo per chi oscilla tra i 40 e i 50 (ed è il mio caso) è troppo doloroso perché mostra ciò che ci sta per accadere. Meglio Purity che mostra la complessità del mondo in cui viviamo...
Il grande ritorno è invece (ed è l'ultimo libro che ho letto) quello di Jonathan Coe, che con Numero 11 torna ai fasti che lo caratterizzavano, dopo un paio di libri non proprio al suo livello. Grande libro, divertente, mai banale, sarcastico, adorabile.   

Buona estate e buone letture a tutti! E se leggendo questi consigli vi è venuto in mente di contraccambiare...siete i benvenuti: ditemi cosa posso leggere quest'estate!

Tutte le recensioni di questi libri (e di molti altri) sono sul mio profilo anobii: http://www.anobii.com/aldotorrebruno/books

lunedì 20 giugno 2016

Aldocook - 35 - Gnocchi alla borraggine



 Gnocchi alla borragine

Tempo occorrente per la preparazione: 20 minuti, cottura: 3 minuti
Livello: facile
Ingredienti: Ingredienti per 2 persone: 1/2 kg di borraggine, una decina di pomodorini, 1/2 cipolla, una manciata di pinoli, 2 foglie di salvia, 300 gr di gnocchi di patate, olio evo, sale qb

Dopo una lunga sosta torna Aldocook con un primo piatto molto particolare: da quando abbiamo fatto l'abbonamento a Cortilia (www.cortilia.it) abbiamo imparato ad apprezzare un po' di verdure che non conoscevamo o che non sono così usuali (come ad esempio la barba dei frati, il cavolo nero, oppure, per l'appunto la borragine). Qui l'ho preparata come condimento per degli gnocchi (purtroppo comprati, ma di ottima qualità), assieme a pomodorini freschi e pinoli, un accostamento che a noi è piaciuto moltissimo! In alternativa le grandi foglie di borragine si possono passare in pastella e friggere (come si fa con la salvia) e sono deliziose, oppure possono essere utilizzate come classico ripieno dei pansoti liguri. In ogni caso è una verdura poco nota ma davvero saporita!
Ah nota di colore: si tratta di un piatto vegetariano!

martedì 24 maggio 2016

Webinar sul MiniMapathon tenuto per la Denver University e Geo for All

Con i colleghi di GEOLab abbiamo tenuto un webinar per Geo for All e per l'università di Denver. Abbiamo parlato del MiniMapathon, di come lo abbiamo realizzato, dei risultati didattici conseguiti e della validazione. Il tutto è diviso in due parti (io sono al minuto 20 della prima parte):




lunedì 9 maggio 2016

Purity - Jonathan Franzen

Il mio primo incontro con Franzen. Eccellente!


Sapevo da alcuni amici lettori (e dal fatto che non vivo in una bolla estranea allo spazio-tempo) che Franzen è una sorta di re Mida, in grado di trasformare in oro tutto ciò che tocca. Non immaginavo però che fosse così bravo: Purity è un grande romanzo familiare, un po' bildungsroman (con inevitabile scioglimento finale), un po' dickensiano, sicuramente molto contemporaneo e con un paio di personaggi davvero ben tratteggiati. Su tutti svetta la protagonista, Pip, ma anche Andreas Wolf è molto interessante e così anche i vari personaggi di contorno.
La scrittura scorre rapida e piacevole ma ciò che più colpisce è la sicurezza di sé che traspare da ogni pagina, da ogni paragrafo, da ogni frase: l'autore non è tracotante ma ben consapevole dei suoi mezzi e ne fa sfoggio senza mai esitare. L'effetto è di grande piacevolezza nella lettura, di urgenza quasi nell'andare avanti nella storia, anche se Franzen ci mette del suo alternando flashback e flash-forward spostando il piano dell'azione in luoghi e momenti diversi, costringendo il lettore a prestare attenzione e a collegare da solo i pezzi del puzzle che piano piano si compongono.
Sicuramente freudiano, il libro oscilla davvero tra amore e morte, tra sanità e follia, tra rapporti con le figure genitoriali che devono essere in qualche modo superati, cui occorre giocoforza andare oltre.
Se questo è stato il mio primo Franzen... so per certo che non sarà l'ultimo!
5 stelle. Consigliatissimo.

giovedì 21 aprile 2016

Lavorare col tablet è impossibile (nonostante cloud e tastiera)

Scrivo questo post sul frecciarossa, di ritorno (viaggio lungo!) da Udine dove sono stato a Didamatica a presentare un meraviglioso paper su un progetto in cui credo molto, mappatura umanitaria collaborativa fatta su OpenStreetMap con bambini di 10 anni.
Ma ciò di cui voglio raccontarvi, cari i miei 25 lettori appassionati di nuove tecnologie è altro: ho deciso, visto che stavo via solo due giorni, di portarmi solo il tablet, risparmiandomi il peso del portatile. Scrivo quindi queste righe sul mio iPad mini, corredato (deo gratia) di tastiera Bluetooth,
Ebbene, in questi giorni volevo fare un po' di lavoro, essenzialmente mailing (per questa attività il tablet con tastiera si è rivelato perfetto) e modifica di documenti. Tutti i documenti su cui dovevo lavorare sono sul cloud: un po' di Google drive, un po' di Dropbox. Ho la app di Pages connessa con iCloud e ho pure la app di Word, versione a pagamento che permette di fare tutto. Ebbene, non ci sono santi: per la scrittura "seria" il tablet non è sufficiente. La mancanza di reale multitasking (quando "salti" da una app all'altra ci sono tempi di attesa insopportabili e ti sembra sempre che il processore debba ricalcolare tutto da capo, hai sempre la sensazione che qualcosa si sia perso), la mancanza di un filesystem vero e proprio (surrogato dalle cartelle di Dropbox o di Drive), la fatica nel fare copia-incolla, la difficoltà micidiale di inserire attacchment in una mail, farebbero perdere la pazienza anche al Mahatma Gandhi, che mi piace immaginare in preda a una crisi luddista, lanciare il tablet nel Gange, bestemmiando Brahma).
Quindi, in definitiva: w il tablet per navigare e per le mail, ottimo per prendere appunti alla conferenza (a patto di avere la tastiera Bluetooth) ma assolutamente pollice verso per lavorare seriamente. Scuole che volete dotare i docenti o gli studenti di tecnologia... Pensate bene allo scopo che avete in mente, prima di prendere cantonate tremende seguendo la moda!

sabato 12 marzo 2016

Cento poesie d'amore a Ladyhawke - Michele Mari

Un genio
Seconda opera di Mari che leggo, sempre grazie a un prestito della mia amica Marina, che lo venera. Ed è impossibile darle torto: se in Filologia dell'anfibio c'è ironia, gusto dell'assurdo, calembour, in questa raccolta di poesie c'è amore folle e disperato, conquista, separazione, strazio e dolore. Insomma, tutti gli elementi che ci si aspetta da una raccolta di poesie!
Confesso a tal proposito che io trovo solitamente orripilante la poesia contemporanea. È un mio limite, lo so, ma quando leggo poesie contemporanee mi si accappona la pelle, mi vengono i sudori freddi, divento nervoso e (di solito) vorrei strozzare il poeta o presunto tale. Ebbene, in questo mirabile caso non è andata così: Mari riesce a recuperare una forma poetica non solo accettabile ma decisamente affascinante. Riesce a collegarsi in qualche modo alla tradizione poetico-cavalleresca, senza risultare falso, anacronistico o stucchevole. Questo per me è segno di indubitabile grandezza. E vi assicuro che mi sono accostato a queste cento poesie d'amore carico di una buona dose di scetticismo. Ma mi dichiaro vinto, felicemente vinto!
5 stelle

Ah, dimenticavo: ecco la poesia che ho preferito:

Come un serial killer
faccio pagare alle altre donne
la colpa
di non essere te



lunedì 29 febbraio 2016

Morte in mare aperto e altre indagini del giovane Montalbano - Andrea Camilleri

Il giovane Salvo

Un bel libro: 8 racconti brevi, 8 indagini di un commissario Montalbano in pieni anni 80, più giovane, meno meditativo, più irruente e coraggioso, con la presenza di Livia molto più costante rispetto alle indagini che verranno (in realtà che già abbiamo letto, la magia del tempo della finzione rispetto al tempo in cui siamo immersi...)
Accanto a Salvo tutti i personaggi cui siamo abituati, con qualche anno in meno: Augello più che mai attivo come playboy, Fazio sempre intelligente e ancora più d'azione del solito, Catarella meno cauto e sempre comico (basti questa frase geniale: "Trattasi di un catafero di sesso fimminino di donna attrovato dintra nel portoni di via Pintacucuda arrecante il nummaro civilico 18")
Le storie sono appassionanti, anche se secondo me Camilleri da il meglio del suo genio nel romanzo lungo più che nel racconto breve, in cui può chiedere al lettore di seguirlo per percorsi più complessi e concatenati, mentre qui a volte le soluzioni possono apparire troppo semplicistiche.
Però come al solito, tutti i pregi di questo prolifico, incredibile autore: dalla lingua che si è inventato, alla capacità di costruire la trama, ai personaggi mai banali con le loro particolarità e idiosincrasie. Una curiosità per maniaci: il giovane Montalbano mangia da Calogero e non da Enzo!
4 stelle