martedì 25 novembre 2014

Gian Antonio Stella - Bolli sempre bolli fortissimamente bolli

Qualunquismo un tanto al chilo

Il libro dovrebbe mettere alla berlina le storture della macchina burocratica che grandi lutti infligge al paese. Operazione solo in parte riuscita, grazie al sovraccarico ideologico e al qualunquismo che anima l'autore, che in realtà non fa altro che tentare di gettare fango, in maniera acritica, su dipendenti pubblici ed assimilabili.
Nessuna distinzione, nessuna spiegazione, solo frasi ad effetto e cifre di stipendi monstre presentati acriticamente. Nessuna spiegazione o approfondimento: quando l'autore illustra certe storture (e ce ne sono molte, quindi parecchio ci sarebbe da dire) si limita ad annunciarle, salvo poi soprassedere sulle spiegazioni analitiche, sostituendo la spiegazione coi puntini di sospensione, utilizzati praticamente ad ogni fine capitolo per lasciare il discorso sospeso o per ricordarci che non vale neppure la pena di spiegare il perchè ed il percome della critica che viene mossa. Insomma: tipico libro figlio del giornalismo italiano, fatto solo di annunci e totalmente superficiale.
Tra l'altro, in molti punti si critica il linguaggio "incomprensibile" della burocrazia e si richiede a gran voce semplicità e chiarezza. Senza capire che non tutto può essere detto "pane e salame", che a volte la complessità è una necessità, che a volte discorsi complessi necessitano di un linguaggio complesso, di rimandi non banali, di richiami a leggi ed esperienze precedenti. 
Attenzione a lasciarsi abindolare dalla sirena del "tutto facile, tutto chiaro", perché, amici, devo dirvi un segreto: il mondo non è semplice e chiaro, ma spesso è complesso e richiede strumenti di decodifica complessi. Poi sicuramente le storture sono molte e molto burocratese è oscuro proprio per risultare impenetrabile, ma denunciare questo grave aspetto senza dargli il giusto approfondimento e il giusto taglio, ovvero banalizzando, rischia di rendere la denuncia inutile ed irritante.
Un altro esempio? In mezzo a mille storture e denunce vengono anche citati esempi virtuosi di dipendenti pubblici: tendenzialmente tutti morti ammazzati. Ora, che esistano persone che - per non piegarsi a logiche mafiose - abbiano pagato con la vita, non ci sono dubbi e sono casi ammirevoli. Ma non si possono citare come *unici casi virtuosi* questi estremi. Chi giorno per giorno lavora con coscienza e fa funzionare le cose in un marasma sempre meno chiaro? Chi da anni vede la propria carriera bloccata per compensare le storture compiute da altri (questo è un caso che conosco molto bene)? L'esercito di precari, cococo e cocopro che da anni lavorano in maniera spesso mirabile nelle pubbliche amministrazioni? Insomma, mi dispiace, ma il tema è grave e avrebbe meritato ben altra trattazione. Stella invece la cosa migliore la fa nella scelta del titolo, per il resto veleggia su un livello di mediocrità, semplicismo e qualunquismo sinceramente irritanti.

mercoledì 5 novembre 2014

Zerocalcare - Dimentica il mio nome

Siamo tutti Zerocalcare!

Più riguardo a Dimentica il mio nomeHo letto con somma gioia la nuova fatica di Zerocalcare. Che dire? Dopo averlo terminato avevo quasi le lacrime agli occhi (non che ciò sia particolarmente significativo, mi commuovo anche leggendo l'elenco del telefono...)
La storia è appassionante e costruita benissimo, coi piani del reale e del metaforico che si intrecciano meravigliosamente. Il tratto di Zerocalcare a me piace tantissimo, così come le sue trovate sul tema amici immaginari (l'armadillo oramai lo conosciamo bene, ma il colpo di genio del pisolone è da vero fuoriclasse).
Questo graphic novel, rispetto ad altri lavori del nostro, ha qualcosa in più, secondo me il sentimento della perdita della nonna, che fa da sfondo e occasione per la narrazione ha dato più spessore a tutto il racconto.
E poi non posso non notare come (pur essendo di due generazioni diverse, lui trentenne, io quasi-quarantenne), ZC ha un modo di risuonare dentro di me che davvero è stupefacente e mi porta a dire con sincerità: siamo tutti Zerocalcare! Riferimenti culturali, manie, follie... grande, senza se e senza ma!

domenica 2 novembre 2014

Aldocook - 31 - Zuppa di cipolle della signora Guglielminetti



 Zuppa di cipolle della signora Guglielminetti

Tempo occorrente per la preparazione: 10 minuti, cottura: 40 minuti
Livello: facile
Ingredienti: 4-5 cipolle bianche grosse, un bicchiere di vino bianco secco, 4 cucchiai di farina 00, 1 litro di brodo, sale, olio extra vergine di oliva, salvia

Questa zuppa di cipolle, simile alla famosa Soupe à l'oignon francese, è una ricetta piemontese di cui siamo debitori alla mamma di un collega di banca di papà Torre, il mitico Andreini, uno degli uomini più forti a tennis contro cui io abbia avuto l'avventura di giocare, nonché battutista dallo sconcertante humor inglese. Sua mamma prepara questa meravigliosa zuppa, piatto davvero sopraffino. Ovviamente io ho messo del brodo di dado (questo passava il convento) ma tengo a precisare che usando un brodo vero il risultato è migliore. Se si utilizza del brodo (di dado o vero fate voi) vegetale, il piatto in questione è non solo vegetariano, ma financo vegano (pensa te!), il che mi porta a dedicare questa puntata di Aldocook ai miei amici vegetali, in particolare a Luigi e alla Vale. Il set è la cucina dei miei suoceri in quel di Albino city (BG), grazie anche a loro per l'ospitalità! Enjoy!

martedì 21 ottobre 2014

Aldocook - 30 - Guacamole



 Guacamole

Tempo occorrente per la preparazione: 5 minuti, cottura: non prevista
Livello: molto facile
Ingredienti per un aperitivo per 4 persone: 1 avocado molto maturo, 1 pomodoro maturo, una cipolla piccola, il succo di 1 limone, sale, pepe, peperoncino qb. Ah e vi dovete procurare dei nachos, proprio per forza!

Per il trentesimo (!!!) Aldocook una delle mie passioni, che allieta i miei ospiti nella stagione in cui gli avocados sono maturi: la salsa Guacamole. Originaria del Messico e inventata dagli Aztechi (grazie Wikipedia!) questa salsina è il necessario complemento dei nachos e piace davvero a tutti. Questa è la versione di casa Torrebruno, codificata da mia sorella Anna.
Una variante golosa, che la trasforma da antipasto semplice ad antipasto rinforzato prevede di utilizzarla per i gamberi: si lessano dei bei gamberettoni belli seri e li si affonda nella Guacamole, per una libidine assicurata. Buon appetito!

domenica 12 ottobre 2014

Viola Veloce - Omicidi in pausa pranzo

Non è certo un un capolavoro...

Più riguardo a Omicidi in pausa pranzoma questo libro si è rivelato davvero un piacevole passatempo. Adattissimo soprattutto per chi lavora in una grande organizzazione, privata (come nel libro) o pubblica (come è nel mio caso). In più punti ho sorriso, identificando i tipici personaggi che si aggirano tra gli uffici del posto dove lavoro: il fannullone, il capo incapace, il superboss isterico, i colleghi che vagano da un ufficio all'altro senza trovare una collocazione, quelli che se ne escono con proposte a dir poco stravaganti, quelli che non capisci se ci sono o ci fanno... Insomma, una specie di bigino dell'umanità varia ed eventuale con cui tutti i giorni abbiamo (ahinoi!) a che fare. In questo il libro è davvero efficace, rapido, affilato, mentre la storia dopo un inizio davvero notevole si sfilaccia un po' e perde di tensione in qualche punto, fino ad arrivare un po' trascinandosi alla conclusione (piuttosto prevedibile). Ciò detto, il libro a mio avviso vale la pena, nella consapevolezza del fatto che stiamo parlando di una lettura molto leggera e a tratti divertente, perfetta per accompagnare il viaggio sul tram fino al luogo di lavoro...sperando di non trovare in ufficio un serial killer degli impiegati!

sabato 27 settembre 2014

La notte dei ricercatori - Meet me tonight - Aldo intervistato dal Fatto Quotidiano



Con la voce rotta, non dall'emozione, ma dall'aver fatto tre laboratori coi bambini di fila, ecco il vostro eroe ricercatore come lavoro2 intervistato dal Fatto Quotidiano!

giovedì 25 settembre 2014

Miele - Ian McEwan

Più riguardo a MieleC'è qualcosa che non va

Il nostro ottimo Ian ha sempre una scrittura piacevole, ed una buona capacità di esplorare l'animo umano. E' poi davvero bravo nello scovare quei punti oscuri nei rapporti uomo-donna che tutti conosciamo ma che fatichiamo ad esplicitare. E anche in questo romanzo tutto questo c'è. Quello che manca però è la forza narrativa: il romanzo scorre senza mai farci sollevare un sopracciglio, anche i colpi di scena ci lasciano piuttosto freddi, a tratti la dinamica della lettura diviene persino faticosa e si trascina un po'. E' come se fosse un romanzo senza spunto, che si barcamena raccontando la sua storia, si accontenta di qualche espediente narrativo interessante senza però mai darci in pasto qualcosa di davvero succulento.

Forse sono ipercritico perché adoro McEwan? Forse perchè il suo ultimo libro che avevo letto, Solar, mi aveva letteralmente entusiasmato (come anche Amsterdam, Chesil beach, Espiazione) ed ora faccio l'amante deluso?

Speriamo sia solo un incidente di percorso, forza Ian, continuo fortemente a credere in te!
(mio voto su anobii: 3/5 stelle)