giovedì 28 novembre 2013

Commentarius non petitus...

Non è la prima occasione in cui, ultimamente, mi capita di ricevere commenti assolutamente non richiesti o opinioni elargite spontaneamente da improvvisati soloni di rara sapienza sullo scibile umano.

Il giorno che vorrò un commento su qualche mia attività o attitudine o atteggiamento o prodotto o qualsiasi opera dell'ingegno (in quanto coi manufatti sono messo piuttosto male) prodotta dal mio cervello, non esiterò a sollecitarli. Altrimenti, una prece: grazie, ma anche no. 

mercoledì 13 novembre 2013

Ho finito Infinite Jest!

Capisco possa accadere, sono serio (da un gruppo di lettura virtuale: http://www.summerofjest.org)
È praticamente impossibile recensire questo libro. Praticamente impossibile, perché non è solo un libro, è un mondo complesso, fatto di storie che si intrecciano, si sfiorano, si oppongono, in cui non è possibile definire il cosiddetto filo del discorso per il semplice fatto che di tali fili ne sono presenti almeno una decina...

Di che si tratta? Si tratta dell'opera capitale, del capolavoro assoluto (ma al contempo anche dello scherzo infinito del titolo) di uno degli scrittori più incredibili della nostra epoca: David Foster Wallace, morto suicida a 46 anni nel 2008.

Il libro (che io ho fortunatamente letto in versione ebook) è leggendario anche nelle dimensioni: si tratta di un'opera colossale di circa 1300 pagine (di cui più di 100 di note e di note-alle-note, che sono - come leggerete ovunque nel web - assolutamente imprescindibili per comprendere il libro*).

Come dicevo, io l'ho letto in ebook, principalmente sul kindle e anche un po' sull'iPad: l'esperienza è stata lunga e composita e a seconda del device che avevo sottomano sono andato avanti, benedicendo il cloud computing e la sincronizzazione all'ultima pagina letta. Ciò ovviamente ha pregiudicato la mia forma fisica: come è noto leggere IJ può anche sostituire mesi di palestra, perché portarsi in giro un mattone di quel genere fa ben capire in che senso si parli tra chi ha fatto le scuole alte di fatiche intellettuali (a tal proposito, non posso esimermi dal segnalare questo meraviglioso post di Tegamini, con cui concordo appieno - il che giustificherebbe che anziché rompere le scatole ai miei 25 lettori con le mie opinioni potrei semplicemente postare il link ed essere felice, ma sono sadico, lo sapete - : http://www.tegamini.it/2013/10/02/leggere-infinite-jest-non-e-troppo-difficile-se-sai-come-farlo/

Il libro vi fornirà infiniti spunti, utili anche nella vita quotidiana...
IJ, come lo chiamiamo noi della cricca di quelli che lo hanno finito (ci potete riconoscere da un alone viola che ci circonda, come nelle pubblicità progresso anni 90 sull'AIDS e dal fatto che sappiamo un sacco di cose sugli alcolisti anonimi di Boston, pur essendo astemi e vivendo a Gallarate), è un libro complesso, ma al contempo piuttosto facile**, come direbbe il mio capo: complesso perché tenere traccia di tutte le trame che contiene è un vero e proprio lavoro; facile perché a differenza di altri mattoni da me molto amati non ha uno scoglio iniziale da superare (le mitiche prime 100 pagine de Il nome della rosa ad esempio), si fa apprezzare ed amare sin dalle prime pagine. Il libro in alcuni punti fa veramente ridere, in altri è di una tristezza senza paragoni. Contiene paradossi, previsioni azzeccate o totalmente sballate sul futuro, un sacco di nozioni che vi permetteranno di fare sfoggio di erudizione in una quantità di campi dello scibile umano che fatico ad enumerare, personaggi di cui vi innamorerete perdutamente, caratteri complessi che vi sembrerà di conoscere personalmente... di tutto un po' e in proporzioni massicce.

Ma perché dovrebbe valere la pena leggerlo? Intanto perché, come si dice, "life is too short to drink bad wine". E questo vino, pur stando in una botte bella grossa, è un Brunello di Montalcino dell'88, che vale ogni sorso che ne assaporerete. Poi perché vi lascerà senza fiato: una sola persona è riuscita ad escogitare questi mondi e a metterli insieme? A disporli in ordine (più o meno) su 1300 pagine? Perché, come un vino raffinato, vi lascerà un retrogusto che continuerete ad assaporare per giorni e giorni dopo averlo finito. Perché dopo aver pregato (nel mio caso per circa 2 mesi e mezzo) di riuscire ad arrivare alla fine e aver bestemmiato su una nota lunga 10 pagine, vi dispiacerà infinitamente averlo finito. Perché vi chiederete il senso del libro nel suo complesso, vi immaginerete una partita di Eschaton, cercherete su Google "finale di infinite jest", scoprirete che ci sono nel mondo una quantità imprevedibile di matti che ha postato in rete riassunti, storyboard, video, immagini riassuntive del libro, ricostruzioni della trama, teorie sul finale, infografiche, alberi genealogici...
Infine, per tutti questi motivi assieme, perché questo libro è davvero un unicum. E non nel suo genere, ma complessivamente. Un libro cui nessun altro libro somiglia, qualcosa di diverso da tutto il resto: personalmente non ho mai letto qualcosa di simile.

Insomma, se decidete di partire per l'impresa armatevi di 2-3 mesi in cui avrete un secondo lavoro molto faticoso (leggere IJ potrebbe essere anche un lavoro a tempo pieno, ma potrebbe essere faticoso convincere i vostri datori di lavoro a darvi lo stipendio per svolgerlo in luogo del vostro mestiere abituale), di pazienza e di gaudio, di capacità di stupirvi, del calendario degli anni sponsorizzati*** (io ho capito troppo tardi che è molto utile  averlo sotto mano durante la lettura, perché alcune vicende vanno ri-messe in ordine cronologico) e partite. E non scoraggiatevi quando vi sembrerà impossibile scollinare: ce la potete fare, e ne sarà valsa la pena!

---
NOTE (non potevo farne a meno)
*Quindi cara sorella Anna, nel caso in cui tu decida di leggerlo, non potrai saltarle come fai abitualmente.
**La cui frase preferita è "Aldo, tu hai ragione, ma hai anche un po' torto".
***Ok, lo avete già letto in 300 recensioni/forum, ma non posso non dirvelo: da un certo punto in poi, nel futuro vicino in cui è ambientato il libro, gli anni anziché essere numerati, hanno il nome di uno sponsor. La maggior parte delle vicende (per dire) si svolge nell'Anno del Pannolone per Adulti Depend (APAD).

martedì 12 novembre 2013

I bambini degli altri - short film

Ed ecco a voi l'ultima fatica dell'amico Socio, come sempre notevolissima! Inutile dire che - da "giovane" uomo senza figli - è stato per me molto facile immedesimarmi :)
Ah tra l'altro (scusate se è poco...) ha vinto il primo premio della sesta edizione di 100 ore Torino. Enjoy!