domenica 16 giugno 2013

Della difficoltà degli infortuni alla zampa di questo periodo (umani e canini)

Come spesso si dice "tale cane, tal padrone": e così io e Uran abbiamo deciso di essere accomunati da più o meno seri infortuni alla zampa posteriore (nell'uomo dicesi gamba) destra. Lui si è procurato un supertaglio misteriosamente, ed è in lenta (quanto comica: vedi foto) ripresa, io sono riuscito a farmi venire una tendinite di primissimo livello.
Versione elisabettiana del cane nero
Entrambe le situazioni sono difficilissime da sopportare: il canide è molto lagnoso e io e Anna caschiamo costantemente nelle sue trappole affettive ("oooooh povero cane, chissà come soffri! eccoti due-etti-e-mezzo di crudo di Parma per consolazione!") oltre ad averci fatto prendere un vero e proprio colpo mangiandosi integralmente la fasciatura alla zampa che (ingenuamente) gli abbiamo fatto nei primi giorni (con conseguenti telefonate terrorizzate al veterinario, spauracchio di doverla togliere dalla panza per via chirurgica (pianti infiniti di Anna), ed infine - tra grida di giubilo e notevole imbarazzo visto il luogo e l'ora in cui si è avuta la spannung, ovvero davanti a un bar alle otto del mattino - espulsione su cui non scendo in dettaglio, siatemene grati). Insomma, difficile! Anna adesso favoleggia di "scarpe per cani con suola al vibram", campane di vetro sotto cui infilare l'animale ed altre amenità consimili...

Nel frattempo il vostro eroe ha pensato bene di ricavare dalla sua attività calcistica (gioia assoluta e totale) una simpatica tendinite. E siccome non ci facciamo mancare nulla, pare sia piuttosto seria: in effetti quando mi sveglio al mattino o dopo che sto seduto molte ore, fatico a rimettere in moto il piede. E come al solito parte l'epopea del farsi visitare: vai dal dottore, il quale ti manda dallo specialista (nel caso specifico il fisiatra, figura mitologica fino a pochi giorni fa a me totalmente ignota). Telefoni al numero unico delle prenotazioni e ti rispondono "ah si, c'è un posto il 18...di agosto!". Certo, perché visto che tutte le mattine appena sveglio faccio fatica a camminare, mi sembra un'idea eccellente aspettare fino alla seconda metà di agosto! Poi miracolosamente spunta la possibilità (grazie a una rinuncia) di farsi vedere dal fisiatra in tempi brevissimi. Ma ovviamente il fisiatra vuole un esame strumentale (ecografia, nel caso specifico) e poi ti vuole rivedere. Richiamo il numero telefonico, e scopro che - fortunato mortale!- posso fare l'ecografia già il 7 agosto (nota bene: siamo al 15 di giugno) e andare dal fisiatra il giorno dopo. Ora, dico io, a voi sembra plausibile che per fare un esame che deve garantirti la possibilità di tornare a camminare decentemente (oltre a quella, per me ben più importante!, di tornare a calcare i campi di gioco) si debba aspettare quasi due mesi? Col rischio che il tendine (in grande sofferenza secondo il fisiatra) si rompa? No, ma tutto ciò è accettabile dal cittadino che paga regolarmente e con una certa fierezza (so di essere pazzo, è una cosa che mi ha trasferito il nonno Lamberto, che era orgoglioso di pagare le tasse per dare il suo contributo al paese) le tasse?? Secondo me non è accettabile. Vogliamo dirlo? Diciamolo: il sistema sanitario lombardo, gloria e vanto della precedente (e immagino dell'attuale - che si pone in continuità) giunta regionale lombarda palazzinaro-ospedaliera-ciellina di Formigoni è una cagata pazzesca (cit.) ottima per stimolare la sanità privata, pessima se hai la sfortuna di farti male. Perché ovviamente se - nelle stesse strutture in cui devi aspettare due mesi, nota bene! - si è disposti a pagare, si può avere tutto e subito, nel giro di una settimana. Secondo me questa è una situazione vergognosa, la disfatta dell'idea stessa di welfare, che dovrebbe puntare a rendere disponibili servizi di cura uguali per tutti, abbienti e meno abbienti. Alla fine, cercando fuori dalla città di Milano, ho anticipato il tutto a metà luglio (comunque tra un mese, e mi sembra un miracolo: è giusto?), dovrò fare molta attenzione in questo periodo...anche perché (altra assurdità: dover aspettare un mese per sapere una cosa così rilevante a livello di salute personale e di benessere) il rischio cui vado incontro è che se il tendine è troppo degenerato io debba andare incontro ad un'operazione (ricordiamo due importanti punti: ho la soglia del dolore più bassa del mondo e al solo sentir parlare di operazione inizio a tremare di terrore). E lo saprò tra un mese...a meno di non cedere alle lusinghe di Anna, che propone questa soluzione:




1 commento:

  1. Ciao Aldo,


    forza !!!

    Benedetto Colangelo

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