Stamattina sono andato a fare un laboratorio di informatica in una quarta elementare di una scuola vicina al Politecnico (dove io lavoro). Non era il primo incontro, né sarà l'ultimo. Come sempre quando esco mi chiedo: "ma come fanno gli insegnanti, ma come fa mia mamma, a passare ogni giorno 4 ore con questi diavoli?".
Però oggi sono stati talmente bravi, talmente convincenti, talmente commuoventi, che alla fine mi sono chiesto: "ma non è che io sto sbagliando tutto e forse avrei dovuto iscrivermi alla siss?".
C'è anche da dire che la mia situazione è facile. Rappresento la novità, il mago del computer, quello che li porta in laboratorio. Però però però...una cosa non la capisco. I loro insegnanti oramai ci sono venuti almeno 3 volte in laboratorio con me. All'inizio più timorosi, oramai sarebbero quasi autonomi. E allora, perché non ci provano da soli? Perché non mi dicono: non venire per un martedì, che vogliamo vedere se ce la caviamo? Io lo farei...
Detto questo la scena più gustosa con un bambino dai tratti orientali. Era in gruppo con due altri, uno era il Gassmann della 4ta elementare, leggeva in modo splendido. L'altra non era così brava, ma leggeva bene. Ebbene, il tenero cinesino tanto ha fatto tanto ha detto che li ha convinti: sarebbe stato lui a leggere nel microfono il lavoro fatto. Inizia. Non riusciva a leggere più di due parole di fila, incespicava nelle consonanti, si interrompeva, sbuffava e ripartiva. Disperante in sé e per sé, ma ammirevole per la tenacia. Gassmann diceva "no, dai, lascia che legga io". "No, ce la devo fare". Una lezione di determinazione! Alla fine gli ho detto: vai tranquillo, fermati quanto vuoi, ripeti...ma arriva in fondo. Quando ce l'ha fatta era
raggiante.
...ma non tutte le storia hanno lieto fine: dopo la lezione ci ho messo mezz'ora, con Audacity, a "recuperare" un minuto e mezzo ascoltabile: ma ne valeva la pena.