giovedì 30 dicembre 2010

Sull'ebook reader, un bilancio che condivido appieno

Ho letto oggi su Nazione indiana questo bilancio di "due anni di ebook reader. Anche io sono un felice possessore di kindle (da un anno), e concordo in pieno con questo bilancio. Viva l'e-ink!

>> Due anni con un ebook reader (da Nazione indiana)

mercoledì 22 dicembre 2010

Leonardo all'interm?

Allora da qualche giorno (grazie Fabio) mi sono scaricato sull'ipod una applicazione da tifoso malato (quale sono), che si chiama Milannews.it. Ne godo molto, tutto il santo giorno parlano della mia squadra del cuore, con interventi di grandissimi "giornalisti" come Tiziano Crudeli (nel cuore di ogni tifoso rossonero) o Mario Suma. Mica pizza e fichi. Poi ci sono i voti, le foto delle partite, le letterine dei tifosi (caro Ibra, mi chiamo Aldo da Milano, e vorrei chiederti per Natale di fare diventare il mio adorato nipote Leo come te: fortissimo e bastardo) e via dicendo.
Oggi leggo un editoriale (di Pietro Mazzarra, chiunque esso sia) intitolato La caduta degli dei, in cui il nostro Pietro si lamenta del fatto che Leonardo sia in procinto - dicono i bene informati - di andare ad allenare l'interm (la m non è una svista, è che la parola interm finisce proprio con quella m li che è prodroma, ha una funzione prolettica...), tradendo così la causa e l'essere rossonero in aeternum.
Ora, due considerazioni:

  1. il buon Leonardo non è che sia esattamente una bandiera tipo Paolo Maldini o Franco Baresi (sempre siano lodati): ha giocato anche in molte altre squadre (tra cui anche i Kashima Antlers in Giappone) e non solo nel milan. E soprattutto lo scorso anno, nel suo unico anno da allenatore, dopo aver fatto i miracoli, con una squadra vecchia, bollita e senza speranze, riuscendo a far persino essere decisivo Ronaldinho nonostante non muovesse un passo di corsa dal 2008, è stato cacciato in malo modo perché reo di non rispettare al 100% i desideri del capo-nano-pelato e di non dire la preghierina alla Carfagna tutte le sere... mi chiedo: ma perché mai dovrebbe rimanere nei secoli fedele?
  2. dopo che in estate abbiamo comprato Ibra, che tanto ha fatto battere (e vincere) i cuori nerazzurri, adesso ci scandalizziamo se Leonardo dovesse andare all'interm?? Cioè, noi gli possiamo soffiare il giocatore più rappresentativo, il loro idolo, ma il nostro allenatore dello scorso anno non deve andare all'interm, sennò cadono gli dei? Dai, seriamente, cerchiamo di non essere ridicoli: tifosi va bene, ma a tutto c'è un limite!

martedì 14 dicembre 2010

Ma cosa abbiamo fatto di male?

No, dico. Ma cosa abbiamo fatto di male per meritarci questi salvatori della patria?
Cesario, Calearo e Scilipoti e se vi sembra non siano sufficienti ecco l'asso di coppe anzi di ceppe anzi di ceppu, anzi di cepu: l'ineffabile Catia Polidori, la cui azienda di famiglia è casualmente, diciamo così, interessata agli ultimi sviluppi...disgustorama!

venerdì 10 dicembre 2010

Ponte del mio compleALDO: no Madrid, w la Russia

Visto che non siamo partiti per Madrid, a causa del malefico sciopero dei controllori di volo spagnoli (spero abbiano avuto ottimi motivi per scioperare, anche se da quanto si legge così non sembra...) ed abbiamo perso l'intero importo dell'albergo (pagato integralmente in anticipo), abbiamo approfittato del ponte per fare un po' di cose che pendevano...
  1. In primo luogo abbiamo rivoluzionato casa! Il giga-mac è salito sul soppalco (di sotto fa molto più freddo e la moglie si lamentava...) e soprattutto le librerie lack, che stavano cedendo ogni giorno di più sono state smantellate (diventando dei lussuosissimi mobili da garage, e permettendoci il riordino anche del garage medesimo) e sostituite da due meravigliose expedit.
    Scena: lunedì mattina (mio compleanno), interno giorno. Aldo si aggira furente per la casa: il suo viaggio a Madrid è saltato. Anna è triste, ma moderatamente: non essendo partita per Madrid, può passare 4 giorni di ponte con il suo adorato marit cane Uran
    Anna: "beh, per consolarci potremmo andare all'ikea a comprare le nuove librerie, poi estrarre tutto ciò che quelle vecchie contengono, montare quelle nuove, spostare le lack in garage e poi rificcare tutto nella expedit. Bello, no?".
    Aldo: "ah si, cavolo, il compleanno dei miei sogni!".
    Indovinate come è finita?
    Ciò detto, a lavori ultimati devo ammetterlo: spettacolo. Stanno molto meglio delle lack, e la casa sembra più bella, ordinata e persino luminosa (che per casa nostra è un miracolo). Inoltre il garage che prima sembrava un suk adesso sembra la svizzera, tutto preciso e ordinato, con le mie preziose bottiglie di vino tutte in ordine. Grande Anna, ovviamente, io ho solo fatto qualche lavoro di forza e dato fastidio (ovvia vendetta per il lunedì all'ikea: durante il ponte solo un altro mezzo milione di milanesi aveva pensato di andarci...). Adesso sostituiremo anche l'ultima lack (che per inciso contiene i miei libri di narrativa) con delle expedit alte e strette...vedremo l'effetto complessivo!
  2. Abbiamo deciso di approfittare del buono Emozione3 gran gourmet e degustazioni che Anna e Raf mi avevano donato lo scorso anno al mio compleanno, e che sarebbe scaduto il 31 dicembre... Ovviamente non ne abbiamo approfittato durante l'estate, andando in una cantina abruzzese da sogno, ma a Milano. Tenete presente che stavo depresso per il non-volo a Madrid, sempre come sottofondo umorale. Visitiamo il sito, e decidiamo per un paio di interessanti cantine nel pavese. Telefono ad entrambe: non risponde uno straccio di nessuno. Avranno fatto il ponte, ci sarà stata in corso la fermentazione malolattica, sa il cielo...insomma, buca. Allora decidiamo per una degustazione di sushi a Rho. Telefono, e mi dicono (molto gentilmente) che hanno deciso di "uscile da plomozione, no conveniente, no conveniente". Ottimo! Allora optiamo per Maison España, un posto molto fico che da fuori ci ha sempre affascinato. Peccato che, controllando sul sito, scopriamo che durante il mese di dicembre ogni sera c'è uno spettacolino natalizio (Fiesta flamenca??? Bulesque??? uhssignùr!) che sicuramente ci avrebbe portato ad una fine rapida ma dolorosa causata da noia e tristezza (tipo esibizione dei Fungos in Ecce bombo). Finalmente sul sito troviamo ciò che fa per noi: ristorante russo Russkiy Mir, che propone degustazione di birra russa. Imperdibile! Decisi a rischiare di incontrare Ivan Drago, prenotiamo e partiamo, decidendo di andare a piedi (poco più di un km da casa). La serata è perfetta per il ristorante russo: nevica! Arriviamo, e troviamo le macchine degli oligarchi parcheggiate fuori (la più piccina è un Navara...). All'interno posto lussuosissimo, temiamo per la salute del nostro portafogli e speriamo che il buono valga davvero. La clientela è composta tendenzialmente da coppie, e in ognuna c'è almeno un componente russo, che parla con la cameriera in russo. Ovviamente ci sentiamo in clima da guerra fredda immediatamente e rimpiango di non aver indossato il colbacco che Anna mi portò anni fa da Praga. Ci portano subito uno shot di vodka (buonissima) e un orrendo cetriolo sottaceto acidissimo. Dopodiché ci dicono che la degustazione comprende una birra (anche questa davvero buona, si chiama Baltika) e possiamo scegliere tra dei blinis (una specie di crepe) e una porzione microscopica di caviale rosso. Abbiamo fame: optiamo per i blinis. L'attesa si fa lunga, nel frattempo gli oligarchi nei tavoli a fianco stanno scofanandosi spiedini lunghi come un mio braccio. Noi beviamo la birra, cerchiamo di scrutare cosa mangiano gli altri e ci chiediamo cosa saranno mai i blinis. Dopo circa mezz'ora il cameriere gentilissimo ci dice che gli spiace molto che l'attesa si sia protratta: per farsi perdonare ci offrono, in omaggio, uno dei piatti nazionali russi: aringa, patate lesse e cipolla. Non avevo mai mangiato l'aringa. E preferirei non averlo mai fatto! Anna ne assaggia un pezzettino, e decide che tanto basta. Io, col mio innato senso di colpa vorrei lasciarla li per sempre, ma mi vergogno...a caval donato non si guarda in bocca!, e così me la mangio tutta. Ora, sicuramente a molte persone l'aringa piace e magari anche parecchio. Il mondo è bello perché è vario, personalmente la metto molto ma molto in alto nella mia personale top ten degli orrori gastronomici.
    Fortunatamente i blinis sono di alto livello (praticamente sono crepes: ce ne portano tre una ai funghi e formaggio, una al prosciutto cotto e una alle zucchine), li mangiamo con gioia, ma ovviamente decidiamo di non proseguire la cena. Mentre torniamo a casa l'aringa esiste dentro di me, e si ripropone con vigore. Passiamo davanti a Grom e cerco, nonostante stia nevicando, di anestetizzarla con un gelato (gusto del mese: panettone, da provare di corsa!). Apparentemente funziona, ma l'aringa è determinata e continua a risalire il mio stomaco, attività a cui si dedicherà con caparbietà per tutta la notte. In definitiva: esperienza divertente, da non ripetere...

venerdì 26 novembre 2010

Si lo so che sono un sovversivo...

Lo ammetto, sono un sovversivo, e anche pericoloso. In tram stamattina mentre tutti dicevano "eeeeeh la neve sarà bella, ma in montagna", "seri dre' cadè" e smadonnavano mestamente, io avevo un sorriso da un orecchio all'altro e scuotevo la testolona riccia per togliermi i fiocchi dal capo... Quando mi sveglio e vedo Milano così:
non posso resistere: il cuore mi si riempie di gioia! Altro spasso mattutino (però a serio rischio caduta) è stata la passeggiata canina stamattina. Uran ama follemente la neve e saltava dappertutto, sarebbe stato bellissimo evitare di venire al lavoro e portarlo al parchetto. Non da ultimo, essendo il bestio nettamente nero, la neve lo decora con un effetto molto divertente
 Morale: sono depresso che ha già smesso. Dicono che domenica però...vedremo!

venerdì 19 novembre 2010

Del prendere in braccio mio nipote Leo

L'altro ieri mentre ero a trovare Anna e soprattutto il piccolo Leo, quella bestia di mia sorella me lo ha messo in braccio, così, senza preavviso. 3 kg e un po' di meraviglia, un piccolo uomo miniaturizzato appollaiato tra le mie braccia! Praticamente sono diventato PierFerdyCasini in un nanosecondo: mentre lo tenevo in braccio mi sono immediatamente iscritto al forum delle famiglie e smaniavo per recarmi al family day.
Ovviamente il terrore di romperlo era infinito e mi venivano i crampi alle gambe (dopo un po' mi sono seduto, ma non l'ho mollato, ça va sans dire). Ma che gioia infinita ho provato! Lui tra l'altro (incauto) ha messo la testolina nell'incavo della mia ascella e ovviamente è stato steso dagli aromi mefitici. Questo lo ha portato ad addormentarsi come un sasso. E io mi sono beato delle sue smorfiette. Intanto gli ho parlato di donne e motori e gli ho spiegato come va il mondo. Un momento molto sentito da entrambi (concorda con me, essendo nato lui a Como, sulla superiorità della Guzzi)
Morale della favola: mi dichiaro già da subito irrimediabilmente Leo-addicted! E non voglio essere curato!

martedì 16 novembre 2010

Bibliotest

Ecco qui: contagiato da uno dei consueti test dicci-di-te, ma di argomento libresco, non posso resistere ed esimermi!


Come scegli i libri da leggere? Ti fai influenzare dalle recensioni?
è molto difficile. A volte un colpo di fulmine in libreria, a volte una suggestiona da qualcuno fidato (ma in tema libri quelli fidati si contano sulla punta delle dita...), a volte una recensione letta su anobii o sentita alla radio...e in generale quando esce un libro dei miei autori-chiave (lansdale, carofiglio, hornby, camilleri, benni, mcewan, mcgrath, ecc... ne sono molti) non posso resistere un minuto solo!
Dove compri i libri, in libreria o online?
Ovunque capiti...di solito in libreria, ma da quando ho il kindle anche online. Peccato che le librerie online che vendono ebook li vendano non compatibili col kindle e dotati di quegli orrendi e anacronistici drm. Ma la situazione cambierà, perché o cambia o la fa cambiare emule...
Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro o hai una scorta?
La scorta è fondamentale. L'idea di restare senza nulla da leggere mi manda in ansia...
Di solito quando leggi?
Ogni volta che è possibile, fosse anche solo per due minuti. Adoro leggere nei mezzi pubblici, sul cesso (che poesia), a letto. Ma in generale ovunque e in qualunque momento sia possibile!
Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?
No, anche se il prof. Rega dice che solo un capolavoro giustifica un elevato numero di pagine...
Genere preferito?
Totalmente onnivoro. Credo che se mi lasciassero solo in una stanza piena di Harmony, mi leggerei anche quelli. Amo molto i noir, ma davvero non ho un genere preferito. Sono una troia: vado con tutti!
Autore preferito?
La lista di qualche domanda fa è fatta per difetto. La mia libreria di anobii dice Lansdale, ma non riesco a fare una classifica!
Quando è iniziata la tua passione per la lettura?
Direi appena ho iniziato a leggere. Durante l'intervallo alle elementari mentre gli altri giocavano a calcio io leggevo. E purtroppo le mie orribili prestazioni calcistiche, perpetrate settimanalmente, lo confermano.
Presti i tuoi libri?
Lo faccio, anche se facendolo ne ho moltissimi che non sono mai rientrati alla base e di cui ho perso le tracce. Ma che i miei libri abbiano una vita dopo di me di cui io non so, devo dire che non mi dispiace. Quando però cerco un libro che so di avere e scopro che non lo trovo più perché non è mai rientrato alla base, mi innervosisco molto (eufemismo) 
Leggi un libro alla volta o riesci a leggerne diversi contemporaneamente?
Non leggo mai un solo libro alla volta, ma almeno due (uno da fuori casa, uno da casa). A volte in casa ne ho più d'uno (uno da cesso, uno da letto)
I tuoi amici \ familiari leggono?
Discretamente. Mamma è grande lettrice, e anche mia suocera. Papà si impegna ma ha i suoi tempi. Le due Anne...ehm...vabbé passiamo alla prossima (ma Anna moglie quando si appassiona ad un autore, tipo McCall-Smith, è capace di divorarsi i suoi libri in un amen)
Quanto impieghi mediamente a leggere un libro?
Dipende dal libro e dal tempo a disposizione. Una giornata come 15 giorni. (questa è uguale alla precedente compilazione, thanksto:fra)
Quando vedi qualcuno che legge (ad esempio nei mezzi pubblici) sbirci il titolo del libro?
Non posso evitarlo, e a volte se mi interessa importuno anche il malcapitato...
Se tutti i libri al mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto, quale sarebbe?
Non voglio pensare a questa tragedia epocale. Non ci voglio pensare...
Perché ti piace leggere?
Non c'è niente come l'essere trasportato in un mondo parallelo, apprendere, divertirsi, capire il mondo, confrontarsi, godere, soffrire con un libro. Nessun medium riesce ad avere la stessa intensità. L'equilibrio tra detto e non detto della lettura è un miracolo che si ripete ad ogni libro!
Leggi libri in prestito o solo libri che possiedi?
Entrambi senza scrupoli di sorta
Quale libro non sei mai riuscita a finire?
Sono pochini. Ricordo uno di Filippo Timi particolarmente mortale che ho dismesso senza pietà e molto nervoso. Si chiamava "e lasciamole cadere queste stelle". Da evitare come la peste bubbonica.
Hai mai comprato libri solo per la copertina? Cosa ti colpisce delle copertine?
L'ho fatto. Solitamente è un'incul... una fregatura
C’è una casa editrice che ami particolarmente e perché?
Forse Einaudi per la collana Stile libero. Forse Feltrinelli per Benni e Pennac. Forse Sellerio per Camilleri. Forse Fanucci per la fantascienza. Ok, non c'è. Ce ne sono molte
Porti i libri ovunque o li tieni al sicuro in casa?
Assolutamente con me, sia quelli di carta sia quelli kindleati! Se no, metti che devi aspettare 5 minuti e non te lo aspettavi, che fai??
Qual è il libro che ti hanno regalato e che hai apprezzato maggiormente?
Amo chi mi regala libri, in generale. Non so fare una classifica, anche qui!
Come scegli un libro da regalare?
Cerco di ragionare così: conosco questa persona, ora trovo un libro che io conosco e lui/lei no, e che gli/le consona. Resterà stupito e mi sarà grato per l'eternità. O almeno per un paio di settimane!
La tua libreria è ordinata secondo un criterio particolare?
Come tutto il resto della casa è dis-ordinata. Sicuramente c'è un criterio, ma a noi sfugge.
Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?
Sono pazzo, ovviamente le leggo tutte.
Leggi eventuali introduzioni, prefazioni postfazioni o le salti?
Solitamente le evito. Ma se il libro vale, o se l'ho finito e mi avanza del tempo (tipo in tram mancano venti minuti a casa) non resisto e me le leggo!

lunedì 8 novembre 2010

Un libro e una mostra fotografica per capire la Milano Downtown


Raf ha scritto un capitolo di questo libro! Grandissimo!

>> da Nazione indiana

Prime settimane da neo-studentello

Allora l'ho fatto: dopo molto pensiero e infiniti dubbi mi sono immatricolato per prendere la seconda laurea, una laurea magistrale dell'Università di Padova: Teorie e metodologie dell'elearning e della media education. Il corso è tutto online, e bisognerà solo andare a Padova a sostenere gli esami. Mi sono convinto in primo luogo perché è un buco nella mia formazione: pur occupandomi di questi temi da una vita come ricercatore, non ho una competenza specifica psico-pedagogica (e la Facoltà che eroga questo corso di studi è quella di Scienze dell'Educazione) e in secondo luogo perché faccio uno dei pochi lavori in cui un titolo di studio in più può essere importante per la carriera (carriera...vabbé). Soprattutto mi incuriosiva sperimentare un corso online lato studente, avendo gestito per anni il Diploma On Line da instructional designer e da docente. Non ultimo, anche Luisa si è imbarcata in questa impresa, e in due pesa decisamente meno...

Prime considerazioni: noi al DOL siamo bravissimi nel "coccolare" e dare tutte le informazioni necessarie ai nostri corsisti. Qui quando sono iniziati i corsi è arrivata una mail che diceva "sono iniziati i corsi". Nessuno ha illustrato il piano degli studi, non ci hanno molto guidati, anzi ci hanno proprio abbandonati a noi stessi. E l'immatricolazione, causa problemi sulla procedura informatizzata è stata un calvario, alla fine telefonavo dicendo "vi prego, mi voglio immatricolare, ecco le mie tasse, vogliatemiiiii". Diciamo che in questo non si è fatto molto per darci una sensazione di presenza e di interesse nei nostri confronti.
I corsi invece sono qualitativamente molto buoni, per lo meno i due che abbiamo iniziato a seguire (Tecnologia dei media digitali e Psicopedagogia dei media). Docenti preparati, tutor validi, colleghi studenti interessati al tema, insomma: bene. La piattaforma moodle mi pare molto migliore dell'orrenda blackboard che noi usiamo al DOL, ma comunque molto lontana dall'essere ottima.

Ma il punto più oscuro - come mi aveva preannunciato il buon Luigi - è che se lavori durante la settimana, per studiare non ti rimane che il weekend. E in un corso online - e questo lo so grazie al DOL - chi si ferma e rimane indietro è perduto! Così sabato e domenica studio matto e disperatissimo... fortunatamente (o sfortunatamente, dipende dai punti di vista) anche Anna con la scuola nuova ha tantissimo da fare, e quindi anziché folleggiare passiamo degli ameni weekend di studio e lavoro. Ieri, a rallegrare il quadretto famigliare, la pioggia e il mal di denti che tutt'ora mi affligge. Molto molto bene!
Vi terrò aggiornati su questa nuova avventura formativa...

Ah un'ultima cosa...tra i materiali di approfondimento per il corso di Tecnologia dei media digitali, c'è il video sul web 2.0 che io e Luisa abbiamo doppiato in italiano (http://www.youtube.com/watch?v=5xDITZBizfY) ...e queste sono soddisfazioni!!

giovedì 4 novembre 2010

Di ritorno da san siro milan - real 2-2

...ovviamente sono molto arrabbiato perché sul 2-1 al 94mo ci credevo. Però bisogna essere onesti: già il pareggio ci va largo, la vittoria sarebbe somigliata abbastanza ad un furto.
Considerazioni varie:
1 che è successo a pato? Non salta più l'uomo neppure per sbaglio, inciampa sulla palla, non azzecca un passaggio...mistero. E così non va bene, non possiamo perderci il nostro unico patrimonio che ha prospettiva futura!
2 cristiano ronaldo è veloce il doppio degli altri ma fa delle sceneggiate insopportabili. E quando, come stasera non riesce mai a passare oltre il suo uomo si innestosisce e diventa inutile
3 mou è un genio. Tatticamente ha stravinto la partita, pirlo non poteva mai giocarla e impostare e in generale aggredendo i nostri palleggiatori ci toglievano respiro sempre, costringendoci a lanci lunghi inutili degli della peggiore inter. Prova definitiva che è un genio? Il fatto che più che i nomi altisonanti temesse pippo...
4 capitolo pippo. Cosa si può ancora dire di un giocatore fisicamente non dotato, tecnicamente discutibile, ma che è fatto di elettricità pura e fiuto del gol finissimo? In 30 minuti ha scombinato una difesa fino ad allora apparsa insuperabile. Non riesco a trovare le parole per definirlo: semplicemente immenso. E quando tocca palla questa sembra attratta magicamente dalla porta avversaria. Non è un caso se nessuno ha mai segnato quanto lui in europa!
5 ho la sensazione che se allegri (continuo a non essere certo che mangerà il panettone) potesse fare lui la formazione e non farsela fare dal suo datore di lavoro, vedremmo molto spesso ronaldinho in tribuna. Io soffro, perché i puoi giochi di bravura mi fanno impazzire, ma è davvero come giocare con un uomo in meno, se gioca come stasera!
6 ibra come noto nelle partite che contano non riesce mai ad essere decisivo, non ci sono santi
7 e chiudo, quel gol li al 94mo non si deve prendere. Senza se e senza ma. Qualcosa ti inventi, ma quel gol non lo prendi.

Ora vediamo le ultime due e speriamo bene!

martedì 2 novembre 2010

Mi fa schifo essere governato da questo verme

>> Meglio guardare ragazze che essere gay
(da Repubblica)

Ma vi rendete conto? Ma che cosa vuole? Ma perché?? Mi fa schifo essere governato da questo vecchio bavoso. Lui si tromba le minorenni ed è un depravato. Ciò detto, le preferenze sessuali di chi si scopa adulti consenzienti non devono interessare lui, né nessun altro. Il problema, Silvio, non sono le ragazze. Sono le minorenni, i festini, le schifezze, le bugie, il lettone di Putin e quella che ti chiama Papi... Ti devi solo vergognare. VERGOGNARE. Così come mi vergogno io di essere governato da uno così.

lunedì 1 novembre 2010

Sulla baronia, nuova puntata

Devo dire che da quando ho "saltato la staccionata" e sono passato da ricercatore precario a tecnico-amministrativo ho avuto molte più occasioni di notare come, anche in un'Università sicuramente virtuosa come il Moltearti, ci sono insopportabili fenomeni di baronia universitaria che fanno dimolto girare le scatole.
Vi racconto questa, molto in breve.
A fine anno scade il mandato dei Presidi, e sono necessarie le elezioni per rinnovare questa importantissima carica (il Moltearti ha 9 Facoltà, che dal 2011 si chiameranno Scuole, e quindi 9 Presidi. Il Preside ricopre la più importante carica - per ciò che concerne la didattica - dell'Ateneo, tutto ciò per fare chiarezza).
Abbiamo appena cambiato Rettore, con votazioni gestite elettronicamente e devo dire che tutto è andato per il meglio, pur trattandosi di una elezione molto combattuta con 4 candidati di cui 3 decisamente forti che si sono dati battaglia democratica. A livello di gestione, nulla da dire, tutto veramente positivo. Ora, immaginavo che anche le elezioni dei Presidi si sarebbero svolte in maniera analoga. E invece? No, cartacee. E va bene. Non è questo il punto.
Mi sono candidato come segretario ai seggi elettorali (avendolo già fatto molte volte alle elezioni politiche) e sono stato selezionato. Ieri abbiamo avuto la riunione con la grande capa delle votazioni (d'ora in poi gcv) del Moltearti. La quale ci ha comunicato che non solo le votazioni sono cartacee, ma che i docenti possono andare a votare in uno qualsiasi dei diversi seggi allestiti in zone diverse dell'Ateneo (alcuni anche nelle sedi decentrate, come Com)o, e non solo in quello nelle cui liste sono inseriti. Come se alle politiche io (che voto al seggio X, nella scuola taldeitali, pretendessi di votare al seggio Y e magari di un'altra scuola o di un altro paese).  Per ovviare all'evidente problema del rischio di doppio voto in due sezioni (visto che non esiste il certificato elettorale), ogni ora dovremo telefonare alla gcv e comunicarle nomi e cognomi di quelli che hanno votato. Praticamente un delirio!
Io, da buon ultimo arrivato, ho alzato la mia manina e ho chiesto "ma scusate, non si può dire ai docenti che devono votare in un seggio e solo in un seggio, e non ovunque?". Mi è stato risposto "li abbiamo abituati bene, e si lamenterebbero". Ora, che cazzo di risposta è? O meglio, cosa c'è sotto una risposta simile? Quale idea del docente universitario?? Io ci credo che se avessimo imposto una regola simile i baroni si sarebbero lagnati e avrebbero presentato le loro rimostranze. Ma dico anche, e chi se ne frega?? Un ateneo forte e credibile, che si vuole discostare dall'immagine orribile che i media danno delle Università italiane (e in moltissime altre cose stiamo facendo di tutto per discostarcene e con grandi risultati), non può imporre una cosa simile, molto più logica e sensata e che non mi sembra rappresenti un sacrificio insopportabile?
Faccio notare anche che gli studenti, invece (due pesi, due misure), verranno obbligati a votare in un seggio ben determinato e non potranno scegliere. Non è una cosa odiosa?? A me sembra sinceramente di si. Ovviamente troverei molto legittimo che un docente, a cui è stato detto che voterà nel seggio X chieda invece, per impegni didattici o di ricerca di votare nel seggio Y (per esempio in una sede decentrata), ma credo che questa sia un'operazione tranquillamente gestibile in anticipo, consolidando poi gli elenchi elettorali ed evitando questa pantomima ridicola. E soprattutto mi addolora leggere nel non detto di una risposta come "li abbiamo abituati troppo bene" l'immagine che certi docenti hanno di sé e che l'Università gli consente di mantenere.

martedì 19 ottobre 2010

Elisir d'amore alla Scala

Sabato sera, grazie al poli che mette in palio in una riffa tra i dipendenti che lo desiderano biglietti a prezzo superagevolato, siamo andati alla Scala a vedere l'Elisir d'amore, con la direzione di un mio cugino di secondo o terzo grado (vai a capire queste cose), il maestro Donato Renzetti.
Serata magnifica, eravamo in un palco del quarto ordine supercentrale posti 1 e 2 ovvero i migliori. Non ero mai stato in un posto così vip nella mia lunga carriera scaligera!
Opera molto bella, non mi aspettavo mi piacesse così tanto, ho scoperto poi sul web la storia del tenore che interpreta Nemorino, astro nascente della lirica di ritorno sulle scene dopo un'operazione alle corde vocali che ha rischiato di comprometterne la carriera. Non sono sufficientemente esperto per dare un giudizio tecnico (e ho letto su vari blog anche pesanti critiche), ma devo dire che dal basso della mia ignoranza ho gradito moltissimo sia la messa in scena in chiave moderna sia l'esecuzione dei cantanti (molto istrioni, molto attori) sia quella dell'orchestra molto compatta e in perfetto accordo. Peccato, riflettevamo mentre ce ne andavamo felici e canticchianti a casa, che andare alla scala - senza il barbatrucco politecnico - sia praticamente proibitivo...

Anche io non voglio ricevere il libro autocelebrativo (ma con che coraggio?) di questo vergognoso governo


Ecco ciò che ho appena scritto, a questo indirizzo: http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp che non desidero ricevere l'auto-agiografia di questo governo. Invito tutti coloro i quali, come me, non vogliono riceverlo, a fare altrettanto!

lunedì 18 ottobre 2010

Una cosa che ho capito grazie a twitter

Avete presente le battute folgoranti che viaggiano viralmente sui social network a firma della crew di spinoza.it?? Ce ne sono alcune davvero incredibili, che ti spiazzano per la loro bellezza. Mi ero sempre detto: cavolo, che bravi, come fanno ad inventarsene sempre di così efficaci? Ho risolto il dubbio seguendo spinozait su twitter. Praticamente il trucco sta nella quantità. Per ogni battuta folgorante che si legge sui social network, ce ne sono una trentina da piangere. Come quei personaggi mitologici che ci provano con qualunque donna. Chiaramente ogni tanto riescono a portarsi a letto Belen, ma molto più spesso la Sora Lella. Può valere come spiegazione della long tail??

sabato 16 ottobre 2010

Sulla resistenza al cambiamento e su una raffinatezza filosofica sprecata

***Avvertenza! Siccome narro una storia vera, alcuni nomi sono stati abilmente taroccati per non essere riconoscibili***

Come è noto lavoro presso il Moltearti di Milano, una delle più prestigiose università tecnologiche d'Italia. Fiore all'occhiello e vanto del Moltearti, ovviamente, è l'innovazione, il cambiamento, la capacità di sfruttare al meglio le possibilità che la tecnologia offre. Un cosa che nessuno si aspetterebbe è che - sotto certi aspetti - si tratta del luogo con maggiore resistenza al cambiamento che io conosca. Lavorando io per la Dirigentescolasticenza, ho a che fare coi docenti per tutto ciò che riguarda la didattica (per chi non lo sapesse, nell'Università italiana ciò che riguarda la didattica riguarda la Dirigentescolasticenza mentre ciò che riguarda la ricerca il Dippiediemanimento).
Antefatto: quando sono arrivato a questo lavoro, circa due anni fa, uno dei compiti più mostruosi che la mia compagna di sventura, Vandala, doveva accollarsi era la costruzione del calendario degli appelli. Infatti in un mese (il periodo dedicato agli appelli d'esame) doveva squeezare tutti gli insegnamenti che prevedono uno o due appelli, con una serie di vincoli indescrivibili. Ovviamente un buon numero di docenti, interpellati su quali fossero i loro desiderata, raramente dicevano "non posso il 3 e il 4 settembre", ma tipicamente dicevano "non posso mai tranne il 4 settembre (in un mese!) dalle 8,15 alle 8,24 [nota: non generalizziamo però. Ci sono anche i santi uomini che sono sempre disponibili. Sempre sian lodati].
Vandala segnava tutto su un file excel sterminato (tipicamente, per capirci, per ogni sessione ci sono un centinaio di insegnamenti, e non devono essere sovrapposti, per lo meno quelli dello stesso anno di corso...), si ritirava in ascesi sul monte Athos, ovvero si portava a casa il file durante un paio di weekend, ed arrivava con l'oracolo, ovvero le date giuste. Le proponeva ai docenti, i quali ovviamente nel frattempo avevano mutato opinione, e si procedeva alle modifiche ("eeeeh non posso più il 4 settembre ma il 32 di giuglio"... sangue amaro a tutto andare). Come se non bastasse, a questo punto iniziavano a telefonare gli studenti, anche loro sottoponendoci le loro disgrazie ("mi avete messo Human computer interaction al 6 ottobre, ma proprio quel giorno ho l'operazione al legamento crepuscolare del piede, si può spostare?").
Insomma, due mesi di passione.
Poi è giunta una novità: un bel giorno il professor Rapido, che è il coordinatore (...) della faccenda appelli, ci gira una mail di una giovane azienda di Udine, che ha sviluppato un software per agevolare tale gestione. Meritano pubblicità: si chiamano Easystaff. Ragazzi giovani, svegli, disponibilissimi, bravi. Fanno una presentazione del loro software presso la Dirigentescolasticenza, e ci convincono: proviamo! [nota: l'ho fatta brevissima. La decisione di provare è durata circa 6 mesi con infinite resistenze da più parti].
Il sistema, tra le altre cose, permette ai docenti di accedere ad un'area riservata e inserire autonomamente i propri desiderata e le proprie indisponibilità. Ovviamente in numero limitato, quindi si costringono i docenti a non poter più dire "posso solo il..." ma a dover segnalare i 10 giorni in cui proprio non possono. Poi la macchina frulla il tutto, e restituisce la soluzione migliore possibile (mi ha spiegato il Capo che è un informatico di quelli seri, che il problema in questione è NP-completo), già impaginata in un calendario HTML pronto ad essere sparato sul web. La fase di frullatura dura al massimo 10 minuti!
Bello no? Il carico di lavoro sulla povera Vandala (e sul sottoscritto) passa da circa 20 giorno-uomo a 2 (calcolo fatto a spanne da me), tempo necessario per predisporre i file da dare in pasto al sistema. Giorni-uomo tra l'altro non ricavati nei weekend di Vandala, ma durante l'orario lavorativo!
Ed eccoci alla resistenza: davanti alla prospettiva di doversi inserire da soli le proprie indisponibilità e soprattutto di non poter più stressare a morte noi due, ma di dover scendere a patti con un calendario su cui devi segnalare con un click la tua indisponibilità, siamo stati sommersi da mail di protesta. Alcune anche totalmente assurde, del tipo "un docente deve poter dire quando vuole fare l'esame, non quando è impegnato" (ma scusa, se tu non lo sapessi, sei pagato per fare gli esami, capisci? è tuo DOVERE, mica un piacere! Altre Dirigentescolasticenze, sempre qui al Moltearti, accettano che tu sia indisponibile in quel mese solo se sei in missione e presenti le prove, capisci??).
Ovviamente io mi sono molto arrabbiato, e mi ha fatto molto ridere (diciamo ridere) il fatto che nella Facoltà più informatizzata d'Italia, dove insegniamo agli studenti a sviluppare oggetti come Easy, ci fosse una resistenza così forte ed ottusa.
Ovviamente, scambi di mail a profusione per spiegare i motivi di questa scelta...e qui ecco la raffinatezza filosofica sprecata!
Dovevo scrivere ad uno dei docenti che più si era distinto per mail da barone universitario e per rara spocchia, che anche quando il sistema avesse partorito le date, queste erano modificabili a mano, in caso di necessità. Avrei potuto scrivere "l'output non equivale alle tavole della legge" o "il sistema non è la Sibilla Cumana", invece gli ho scritto "il sistema non è l'oracolo di Ammon, di cui, secondo l'ammonimento di Platone, bisogna fidarsi".
Nel Fedro Platone cita l'oracolo di Ammon, che mette in guardia i sapienti contro la scrittura ed il suo utilizzo. Siamo in un'epoca di transizione, e dalla cultura dell'oralità si sta lentamente e attraverso molte resistenze passando alla cultura della scrittura (e Platone, primo filosofo che scrive, è ovviamente una figura chiave di questo passaggio).
Ovviamente il riferimento non è stato colto da nessuno... non c'è gusto in Italia - diceva Freak Antoni, leader degli Skiantos - ad essere intelligenti!

mercoledì 13 ottobre 2010

Para-pensionati

Bella ed amara la riflessione di Massimo Gramellini sulla Stampa del 7 ottobre, a proposito delle (non) pensioni per i lavoratori precari, para-precari, cococo, copro, e compagnia cantante (la mia situazione fino a due anni fa). Faccio notare che la famigerata gestione separata ha fatto si, negli scorsi 8 anni di vita lavorativa, che io versassi, per ogni schifoso contrattino che facevo, una percentuale attorno al 40% all'inps. Ora mi vengono a dire che la mia pensione - calcolandola su quegli anni - sarà inferiore alla minima??

Capisco che abbiano paura di una rivolta dei precari (che peraltro non accadrà, mamma TV adesso ci convincerà, con un editoriale congiunto emiliofede-minzolini, del fatto che andare in pensione è da sfigati vecchi bavosi, ed è molto meglio lavorare fino a che morte non ci separi - del resto Lui alla veneranda età che ha, non solo lavora per il nostro bene, ma viaggia in giro per il mondo, si tromba diciottenni a non finire, gli sono ricresciuti i capelli, è tecnicamente eterno, etc etc etc) che dovrebbero spaccare tutto. Invece se si andasse a votare oggi, non cambierebbe nulla. Disgustorama.

>> Parapensionati - di Massimo Gramellini

venerdì 8 ottobre 2010

Io non capisco (riflessione a due ruote)

Premessa: non sono un evangelizzatore, e detesto cordialmente gli evangelizzatori di qualsiasi genere (linuxisti, appleisti, biciclettari, amanti-del-tram, preti, appassionati-di-birra, rugbysti... e via dicendo) che cercano di convincerti che l'unica soluzione al mondo per risolvere tutti i problemi sia (di volta in volta) usare linux, o solo la bicicletta, outlook express (aka quello blu) e non outlook (aka quello giallo), andare a vedere il basket e non il calcio, eccetera.
Però devo dire che non riesco a capire, visto che tutti noi (suppongo) aspiriamo di arrivare al lavoro in meno tempo possibile, come mai tanta gente si ostini a prendere la macchina per gironzolare (ore) per Milano. Oggi sono venuto al lavoro con la bici elettrica - per gentile concessione di Anna, che ha il giorno libero - percorrendo una circonvallazione abbastanza interna e quindi molto utilizzata da chi si muove da Milano a Milano.
Tutti in una sola persona, nella macchina, in una coda infinita praticamente ferma. Forse sentono la radio e gli piace starsene in pace ad ascoltarla? Io mi innervosirei....

Ciò detto, sono certo che ci metterebbero molto meno coi mezzi o ancora meno con le due ruoto siano esse motorizzate, a forza umana o miste. Non li voglio convincere, faccio solo una constatazione, perché mi chiedo, ma non si accorgono di quanto è micidiale stare li seduti fermi in code incomprensibili e kilometriche? Mistero. A completamento di questa nota, per la nota rubrica "e chi se ne frega" ecco la classifica, stilata in un'unica settimana e quindi dal valore statistico di una cicca e un peperone, di percorrenza del tragitto casa-lavoro, fatta sempre controllando il tempo da porta di casa a porta dell'ufficio!

- Metro: 45 minuti
- Tram: 52 minuti
- Moto: 31 minuti
- Bici elettrica: 27 minuti (questa non me l'aspettavo, meno della moto, non l'avrei mai detto. Ma la spiegazione è semplice: mentre in moto qualche po' di codice della strada tocca rispettarlo, in e-bici vale davvero tutto)

Che dire? Peccato solo che la e-bici me la fanno usare solo al venerdì :) e tra l'altro ha anche il pregio assoluto di essere - tra i mezzi citati - il meno caro e il più green!

giovedì 16 settembre 2010

Serata allo stadio

Posso essere nazionalpopolare, per una volta? Sono in autobus tornando dallo stadio, reduce da milan-auxerre 2-0.
Mentre ero li a tifare come faccio sin da bambino per il milan, ho capito - in tutt'altro ambito, è chiaro, e con tutt'altra ludicità - il tormento di vito mancuso.
Mi spiego: dopo la faraonica campagna acquisti - elettorale e le assurdità dette sulla partita di cesena (gli arbitri di sinistra...), ero in sincero imbarazzo a tifare col cuore. Perché comunque mentre io gioivo non potevo non pensare alla bieca mossa pre-elezioni di comprare ibra e robinho, ai proclami trionfalistici (nota dell'autore, che di calcio si picca di capirci qualcosa: l'auxerre visto stasera è a livello della squadra dell'oratorio di turate, chiunque altro avrebbe fatto 3 gol su altrettanti errori suicidi della difesa rossonera) sulla squadra all'attacco sempre e comunque, alle 4 punte schierate eccetera eccetera eccetera...
Beh, berlusconi passerà e il milan resterà. Però seppur in questo ambito giocoso e divertente, ho davvero sentito anche io - lacerante - la tensione tra cuore e intelletto.
Ah per concludere (parla il cuore): dopo 66 minuti in cui avrei voluto picchiare ibra con un martello, 2 gol in 3 minuti...che godimento pensando agli amici interisti!

mercoledì 8 settembre 2010

Nuova riflessione da tram (oggi: nazionalpopolare)

Sulla fiancata del 9 che prendo stamattina (come tutte le mattine a dire il vero) campeggia la pubblicità di sky che mostra il giocatore del milan Pato (sempre sia lodato, ma non certo un adone) e un suo alter ego, coi difetti accentuati, la maglia scolorita, un po' di pancia, i denti in fuori...insomma un tipico esemplare da campetto del mercoledì sera (da anni sera consacrata da me e un folto gruppo di controfigure di Pato - degli sfigati secondo la retorica pubblicitaria - al calcio giocato in prima persona).
Esistono altre versioni di questa pubblicità (una con Cambiasso, altro esempio non proprio di bellezza indimenticabile...) e il payoff recita qualcosa sul calcio più bello che è solo su sky.
Ora. Chi e malato di calcio come lo sono io, sa benissimo che tra una partita in tv e una partita al "santiago bernabeu" di origgio con gli amici non ci sono dubbi. Il calcio più bello, più vero non è certo quello di sky! È invece proprio quello dove degli sfigati quarantenni panzuti e senza capelli si divertono come bambini, litigano per un rigore (ovviamente non esiste arbitro, già si fatica a trovare i portieri!), si sfidano a chi la racconta più grossa ("a 20 anni me ne andavo sulla fascia con 4 difensori attaccati alla maglietta" è la mia preferita, grande Nicola).
Se a questa riflessione si aggiunge la notizia - che ho letto ieri su alcuni quotidiani - che il treviso (ok, serie b, ma sempre calcio professionistico e patinato) ha messo sui propri spalti deserti dei finti tifosi di calcio, è quasi naturale chiedersi quando inizieranno a mettere il rumore del tifo simulato come fanno in certi programmi tv in cui inseriscono finte risate di un pubblico finto. E allora in questo calcio sempre più entertainement, qual è il vero Pato? Quello che gioca a san siro (o meglio su sky) o quello con la maglia scolorita del campetto?

mercoledì 1 settembre 2010

Riflessione fatta sulla metro mentre torno a casa

Mentre torno a casa dopo il mio devastante secondo giorno di lavoro, sbircio come spesso faccio il giornale della vicina. È un magazine (ma non riesco a vederne il titolo) e lei sta leggendo con passione un articolo su una signora che pensava di non poter avere figli e invece ne ha 5. Era avvocato ed ora fa - così recita l'articolo - la supermamma. E la supermamma in questione afferma "meglio la mia tribù della carriera".
Fine del caso concreto, inizio della riflessione di aldo.
Mi è venuto in mente che questo genere di formule, abusato a non finire sui media, è sempre mendace. Voglio dire, pensate al film sliding doors. Solo noi spettatori vediamo la vita1 e la vita2 (che ovviamente è non-vita1 per il principio di non contraddizione) della protagonista. Così la supermamma in questione può dire "non rimpiango di non aver fatto carriera perché sono felice così", ma non ha senso che invece dice, come se le avesse sperimentate entrambe, "meglio la vita1 che la vita2" perché lei in realtà ha fatto esperienza solo della vita1. Si può dare un giudizio di valore sulla propria vita confrontando quella reale con una ipotetica? Secondo me no, si può fare su molte altre cose (per esempio, come dicevo a mia sorella Anna al mare, non ho bisogno di leggere la mazzantini per sapere che non la voglio leggere) ma sulla viva che stiamo vivendo no.

Sono tornato! E il seguito della e-bici

Eh già, le vacanze sono belle, ma purtroppo finiscono. Quante volte, in questi due primi giorni avrò ripetuto questa frase? Molte, ma il dolore rimane vivo ogni volta che la pronuncio!
Quest'anno temevo vacanze micidiali: i miei genitori sono in Brasile e io e Anna, già attesi alla prova della prima vacanza canina con Uran, ci siamo ritrovati con anche la Susi (sorellina di Uran, cane dei miei, nella foto qui sotto fanno il bagno nelle gelide acque del fiume Verde a Fara San Martino, tappa obbligata per l'acquisto massiccio di pasta Del Verde).

Io ero terrorizzato: in primo luogo temevo che avremmo litigato quotidianamente per cause canine, in secondo luogo paventavo la vacanza cane-dipendente. Fortunatamente le cose sono invece andate molto bene: ci siamo stravolti fisicamente (reggere il ritmo di due bestie indiavolate di un anno che adorano fare il bagno nel mare e vorrebbero essere portate in acqua dalle 10 alle 15 volte al giorno non è facilissimo) ma molto divertiti. Anche in campeggio le cose sono andate bene: loro stavano legati davanti alla roulotte, e non hanno mai dato fastidio (tranne per un periodo tremendo in cui Uran, giovane cane adolescente ha scoperto dell'esistenza del calore delle femmine e lì furono pianti e stridore di denti...) ai vicini. Molto bene. Per il resto, ovviamente mi è mancata la vacanza avventurosa, lo scoprire cose nuove, ma mi sono goduto (da vecchietto quale sono) il mare, il sole, la lettura (ottima e abbondante), la cucina abruzzese (sempre meravigliosa) e mi sono fatto un paio di gite in cantine davvero interessanti. A tal proposito: imperdibile Il feuduccio, dove abbiamo visitato le cantine, i vigneti, degustato vini incantevoli - tra cui un montepulciano passito di una bontà non descrivibile a parole - e speso una cospicua quota del budget estivo! Mi sono poi goduto la compagnia degli amici, ovviamente, e grandi partite a tennis con Roberto l'aquilano (novità dell'estate 2010: l'ho sempre battuto!). E sono stato un mese totalmente tagliato fuori, niente internet, niente computer (lo abbiamo portato, ma solo per vedere i film la sera - attività che peraltro abbiamo fatto solo un paio di volte, per il resto eravamo troppo stravolti!), niente lavoro, che meraviglia lo switch off!
Insomma, il ritorno a casa... un disastro.

Unica piccola consolazione: ovviamente la nostra e-bici. L'ho portata dal ciclista per stringere viti e vitine, e ho iniziato il test massiccio, come si evince dalla spettacolare foto realizzata ieri sera in soggettiva sul cavalcavia di via Carlo Troya. Confermo che è un mezzo straordinario, e sono convinto di aver fatto un ottimo affare. Sono soprattutto convinto che con l'inizio dell'anno scolastico (anche Anna oggi ha iniziato il lavoro, nella nuova scuola) ce la litigheremo tutti i giorni. Tra l'altro una cosa notevolissima è che il motore elettrico (l'ho letto nell'Internet) rende disponibile immediatamente tutta la potenza, non è graduale come il motore a scoppio. Così, quando il motore entra in funzione sembra di essere nel film Spaceballs quando inseriscono la velocità smodata! Ci si consola così, via...

mercoledì 4 agosto 2010

e-bici


Finalmente è arrivata la e-bici, ovvero la bici elettrica a pedalata assistita che abbiamo comprato con un'adrenalinica e molto conveniente asta su ebay! Si chiama Lazytrader, ed è prodotta da Lazybikes
Premesso che ci ha messo di più ad arrivare da Milano a casa che da Barcellona a Milano (massimo disprezzo per il corriere gls), era arrivata un paio di giorni fa in uno scatolone gigante, con manubrio, sella, ruota anteriore e pedali smontati. Oh oh...
Ho provato a sistemarla, ma vuoi la mia leggendaria incapacità nel fai-da-te, vuoi il peso considerevole (oltre 30 kg) che la rende di difficile maneggiabilità (soprattutto senza una ruota), non sono riuscito a fare molto. Ieri sera è finalmente tornata la regina dei lavori manuali di casa, e insieme l'abbiamo montata e testata, anche se per tratti molto brevi perché non avevamo le chiavi giuste e abbiamo stretto i vari dadi solo a mano, quindi era rischioso un utilizzo più massiccio.
Beh che dire? Spettacolo. A motore spento è un macigno ma appena dai mezzo giro di pedale il motore si avvia e sembra di volare. La potenza, come è tipico dei motori elettrici, è disponibile tutta e subito quindi appena entra in funzione ti entusiasma. È necessario comunque pedalare perché se smetti o se tocchi un freno il motore si disinserisce e la bici - a causa del peso - si ferma rapidamente. In ogni caso la pedalata (essendo assistita) è assolutamente leggerissima, fai solo il movimento e al resto pensa lei.
A settembre sarà da testare su percorsi cittadini hard e sono ansioso di vedere come si comporta sui cavalcavia e soprattutto quanto dura la batteria. Questo è un argomento fondamentale: se si scarica, sei perduto, perché farla funzionare di sole gambe è un'impresa piuttosto ardua. In definitiva la prima impressione è che sia un grande acquisto e che a settembre a casa torrepis...si litigherà parecchio per accaparrarsela ogni mattina!

giovedì 29 luglio 2010

Che cosa vuol dire morire

La filosofia è una sirena che non può non attrarmi...e così mi sono comprato questo libro. Ecco la mia recensione, tratta dalla mia libreria anobii:
Ottimo libro, leggerlo mi ha emozionato e fatto riflettere. In primo luogo perché la riflessione è serrata, i punti di vista variati, e da ognuno si può prendere ciò che più ci sembra consonare con noi. Ma soprattutto perché è indubbiamente vero che la morte - negazione che dà sostanza alla vita, e da sempre centrale nella riflessione filosofica - è stata "dismessa" dalla filosofia, che ha lasciato che fossero altri punti di vista a proporre le proprie riflessioni in materia. E invece il filosofo non può ritirarsi, davanti a un tema così centrale, deve far sentire la propria voce, deve scendere dalla turris eburnea e parlare al mondo di un tema così scottante, così fondante, deve comprendere cosa dicono gli altri, ma ricordare che c'è sempre una prospettiva di senso in cui inserire le loro parole, deve in ultima analisi interpretare anche la scienza e il dogma.
Tra l'altro leggere il saggio di Severino è stato molto interessante: avevo provato ad affrontare il suo pensiero, uscendone sconfitto in un paio di occasioni. Stavolta mi ha colpito, sono riuscito a entrare in dialogo con lui. Non mi ha convinto, anzi è forse il saggio che mi ha meno interessato dei sei che compongono il volume, ma ho riconosciuto la grandezza (anche se molto ermetica e da specialisti - ma servirà a qualcosa la laurea, no?) del suo pensiero. Da approfondire.
Un libro non consolante, ma molto lucido, adatto a chiunque voglia affrontare il tema della morte, e anche ai non specialisti (con l’eccezione del saggio di Severino, davvero un po’ troppo complicato). Un libro che non da risposte ma che amplia il campo dell’indagine, che pone domande, che invita alla riflessione.

mercoledì 21 luglio 2010

Visita all'università

E fu così che il nostro amato premier decise di visitare una della Università italiane.
Lavorando al Poli da 10 anni ho avuto occasione di conoscere abbastanza bene molte università italiane. Beh, se vuoi visitare da politico un'università in Italia - per fortuna e non so fino a quanto - hai l'imbarazzo della scelta. Ci sono davvero delle punte di eccellenza interessanti ovunque. In Lombardia poi, sei davvero fortunato: il Poli, la Statale, la Bocconi, la Cattolica... insomma è difficile scegliere. E il buffone invece dove va? All'Università telematica di CEPU! E' una cosa che - se non fosse che fa piangere - fa ridere i polli!
E va beh, è andato li. Allora ti aspetti che ponga l'accento sulla qualità didattica? Sulle mirabolanti pubblicazioni scientifiche che i dipartimenti dell'ateneo sfornano? Sulla spendibilità della laurea? No, ha sottolineato che le laureate sono fighe (non come la Bindi, ha detto. Ma cosa gli avrà fatto la Bindi? Capisco che una donna che pensa possa turbare il suo sistema di valori, ma lui è davvero ossessionato dalla Bindi!). Ah si, la nostra Università è competitiva nel mondo, le nostre laureate sono fighe! Mica i cessi del MIT e di Cambridge!
Beh, che aggiungere? Solo che questa è la conferma di una mia vecchia teoria: questo è ciò che lui pensa della Scuola e dell'Università. Non altro. La Gelmini ministro - questa è la mia teoria - è una provocazione. Lui lo sa che è indifendibile. Io sono convinto che lui creda per esempio che Tremonti sia un genio, o che Bondi abbia letto un paio di libri in vita sua. Ma la Gelmini (e la Carfagna) sono totalmente indifendibili e lui lo sa. Ma le ha messe li apposta, per dare il messaggio "questo è ciò che si merita la Scuola e l'Università pubblica, questo è ciò che io davvero penso di queste istituzioni" (analogo discorso vale per le pari opportunità).

martedì 20 luglio 2010

Consegna diplomi DOL: un mio articolo su Tribù

Tribù è un mensile interno del Politecnico di Milano, con tiratura di 2500 copie, e distribuito a tutti i dipendenti del Poli. Qualche mese fa la caporedattrice mi ha chiesto se volevo scrivere un articolo, proposta da me accolta con grande gioia. Sull'onda dell'entusiasmo per la consegna dei diplomi DOL, avvenuta il 9 maggio e di grande impatto emotivo, ho pensato di scrivere proprio di loro: dei fantastici docenti che, da anni, animano il nostro Diploma On Line (http://www.dol.polimi.it), creatura che ho contribuito a far nascere e di cui ancora mi occupo seppure dall'esterno, avendola lasciata nelle amorevoli e sagge mani di Luisa, Barbara e Anna.
Il DOL è un corso di perfezionamento biennale, dedicato agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, che accettano la sfida che le tecnologie pongono alla scuola, e la vogliono affrontare da protagonisti, senza paure e padroneggiando la tecnologie in maniera critica.
Oggi, con mia grande emozione, è arrivata la copia stampata della rivista con il mio articolo: è bellissima! Ne vado molto fiero: l'ho messo online, affinché chiunque lo desideri lo possa leggere, a questo indirizzo: http://dl.dropbox.com/u/2118161/articolo_tribu_colori.pdf

mercoledì 7 luglio 2010

La foto "globale" dell'universo del satellite Planck


La foto è impressionante, così come la spiegazione di come funziona il satellite Planck, che ha realizzato questa immagine. Affascinante è dire poco!
La radiazione cosmica di fondo e la Via Lattea: sono le due protagoniste indiscusse della mappa a tutto cielo ottenuta da Planck—il satellite dell’ESA per lo studio dell’origine dell’Universo—nel corso della sua prima survey, completata di recente. «Questo è il momento per il quale Planck è stato concepito», dichiara il direttore della sezione ESA di Scienza ed Esplorazione Robotica, David Southwood. «Non stiamo offrendo risposte. Stiamo aprendo le porte di un Eldorado in cui gli scienziati potranno andare a caccia di pepite d’oro, che li porteranno ad approfondire la nostra comprensione su come l’Universo è nato e su come funziona. L’eccezionale qualità di quest’immagine è un tributo agli ingegneri che hanno costruito e gestito Planck. Ora è il momento di dare il via al raccolto scientifico»

giovedì 1 luglio 2010

Commento al post precedente...

C'è un commento in ideogrammi nel post precendete (Ergonomia). Secondo google translator è giapponese (Silvia, B...aiuto!) e significa:
Hi there! Come siete tutti facendo?
Ti piace il cibo giapponese?
Un giorno voglio andare in Guatemala
Dire che è meraviglioso è dire poco...

Ergonomia

Per ritoccare un mio modulo per il corso online DOL, ho iniziato ieri (su suggerimento della mia psicosorella) a leggere un testo di ergonomia. Mi ha affascinato il passaggio tra ergonomia correttiva ed ergonomia preventiva. Mi ha affascinato perché, mentre questo passaggio si può dare per avvenuto o assodato nel settore produttivo, ho la sensazione che nel settore tecnologico sia invece ancora tutto da venire. I casi in cui un prodotto (sia esso un device, o un software) viene modificato a posteriori e non progettato secondo criteri ergonomici sono davvero tanti. Ieri riflettevo per esempio sulle lavagne interattive multimediali, le famigerate LIM che hanno invaso le aule delle scuole italiane (e che personalmente non mi fanno impazzire). Quello è un caso classico: sembra quasi che sia l'utente a doversi adattare alla LIM e non il contrario. In Laboratorio per esempio abbiamo una delle prime versioni di smartboard ed è inevitabile (anche per chi ha stazza non da balenottero come me) "impallare" l'immagine mentre la si usa. Nelle versioni successive hanno adottato (ergonomia correttiva) degli accorgimenti per risolvere il problema. Il mio dubbio è: che gli early adopters tendano a testare l'ergonomia degli artefatti tecnologici?

Interessante articolo su Dropbox

>> Di R. Casati. E' apparso sul Sole 24 ore, e sul suo blog. L'idea  che con Dropbox ogni istanza sia la cosa in sé è interessante. In effetti si potrebbe dire che Dropbox e una wireless fanno l'iperuranio. E come sostiene Platone nel Fedro
chi pensa d’affidare l’arte ad uno scritto (una chiavetta USB), e chi a sua volta vi attinge nella lusinga di apprendere qualcosa di chiaro e solido, è, se non m’inganno, d’una ingenuità senza pari e ignora l’oracolo di Ammon

giovedì 24 giugno 2010

Meno male che Lippi aveva paura...

...che tutti sarebbero voluti saltare sul carro dei vincitori! A casa, e con vergogna infinita. Indegni di rappresentarci. E il primo colpevole è proprio Lippi: la riconoscenza nel calcio non solo non paga, ma fa fare anche figure di merda...

mercoledì 23 giugno 2010

Woooow il mio primo commento di spam sul blog!

Chiaramente sto diventando un blogger di successo! Oggi ho trovato su un post relativo ad un libro un commento di tale "buy viagra" che tutti i link per acquistare la pillola blu del celodurismo...
E' chiaro che appunti estemporanei è ormai appetibile. Sento che gogles mi sta per comprare. Beh, nel caso...
CI STOOOOOOO, compratemi!!!

martedì 8 giugno 2010

Aldo blogga in diretta durante la giornata di premiazione Policultura

Il 9 giugno 2009 si svolgerà, presso il Politecnico di Milano, la giornata di premiazione del Concorso Nazionale PoliCultura 2010.
La giornata ha come protagonisti i docenti e gli studenti delle scuole di tutta Italia, che affolleranno il Politecnico e lo riempiranno del loro entusiasmo. Dalle ore 13,30 alle ore 15 sono previsti cinque eventi paralleli molto interessanti, per studenti e docenti:
  • i bambini delle scuole dell'infanzia si divertiranno con le FaTe (Favole e Tecnologia)
  • i bambini delle scuole primarie impareranno giocando con PoliLabKids
  • i ragazzi delle scuole primarie di primo grado scopriranno che la matematica è divertente con una lezione del professor Claudio Citrini
  • i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado verranno introdotti al mondo della robotica dal professor Andrea Bonarini
  • tutti i docenti discuteranno in un workshop su PoliCultura, coordinato dal professor Paolo Paolini
Durante il workshop il buon Aldo bloggherà in diretta ed aggiornerà il blog di Poliscuola in tempo reale con le discussioni più interessanti...il link è http://poliscuola.blogspot.com

Dalle 15.30 alle 18.00 avrà luogo la premiazione vera e propria, che potrà essere seguita anche in streaming all'indirizzo http://www.policultura.it/premiazione.html

>> le narrazioni finaliste sono visibili a questo indirizzo

martedì 1 giugno 2010

Kindle e iPad

Presupposto necessario alla comprensione di quanto segue: sono (come è noto) felice possessore di kindle. E chi mi conosce sa che tipo di lettore io sia: compulsivo, vorace, quasi-onnivoro. E in grado di leggere ovunque, dal tram alla spiaggia. Ho sempre avuto (pur essendo un maniaco della tecnologia) diffidenza verso il libro elettronico. Kindle me l'ha dissipata: si riesce a leggere in qualsiasi situazione, e ti permette di avere con te, in pochi grammi una intera libreria. Se spegni la wireless la batteria dura quasi un mese (leggendo tutti i giorni) e la tecnologia dell'inchiostro elettronico permette di leggere meravigliosamente anche in piena luce naturale o artificiale.
Ovviamente all'uscita dell'iPad mi sono chiesto (e la mia amica Alessandra mi ha chiesto - questo post nasce da una discussione avvenuta con lei via Facebook): cosa succederà? Ci ho riflettuto, e devo dire che - pur non avendo ancora (...) messo le mani su un iPad la mia sensazione è che come ebook reader kindle resterà imbattibile, per i seguenti motivi:

  1. Kindle fa solo quello, ma lo fa benissimo: lo schermo non retroilluminato non stanca mai gli occhi
  2. Come dicevo prima l'e-ink somiglia davvero alla carta - a sensazione visiva
  3. Ho provato a leggere prendendo il sole in spiaggia domenica: perfetto
  4. La batteria (a wireless disattivata) è incredibile. L'ultima volta è durata 26 giorni, leggendo in media 1 ora e mezza al giorno (viaggio in tram casa-ufficio + altri ritagli)
  5. Se confronto l'esperienza di lettura con quella che si ha sull'ipod touch (e per fare la prova consiglio assolutamente il sito www.instapaper.com e la relativa app (thanks to: Laura), che è una delle cose più geniali che io abbia visto negli ultimi tempi) davvero il kindle vince 3-0 (a parte i fastidiosissimi pulsanti. Dopo aver usato l'ipod touch il fatto che kindle non sia tattile ed abbia invece quei tastoni ti fa sentire precipitato all'improvviso nel pleistocene)
Detto questo, so benissimo che iPad fa un sacco di altre cose (e già lo desidero per questo) e che la politica di Apple sull'ibook store è mille volte più furba di quella di Amazon (che in Italia definire suicida è dire poco, ma in effetti viste le statistiche sulla lettura è difficile accusare Amazon per il fatto che consideri il nostro paese da quarto mondo). Non ho dubbi che i dati di vendita saranno strepitosi per iPad. Ma voglio azzardare una previsione, col rischio di essere smentito clamorosamente. Il vero settore dove iPad farà il botto sarà nel sostituire gli orrendi netbook: sono certo che alle prossime conferenze a cui andremo vedremo un sacco di presentazioni fatte con keynote, e che gireranno sul nuovo device Apple...ma in valigia, chi ama leggere in maniera massiccia, troverà spazio anche per il caro, vecchio kindle!

lunedì 31 maggio 2010

Tremonti e i disabili

Voglio riportare qui una lettera che il mio amico Luigi ha scritto a Tremonti (e per conoscenza ad alcuni quotidiani) dopo che questi ha affermato «Due milioni e settecentomila invalidi in Italia pongono la questione se un Paese così può essere competitivo».
Reputo un'affermazione simile indegna di un Ministro di un paese civile. Quindi perfetta se a dirla è Tremonti in Italia.


Ecco la lettera di Luigi:
Come giovane disabile che studia, lavora (sono un dottorando in ingegneria informatica) e paga le tasse, trovo sorprendente ed offensivo che il Ministro delle finanze consideri i 2.700.000 disabili italiani un “blocco per il sistema produttivo” (http://www.superando.it/content/view/5994/112/). Pensavo che una cosa del genere la pensassero solo i nazisti, i fascisti e quegli Spartani che buttavano i bimbi menomati dalla rupi! 
Oppure crede, il signor Ministro, che siamo tutti privilegiati perché percepiamo un misero assegno dallo Stato, e che in realtà non meriteremmo nulla e dovremmo piuttosto arraggiarci da soli (come in realtà già facciamo, visto che i sussidi certo non riescono a coprire tutte le numerose spese aggiuntive che un disabile deve sostenere nel quotidiano)?
La realtà è che un governo incapace di dare competitività al Paese, che non sa o meglio non vuole colpire i veri privilegiati (gli evasori, le corporazioni, i corrotti e i corruttori, i manager dai lauti stipendi, chi vive di rendite finanziare e paga meno tasse di chi lavora), cerca di mantere il consenso dell’opinione pubblica diffondendo paure e criminalizzando certe “categorie”. Era toccato agli immigrati, ai dipendenti statali, agli insegnanti, ai meridionali. Ora tocca ai disabili.
La verità è che questo Paese sarà competitivo anche con 2.700.000 disabili se e solo se saranno concessi a quei disabili rispetto e pari opportunità. Il vero handicap per l’Italia è piuttosto avere ministri come l’on. Tremonti! Dubito che noi disabili avremo mai le scuse dall’on. Tremonti o dal suo ufficio stampa, ma credo sia doveroso manifestare comunque il proprio sconcerto. Spero che la stampa (a cui invio per conoscenza questa lettera) contribuisca a denunciare l’assurdità e la pericolosità di certe affermazioni.
La sottoscrivo in ogni singolo punto, e invito tutte le persone dotate di sensibilità e cervello a diffonderla.

venerdì 14 maggio 2010

Destini incrociati

Da qualche tempo mi sono vigorosamente appasionato ad un podcast prodotto da radio 24 che si chiama 'destini incrociati'.
È una trasmissione che dura circa quaranta minuti e racconta la storia (reale) dell'incontro tra due persone che condiziona la vita di entrambi in maniera decisiva. Le storie, anche se ovviamente sono spesso piuttosto note, sono sempre molto approfondite e raccontate in maniera accattivante ed incredibilmente interessante.
Ad ogni puntata le storie raccontate vengono accompagnate dalla musica che le caratterizza o che era in voga nel periodo di cui si parla.
Credo venga trasmessa alla radio ogni giorno alle 15 ed in replica la sera tardi, ma si trovano le ultime 5 puntate in versione podcast su iTunes e questo permette una fruizione più agevole e senza pubblicità.
Consigliatissimo! Certe puntate sono addirittura commuoventi: quando ho ascoltato quella su Mandela e Pienaar,  il capitano della squadra di rugby sudafricana che vinse i mondiali del 1995, aiutando l'unificazione del paese dopo i tristi decenni dell'apartheid, praticamente piangevo in tram...

martedì 11 maggio 2010

Una piccola considerazione sulle convocazioni di Lippi per il mondiale

Mentre aspetto che un fantastico video che sto montando finisca il rendering, leggo sulla pagina online della Gazzetta che il nostro ct ha diramato le preconvocazioni dei 30 tra cui verranno selezionati i 23 fortunati che andranno in Sudafrica (invidia anche solo per questo...) a difendere il titolo conquistato nella magica notte di Berlino il 9 luglio 2006.
Così a occhio la prima considerazione che mi viene è che - come accadde (e io cero) nell'86, è meglio cambiare l'allenatore che vince un mondiale. Troppo è il debito di riconoscenza verso chi 4 anni prima lo ha portato sul tetto del mondo. E di conseguenza (come allora, quando uscimmo tritati vivi dalla Francia di Platini) le convocazioni sono suicide.
Partiamo da un punto fondamentale: in Italia ci sono oggi solo tre veri fuoriclasse e mezzo: Totti (ha la sua età, ma non ci sono santi, con buona pace di intersiti e juventini che lo detestano perché romano e romanista, Totti è un genio che si inventa anche saltando su una gamba sola assist e gol meravigliosi); Cassano (è pure giovane! e ha portato la Sampdoria al quarto posto, una squadra solida, si, ma non da quarto posto senza di lui. Dicono che sia una testa calda. E se anche fosse? Mica deve sposare nostra figlia, deve giocare a calcio!) e Balotelli (giovanissimo, provocatore, indubbiamente non un mostro di simpatia e un po' montato. Ma ci penserà la vita a fargli abbassare le alucce, per ora ciò che ci interessa è che ha classe cristallina e risolve le partite con una giocata, anche quando dorme 89 minuti). Di questi 3 nessuno è stato convocato. L'altro mezzo fuoriclasse, secondo me è Pirlo, che quando è in giornata (ma a 30 anni gli capita una partita si e 3 no - e lo dico da milanista, quindi con dolore) fa girare tutta la squadra e le palle degli avversari. Lui è l'unico (mezzo) fuoriclasse che Lippi si porta. Il resto? La difesa è il blocco della Juve (notare il campionato disastroso che hanno fatto...) più un altro paio di considerevoli mummie, tipo nandrobombolone Zambrotta. Escluso Chiellini credo che la difesa titolare (Cannavaro, Grosso, Zambrotta) sarebbe più adatta al Kruger (come preda per i leoni) che allo stadio. Il centrocampo, meglio non parlarne. Il cugino bolso di Gattuso (non può essere il Rino che io amo quello che ho visto giocare quest'anno), rissa-man Camoranesi...si salvano un paio di giovani (che non giocheranno) e De Rossi (se sta calmo).
Capitolo attacco. Il più grave. Gilardino nelle grandi squadre e in competizioni decisive è decisivo come il due di picche a briscola quadri (vedi gli anni al milan, quando quasi piangeva quando entrava a San Siro), Iaquinta è un monumento di pietra al calciatore ignoto...speriamo solo che il considerevole culo fortuna di Di Natale prosegua anche d'estate. Oppure speriamo in Pazzini (il ragazzo a me piace). Borriello ha coraggio e piedi buoni. Ma senza gli assist di Ronaldinho se la saprebbe cavare? E comunque dubito che sarà tra i 23. A questo punto, considerando che dovremmo passare il girone (solo per manifesta inferiorità delle altre tre squadre) dovremmo uscire appena iniziano gli scontri diretti. Ergo, considerando che anche Dunga ha fatto un brasile stranissimo a trazione posteriore ma davvero poco fantasioso, per chi tifiamo? Per l'Argentina di Diego e di Messi (con un Milito in più)? Per la Spagna di FernALDO Torres? Per l'inghilterra di Capello (mi tenta)? O per i Bafana Bafana (che però difficilmente arriveranno in fondo)?

venerdì 30 aprile 2010

Amici che avete mac a Milano: evitate assolutamente il negozio di corso san gottardo

Come noto sono un mac user super entusiasta. A Milano, molto vicino a casa c'è una Premium reseller Apple che si chiama CE group, con cui negli ultimi due mesi ho avuto due esperienze molto molto infelici, che voglio condividere, nella speranza di essere utile ad altri. Ognuno fa il suo gioco e tira acqua al suo mulino, va bene. Il venditore Apple deve essere un po' snob, è giusto. Però a tutto c'è un limite, e tirare acqua al proprio mulino non dovrebbe significare prendersi gioco del cliente.

Esperienza uno (un paio di mesi fa): appena acquistato il nostro meraviglioso iMac 27, vado a chiedere se il mio tuner TV usb prodotto da pinnacle - che usavo su pc - può funzionare su mac os x snow leopard. Mi dicono che assolutamente non funziona e mi suggeriscono di acquistare (a 70 euro) un nuovo tuner, che loro hanno. Scoraggiato dal prezzo, che reputavo un po' alto per la quantità di tv che vediamo, torno a casa, leggo su Internet...e ovviamente scopro che basta munirsi di software adeguato (Elgato eyeTV) e... il gioco è fatto.

Esperienza due (odierna): il nostro Uran facendo matte corse in casa ha "preso dentro" il cavo di alimentazione del portatile e lo ha strappato in due (tra l'altro era collegato, fortunatamente non si è preso la scossa). Ho telefonato, per sapere quanto costa il ricambio, e loro mi hanno risposto che costa 79 euro. Ora, il mac in questione è un po' vecchio... per cui ho chiesto "senta, è un po' caro. non esiste un alimentatore non originale e compatibile". La signorina, molto sussiegosa mi risponde "per i computer apple non esistono i prodotti compatibili!". Peccato che sia sufficiente cercare su Internet per trovare tonnellate di alimentato compatibili, con prezzi che vanno dai 24 euro in su. Ordinato su ebay, lo attendiamo con ansia.

Ora, una volta può essere ignoranza, o un caso, ma due volte secondo me fanno una prova di malafede. Soprattutto perché, se su qualcosa non sei certo, magari cartesianamente potresti sospendere il giudizio, dire "non lo so, non ne sono sicuro", piuttosto che dare come certe informazioni che vere non sono, ma che casualmente ti favoriscono... morale della favola: suggerisco di evitare questo negozio, e di rivolgersi magari a Mac@Work, in via Carducci, dove sono decisamente più gentili, competenti e onesti...

giovedì 22 aprile 2010

Il carro magico

'...cinque anni fa, durante un inverno più freddo del lato vuoto del letto di una vedova,...'

Tratta da 'Il carro magico'.
Come si fa a non adorare Joe R. Lansdale?

martedì 13 aprile 2010

Io sto con Emergency




Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.
Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso.
E' necessario far sentire ad Emergency la nostra solidarietà anche perchè, in questo momento, il governo italiano non si muove come dovrebbe per i diritti di questi connazionali.
Pertanto provate ad aderire all'iniziativa: IO STO CON EMERGENCY
cliccando sul sito www.emergency.it

giovedì 1 aprile 2010

Spettacolo canino al lago

...lo scorso weekend! Speriamo bene per Pasqua, anche se le previsioni dicono piuttosto male :((

giovedì 25 marzo 2010

La pazienza è stata premiata: è arrivato!


Ieri sera grande (ma proprio grande) novità a casa Torrepis: sua maestà il 27 pollici è arrivato. Impressionante è dire poco, davvero. Una meraviglia assoluta. Uno spettacolo. Molto più enorme di quanto pensassi. Anna sta rivoluzionando la casa per posizionarlo...

mercoledì 24 marzo 2010

Inaugurazione 147 anno accademico al Politecnico di Milano (aggiornato)

Lunedì sono stato, per la prima volta in vita mia, all'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Milano. A parte l'assurdità della data (è iniziato il secondo semestre...) sono stato contento di avervi partecipato. Questo per il Poli è un anno importante, dopo due mandati (ovvero 8 anni) dobbiamo rinnovare il Rettore, e il periodo elettorale è a dir poco caldo. Poco prima della scadenza, infatti, si è deciso di approvare il nuovo statuto che recepisce - in anticipo sulla legge! - alcune temibili norme che la disgraziatissima Ministra Gelmini sta per calare come una mannaia sull'Università.
La logica sulla cui base è stata compiuta questa operazione è tutto sommato condivisibile: anticipiamo alcuni cambiamenti, per non doverli subire passivamente, e diamo una "scossa" alla situazione. Certo, il modo, invece, non è tanto condivisibile: appare un po' scorretto consegnare al prossimo Rettore un Ateneo fortemente modificato, "blindando" la politica a venire a causa del nuovo statuto.
In questo clima si è aperto l'anno accademico. Sono state presentate 5 relazioni: abbiamo ascoltato nell'ordine il rappresentante degli studenti Brivio, il direttore amministrativo Molinari, il Rettore Ballio, la presidente dei giovani imprenditori Guidi, il fondatore di Emergency Gino Strada e per finire il professor Ranci Ortigosa.
Che dire? Ovviamente le cose migliori sono arrivate da Gino Strada (che non avevo mai ascoltato dal vivo, e mi ha fatto venire la pelle d'oca) e dal rappresentante degli studenti (che ha messo in luce la paura, cifra distintiva della generazione successiva alla mia - e, devo dire con tristezza, forse anche della mia. Paura di non trovare un lavoro decente dopo anni di studi, di dover fuggire all'estero, di non riuscire a costruirsi una famiglia, di non poter accedere a un mutuo...)
A fronte di questo condivisibile ed appassionato discorso, ci è toccato sentire, dalla dott.ssa Guidi che (udite, udite!) la crisi è finita, ne stiamo uscendo fuori... chissà perché non me ne sono accorto, anzi, ho l'impressione che tutte le persone che a causa della crisi hanno visto peggiorare la propria condizione occupazionale non solo non abbiano trovato un nuovo lavoro, ma si siano dovute rassegnare ad "accontentarsi" di altro, e di tirare a campare. Si è normalizzata l'emergenza, non è finita la crisi! La crisi sarà finita quando il sentimento dominante nei nostri giovani laureati sarà la speranza, anche un po' di sana, giovanile spavalderia, non la paura!
Subito dopo di lei ha parlato Strada. E non è stato gentile. Non si è fatto alcuno scrupolo a dire alla imprenditrice che il mondo di cui parla lei, che lei conosce non è il mondo nella sua globalità (ovviamente la nostra eroina aveva appena finito di parlare di sfide globali). Ha detto che ogni giorno si spendono 4 miliardi di dollari nel mondo in armi. Con la stessa cifra 2 miliardi di persone ogni giorno mangiano. Non so se rendo l'idea: se per un giorno si fermasse - in tutto il mondo - il commercio in armi, si potrebbero sfamare, quel giorno 2 miliardi di persone; è un numero che non riesco neppure a concepire.
A questo punto è intervenuto Ranci Ortigosa, per la sua prolusione finale. Dire che mi ha lasciato attonito è dire poco: la sua teoria è che il posporre il momento dell'uscita da casa - tipico dei giovani italiani (bamboccioni?) - causi inadeguatezza quando ci si immette nel mondo del lavoro. Sembra che i giovani smanino per restare a casa da mammà e proseguire gli studi fino al 18mo master post-laurea, non perché il lavoro non c'è - e i master sono uno dei modi per cercare di trovarlo, ma perché gli piace così. Ha clamorosamente confuso l'effetto con la causa - a mio modesto parere!
Chiudo con le relazioni del Rettore e del Direttore Amministrativo: ovviamente molto istituzionali, molto sobrie e in definitiva condivisibili (a parte che il direttore amministrativo ha sbandierato i risparmi compiuti dal Politecnico - e dal mio punto di vista di lavoratore del Poli più che di risparmi ho l'impressione si tratti di tagli, ma questo è un altro discorso).
Su slideshare qualcuno ha reso disponibili (scansionando la cartella stampa) il testo della relazione del Rettore e quella del professor Ranci Ortigosa.

P.S. cinque minuti dopo aver finito di scrivere questo post, leggo su Repubblica quanto è finita la crisi...
>> Persi 380mila posti di lavoro (da Repubblica)

giovedì 18 marzo 2010

Starà sognando di mangiare...


...visto che usa la sua ciotola come cuscino?

Chatroulette

Grazie ad un corsista del DOL avanzato, un corso online per insegnanti sull'uso delle nuove tecnologie e soprattutto di quelle 2.0, ho scoperto l'esistenza del sito chatroulette (http://chatroulette.com/).
L'idea è semplice: devi avere una webcam, e il sistema ti mette in contatto, in maniera casuale con un altro utente, con cui puoi fare una videochat (audio e video) o chiacchierare via chat testuale. L'interfaccia è assolutamente scarna: c'è un pulsante che permette di passare al prossimo utente e poco altro.
Ovviamente l'idea è che si faccia "zapping": si osserva il volto dello sconosciuto dall'altra parte, e volendo si può iniziare a chiacchierare. Questo quando dall'altra parte c'è il volto dello sconosciuto. Lo dico perché tendenzialmente io ho trovato, in una veloce navigazione, altre parti anatomiche, che lascio immaginare...
Che dire? Sicuramente un ottimo spot per l'educazione: queste cose nel mondo esistono (non solo sul web) ed è inutile tapparsi occhi, orecchie e bocca, molto meglio educare i ragazzi a navigare in maniera consapevole.

martedì 16 marzo 2010

Niente che non sappiamo, ma fa sempre un certo effetto...

Ricevo via email dalla mia sorellina Anna...

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."
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Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a B. Mussolini... scritto da Elsa Morante.

venerdì 12 marzo 2010

Importante iniziativa CONCRETA per sostenere una azienda de L'Aquila


Chi è stato una volta nelle zone vicine a L'Aquila, e ama i dolci non può non conoscere gli straordinari torroni delle Sorelle Nurzia. Dire che sono meravigliosi è dire poco, e ovviamente l'azienda è in grande difficoltà.
Possiamo fare qualcosa per loro (e anche per noi stessi - se siamo golosi - fidatevi di me non ve ne pentirete) grazie all'iniziativa di un blog, che sta dando una mano concreta.

>> 99colombe (per chi non lo sapesse la fontana della 99 cannelle è uno dei simboli del capoluogo abruzzese).

Grazie a tutti coloro i quali sosterranno, in qualsiasi modo tale iniziativa!

Grande Snoopy!

Peanuts

martedì 2 marzo 2010

Campagna di comunicazione umana Valdese


Vicino alla fermata del 23 Pascoli-Leonardo da Vinci hanno affisso due manifesti della campagna di comunicazione umana realizzati dalla Chiesa Metodista e Valdese.
Mi hanno colpito molto, li trovo molto belli, perché si appellano all'uomo, in un momento in cui mi sembra sempre di più che per alcune persone, in Italia, esistano uomini di serie a, uomini di serie b e anche di serie c, d....
Tra l'altro mi è capitato lo scorso anno di assistere a alcune conferenze sulla Bibbia tenute da un pastore Valdese e sono rimasto molto colpito dall'elevato grado di tolleranza che manifestava: era talmente tollerante che sembrava quasi... ateo!

Non per vantarmi...

...ma venerdì ho fatto la paella! Ricetta più o meno inventata, tratta da: sito dell'ente del turismo spagnolo + ricetta segretissima di mamma Torre + libro di Allan Bay. Vincoli: quello che avevo in casa....beh, è uscita davvero bene!

venerdì 12 febbraio 2010

Tutta un'altra musica

Ho appena finito di leggere Tutta un'altra musica, l'ultimo libro di Nick Hornby (grazie Luisa per il regalo!).
Premetto che sono un fan di Hornby e che ho letto quasi tutto quello che ha scritto, ma devo dire che questa sua ultima fatica mi ha stupito. Mi ha stupito perché è scritto in maniera divertente, affascinante, piacevole, godibile ma al contempo risulta vero, sincero, autentico. Mi ha stupito perché spesso, ahimè, capita di restare delusi quando si legge un autore che si ama quanto io amo Hornby e si finisce per pensare "bello, ma non è certo...(titolo del capolavoro, nel caso specifico diciamo Un ragazzo o Alta fedeltà )".
Invece in questo caso siamo ai livelli massimi di Hornby, ai livelli della sua produzione migliore. Come spesso accade sono musica e problemi d'amore i temi che si mescolano e danno vita a questo romanzo, e (anche alla luce del mio post un po' allucinato di ieri) non posso non rilevare che sono davvero due degli elementi che danno senso alla nostra permanenza su questa terra!
Un ultimo aspetto divertente sembra essere di poco conto ma è invece rivelatore ed ermeneutico: nel libro un musicista semidimenticato di nome Tucker Crowe, che da 20 anni si è ritirato misteriosamente dalle scene, legge le riflessioni che i suoi fan scrivono su forum specializzati a lui dedicati, e pensa che siano tutte stupidaggini senza senso, interpretazioni errate, misunderstanding eclatanti su musica e testi. Questo fa molto riflettere sulla produzione del pensiero e sulla sua trasmissione, sul significato dell'arte, nonché sull'interpretazione che gli altri danno al nostro pensiero che spesso è totalmente altra rispetto all'intenzione dell'autore. Una volta ho letto un'intervista in cui George Harrison sosteneva che lui leggeva affascinato le interpretazioni che venivano scritte delle canzoni dei Beatles e pensava "wow! Non pensavo di pensare queste cose e di essere così profondo!"
Ad alcuni questa idea da fastidio o fa paura. A me ricorda perché amo così tanto la filosofia teoretica.